È di almeno 37 morti il drammatico bilancio dell’attacco compiuto nella tarda serata di ieri da un drone russo contro un magazzino vicino a Kiev. L’impatto ha provocato un incendio di vaste proporzioni e una violenta successione di esplosioni, alimentando in Ucraina forti polemiche sulla presenza di materiale esplosivo in prossimità di un’area residenziale. Il numero delle vittime potrebbe continuare a salire. Il governatore della regione di Kiev, Tymur Tkachenko, ha infatti precisato: “purtroppo, allo stato attuale, si contano 37 vittime. E questo bilancio potrebbe non essere definitivo”.
Esplosioni vicino a Kiev dopo l’attacco del drone russo
Secondo le informazioni disponibili, il drone russo avrebbe centrato un deposito nel quale erano custodite munizioni. L’attacco ha innescato un incendio di vaste proporzioni e numerose detonazioni secondarie, con fiamme proiettate in ogni direzione.
I video diffusi online e ripresi dai media mostrano una prima, enorme esplosione, seguita da una lunga sequenza di scoppi. Le immagini indicherebbero la probabile presenza di munizioni e altri materiali esplosivi all’interno del magazzino.
Le autorità ucraine, che generalmente non forniscono informazioni dettagliate sui danni subiti dalle installazioni militari, non hanno chiarito ufficialmente la natura del sito. I procuratori ucraini hanno tuttavia riferito che nel deposito sembravano essere presenti “oggetti esplosivi” e hanno aperto un’indagine per negligenza criminale.
Zelensky: munizioni immagazzinate troppo vicino alle abitazioni
Sull’accaduto è intervenuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha richiamato le disposizioni relative alla conservazione delle munizioni vicino alle zone abitate.
Il leader ucraino ha dichiarato: “Esistono regolamenti in vigore: le munizioni non possono essere immagazzinate vicino a case o altre aree residenziali. Verranno sicuramente tratte le conclusioni appropriate”.
Le parole di Zelensky hanno posto al centro dell’attenzione non soltanto la responsabilità russa per l’attacco aereo, ma anche le modalità con cui il materiale esplosivo sarebbe stato custodito nel deposito vicino a Kiev.
Nel magazzino proiettili, mine, droni e altre munizioni
Il presidente ucraino ha confermato che il primo impatto ha raggiunto un sito destinato alla conservazione di materiale militare: “Il primo impatto ha colpito un luogo dove erano immagazzinate munizioni che non avrebbero assolutamente dovuto trovarsi lì, un deposito della difesa”.
Zelensky ha quindi parlato di “detonazioni su larga scala di proiettili, mine, altre munizioni e droni”, descrivendo la gravità delle esplosioni che si sono susseguite dopo l’impatto.
La presenza di un simile quantitativo di materiale esplosivo accanto alle abitazioni ha suscitato forti critiche in Ucraina, soprattutto per i rischi ai quali sarebbe stata esposta la popolazione residente nella zona.
Aperta un’indagine per negligenza criminale
Zelensky ha definito quanto accaduto “inaccettabile” e ha assicurato che “è in corso un’indagine.” Il presidente ucraino ha inoltre denunciato le responsabilità legate alla scelta del luogo utilizzato per conservare le munizioni.
“Una situazione terribile e una grave negligenza da parte di coloro che hanno immagazzinato esplosivi proprio accanto alle case”, ha aggiunto il leader ucraino.
L’inchiesta dovrà adesso accertare chi abbia autorizzato l’utilizzo del magazzino e se siano state violate le norme di sicurezza. Intanto proseguono le operazioni nell’area colpita, mentre il bilancio di almeno 37 vittime resta provvisorio e potrebbe ulteriormente aggravarsi.
