Crollo a Messina, interrogatori degli indagati in corso: contestati omicidio colposo plurimo e disastro colposo

È stato sentito l’ingegnere Pietro Leone, mentre prosegue l’interrogatorio dell’imprenditore Alessandro Panarello. Rinviato quello di Pasquale D’Alì, ancora ricoverato in ospedale

Sono in corso gli interrogatori dei tre indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Messina sul crollo di un edificio nel rione Pistunina. L’attività giudiziaria coinvolge l’ingegnere Pietro Leone, 72 anni, e gli imprenditori Alessandro Panarello, 54 anni, e Pasquale D’Alì. Le ipotesi di reato formulate sono quelle di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Gli interrogatori si svolgono davanti ai sostituti procuratori Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, titolari degli accertamenti.

Crollo di Pistunina, sentito l’ingegnere Pietro Leone

Il primo a essere ascoltato è stato l’ingegnere Pietro Leone, 72 anni. Al termine dell’interrogatorio, Leone ha lasciato gli uffici insieme al proprio avvocato e non ha rilasciato dichiarazioni. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sul contenuto dell’audizione. L’interrogatorio rappresenta uno dei passaggi dell’indagine con cui la Procura sta cercando di ricostruire le circostanze del crollo dell’edificio a Pistunina e le eventuali responsabilità connesse all’accaduto. L’attenzione degli inquirenti si concentra sulle condotte contestate ai tre indagati e sugli elementi che potrebbero aver avuto un ruolo nel cedimento della struttura. In questa fase, tuttavia, il procedimento resta ancora nell’ambito delle indagini preliminari.

In corso l’interrogatorio di Alessandro Panarello

È invece ancora in corso l’interrogatorio dell’imprenditore Alessandro Panarello, 54 anni. Anche la sua posizione è al centro degli accertamenti disposti dalla Procura di Messina. L’audizione si inserisce nel quadro delle verifiche avviate dopo il crollo e mira a raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Non sono state diffuse dichiarazioni dell’indagato né informazioni sul contenuto delle domande poste dai magistrati. La Procura procede con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto della vicenda, verificando il ruolo dei soggetti coinvolti e la possibile sussistenza delle ipotesi di reato contestate.

Slitta l’interrogatorio di Pasquale D’Alì

L’interrogatorio dell’imprenditore Pasquale D’Alì è stato rinviato perché l’uomo risulta ancora ricoverato in ospedale. La sua audizione non si è quindi svolta insieme a quelle degli altri due indagati. Anche D’Alì figura nel registro degli indagati per le medesime ipotesi di reato. Al momento non è stata indicata una nuova data per l’interrogatorio, che potrà essere fissato una volta compatibile con le sue condizioni di salute. Il rinvio non modifica il quadro dell’inchiesta, che prosegue sotto il coordinamento dei sostituti procuratori Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone.

Le ipotesi di reato contestate dalla Procura di Messina

I tre indagati sono iscritti nel registro con le ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Si tratta di contestazioni particolarmente rilevanti, legate alla necessità di accertare se il crollo possa essere stato determinato da condotte omissive, da carenze nelle misure di sicurezza o da altre responsabilità penalmente rilevanti. La formulazione delle ipotesi di reato consente agli inquirenti di svolgere tutti gli approfondimenti necessari e agli indagati di esercitare pienamente il diritto di difesa. L’iscrizione nel registro degli indagati, infatti, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.