“Una struttura imponente capace di trattenere 26,5 milioni di metri cubi d’acqua e di erogarne fino a 35 milioni all’anno, ma che continua a rimanere un’incompiuta a causa della cronica mancanza delle condotte e delle reti di distribuzione”. È la situazione della Diga Castagnara sul fiume Metramo, finita al centro di un’interrogazione a risposta scritta depositata in Consiglio Regionale dai consiglieri Francesco De Cicco (Democratici Progressisti Meridionalisti) e Giuseppe Ranuccio (Partito Democratico). “Avviata negli anni ’70 e collaudata soltanto nel 2013, la diga del Metramo risulta ancora oggi classificata (al 31 dicembre 2025) con la sigla “No-Li”, ovvero in esercizio normale ma con limitazione d’invaso. A fronte dell’opera principale, mancano totalmente le opere di presa, le gallerie di derivazione, i sistemi di regolazione e le reti irrigue necessarie a trasportare l’acqua verso i serbatoi periferici e i consorzi”, rimarcano.
“Un costo insostenibile per agricoltori e cittadini”
“Nonostante le ingenti risorse pubbliche spese nei decenni passati – denunciano De Cicco e Ranuccio – l’acqua accumulata nel Metramo non arriva ai campi e alle utenze. In una fase storica segnata da una drammatica emergenza siccità, che rischia di compromettere per anni la capacità produttiva del nostro territorio, aziende e cittadini sono costretti a dipendere da pozzi privati e fonti frammentate, sostenendo costi enormemente superiori rispetto alle normali tariffe consortili”. I due consiglieri evidenziano come “la risorsa idrica rappresenti oggi un’infrastruttura economica primaria e non procrastinabile. Inoltre, essendo trascorso diverso tempo dalla costruzione della struttura, si rende necessario un costante monitoraggio sul rispetto dei moderni standard di sicurezza”.
Le richieste alla Giunta Regionale
“Preso atto che la Regione Calabria ha inserito il completamento dell’opera all’interno del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI)”, i consiglieri De Cicco e Ranuccio interrogano il Presidente e l’Assessore regionale competente per sapere: “lo stato dell’arte dell’iter per la concessione e l’erogazione effttiva delle risorse finanziarie richieste tramite il PNIISSI; quali forme progettuali si intendono adottare per la realizzazione dei lavori e il cronoprogramma vincolante relativo all’avvio e alla chiusura delle opere di completamento. Non possiamo permetterci di tenere fermo un patrimonio idrico di questa portata – concludono i consiglieri. Servono certezze sui tempi, sui progetti e sulle risorse per restituire dignità al comparto agricolo e sviluppo alla Calabria”.
