Da Melito Porto Salvo ad Avellino: “I giovani raccontano Francesco e Chiara” | FOTO

Il 21 agosto al "Parco Palatucci", all’interno della rassegna “Teatro al parco”, è stato messo in scena il musical ispirato al celebre “Forza venite gente”

Da Melito Porto Salvo ad Avellino per portare un messaggio di speranza, pace, fratellanza, inclusione. Il racconto è stato fatto venerdì 21 agosto a “Parco Palatucci” dove, all’interno della rassegna “Teatro al parco”, è stato messo in scena il musical ispirato al celebre “Forza venite gente”. Sul palcoscenico, ad alternarsi nei ruoli di attori e ballerine sono saliti cinquanta “artisti” espressione del territorio dell’Area Grecanica, il cui esordio era stato registrato lo scorso mese di aprile, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna di Porto Salvo.

In quell’occasione, con una performance di rilievo, il numerosissimo pubblico era stato conquistato. Il copione è stato identico anche ad Avellino, dove, davanti a circa duemila spettatori, è stato un crescendo di emozioni, fino all’apoteosi del “Laudato sii” che ha sancito la chiusura dello spettacolo.

Il progetto sostenuto dalla Diocesi Reggio Calabria-Bova, ha affascinato la Diocesi di Avellino al punto da essere richiesto, divenendo cosi motivo di gemellaggio tra la chiesa reggina e quella irpina. Ad assistere all’evento c’erano, tra gli altri, il vescovo della Diocesi di Avellino, Arturo Aiello, il vice sindaco, il viceprefetto di Avellino il comandante della locale compagnia dei carabinieri e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Melito Porto Salvo (il sindaco, Tito Nastasi ha manifestato soddisfazione e orgoglio per i giovani melitesi che hanno portato in alto il nome della cittadina), la consigliera comunale Federica Ferrara.

Un parterre di assoluto livello e dal significato profondo, di fiducia e rispetto per il gruppo di ospiti, da cui evidentemente ci si attendeva tanto e che non ha deluso le attese.

Sul palco, presentati da Giuseppe Toscano, coordinati da Antonella Surfaro e Roberta Falcomatà, sono saliti cinquanta tra attori e ballerine. Un cast straordinario, ricco di talenti ed energie, messo insieme dalle associazioni Arcadia, Giovani della Comunità sant’Egidio, Etoile dance, Kronos arte, Professional music accademy, Centro italiano femminile di Melito Porto Salvo, Istituto di istruzione superiore “Familiari”.

Il progetto che ha affascinato e continua a suscitare interesse per i suoi aspetti di inclusività (sul palcoscenico si alternano personaggi bimbi, giovani, adulti e over settantenni) è portatore di forti messaggi che richiamano valori veri.

Felice per quanto visto, monsignor Aiello ha inviato un messaggio di ringraziamento alla comitiva melitese. “Voglio dirvi grazie – ha detto – dai più piccoli ai più grandi per il musical di Parco Palatucci. Ci sono cose che nessuno nota, ma che hanno il sapore del miracolo nell’amore che ci mettiamo, per lo sforzo condiviso tra piccoli e grandi, per la voglia di raccontare“.

Il consigliere comunale Ferrara ha raccontato così la sua trasferta. “Oltre al ruolo istituzionale, ho avuto il privilegio di vivere tre giorni immersa in un’esperienza straordinaria, accanto a un gruppo fantastico di persone. Accompagnare i nostri ragazzi, vederli emozionarsi, divertirsi e dare l’anima sul palco del Parco Palatucci è stato molto più di un impegno istituzionale: è stata una lezione di vita“.

Antonella Surfaro, punto di riferimento del gruppo, ha commentato così l’esperienza: “ci sono incontri che durano il tempo di un saluto. E poi ci sono incontri che, quasi senza accorgersene, cominciano a “costruire strade”. Credo profondamente nel valore dell’incontro. Perché da un incontro, e poi da un altro e da un altro ancora, possono nascere relazioni. Dalle relazioni può nascere fiducia. Dalla fiducia possono nascere unioni capaci di superare distanze, confini e appartenenze. E da quelle unioni possono nascere speranza e opportunità! È questo, forse più di ogni altra cosa, ciò che porto con me dopo questi giorni ad Avellino. Non è stato semplicemente portare un musical da Reggio Calabria ad Avellino. È stato vedere concretamente cosa accade quando due comunità decidono di incontrarsi, ascoltarsi, conoscersi e provare a costruire qualcosa insieme“. Da sottolineare l’accoglienza calorosa garantita dalla Caritas diocesana di Avellino, con il suo direttore Antonio D’Orta in prima fila.