Coltivaitalia approvato alla Camera: oltre un miliardo per agricoltura, giovani, filiere e sovranità alimentare

Il provvedimento passa in prima lettura e proseguirà il suo iter al Senato. Previsti 970 milioni per le filiere strategiche, 150 milioni per giovani e donne, 300 milioni per il Piano olivicolo e nuove misure contro Xylella, peste suina e crisi agricole

La Camera ha approvato in prima lettura il Coltivaitalia, il provvedimento che mette a disposizione del settore primario oltre un miliardo di euro aggiuntivi per sostenere gli investimenti in agricoltura. La misura, presentata come una dotazione supplementare senza precedenti in queste dimensioni nella storia repubblicana, proseguirà il proprio iter al Senato alla ripresa dei lavori parlamentari. L’obiettivo è arrivare all’approvazione definitiva e rendere disponibili le risorse a partire dai primi mesi del 2027.

“Oggi la Camera ha approvato il Coltivaitalia, il provvedimento per investire un miliardo di euro in più in Agricoltura. Il nostro settore primario in questi anni ha fatto registrare risultati degni di nota, siamo primi in Europa per valore aggiunto in agricoltura, esportiamo 74,5 miliardi di euro di prodotti agroalimentari. Sono risultati che raggiungiamo con un piano di investimenti pubblici che sfiora i 17 miliardi di euro e grazie al lavoro quotidiano dei nostri agricoltori. Con il Coltivaitalia investiamo lì dove l’Agricoltura ha più bisogno, per renderci meno dipendenti dall’estero, e nei settori ad alto potenziale per rendere il settore primario ancora più forte. Favoriamo il ricambio generazionale e la ricerca perché questi risultati siano solo il punto di partenza per raggiungerne di nuovi. Avevamo promesso di rimettere l’agricoltura e la sovranità alimentare al centro delle nostre politiche, lo facciamo con azioni concrete lavorando al fianco dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori”, dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Quasi un miliardo per la sovranità alimentare e le filiere strategiche

La parte più consistente del provvedimento riguarda la strategia per la sovranità alimentare, alla quale sono destinati complessivamente 970 milioni di euro. Il Fondo Sovranità alimentare viene rifinanziato con 70 milioni di euro per sostenere le filiere in difficoltà, tra cui quelle del grano tenero, dell’orzo, del mais e delle proteine vegetali. Altri 300 milioni di euro vengono destinati alle filiere strategiche, con investimenti finalizzati all’approvvigionamento di prodotti agricoli, al rafforzamento delle filiere locali, al miglioramento della competitività delle imprese e al sostegno delle colture di interesse strategico e dell’allevamento dei vitelli autoctoni.

Il piano Allevamento Italia dispone ulteriori 300 milioni di euro per ridurre la dipendenza dalle importazioni, rafforzare la produzione nazionale di carne bovina e sostenere la linea vacca-vitello. Nel corso dell’esame parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali. Una dotazione di 300 milioni di euro è prevista anche per il nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030, con l’obiettivo di rilanciare strutturalmente la filiera e contrastare le fitopatie che minacciano le produzioni.

Xylella, olivicoltura, oleoturismo ed enoturismo

Per il comparto olivicolo e per il contrasto alla Xylella vengono stanziati complessivamente 12,2 milioni di euro. Tre milioni serviranno a istituire il Commissario straordinario nazionale per la Xylella, che resterà in carica fino al 31 dicembre 2028 e avrà il compito di coordinare le autorità locali, la ricerca scientifica e gli interventi urgenti contro la diffusione della fitopatia. Il commissario sarà affiancato da una struttura composta da cinque unità e da tre sub-commissari.

Altri 9,2 milioni di euro riguardano oleoturismo ed enoturismo. L’ospitalità viene inserita tra le attività che le imprese agricole potranno offrire nell’ambito del turismo del vino e dell’olio nelle aree rurali. Il provvedimento introduce inoltre il divieto di espiantare ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per realizzare impianti fotovoltaici o eolici, salvo il reimpianto nello stesso sito o in aree vicine.

Dieci milioni per stabilizzare il mercato del grano

Il Coltivaitalia stanzia 10 milioni di euro per i contratti di filiera del frumento, con l’obiettivo di garantire prezzi certi e ridurre gli effetti delle oscillazioni del mercato. È previsto un credito d’imposta compreso tra il 20% e il 40%, in base alla durata degli accordi, che potrà variare da tre a cinque anni. Il prezzo sarà stabilito per l’intera durata del contratto, in modo da mitigare la volatilità dei mercati e assicurare agli agricoltori una maggiore stabilità del reddito.

Il provvedimento destina 150 milioni di euro all’accesso al credito per i giovani e le donne che intendono avviare o sviluppare un’impresa agricola. Il 65% delle risorse sarà utilizzato per la concessione di mutui, mentre il restante 35% sarà assegnato attraverso contributi a fondo perduto. Il progetto Terre ai giovani prevede inoltre la messa a disposizione, da parte di ISMEA, di 8.417 ettari in comodato d’uso gratuito per dieci anni a favore di giovani tra i 18 e i 41 anni. Al termine del periodo sarà possibile acquistare i terreni al 50% del loro valore iniziale.

Per il recupero delle terre abbandonate e silenti, i Comuni potranno censire e rendere disponibili i terreni inutilizzati attraverso la banca comunale delle terre. La misura punta a favorire il ritorno alla produzione, contrastare lo spopolamento e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Ricerca, innovazione e digitalizzazione

Alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo vengono assegnati 14,5 milioni di euro. Il CREA potrà assumere 50 nuove unità di personale da destinare alle attività di ricerca, mentre saranno sostenute le aziende agricole sperimentali del centro e degli istituti agrari. Gli investimenti riguarderanno l’agromeccanica di precisione, l’intelligenza artificiale, la sensoristica avanzata e la meccatronica, con l’obiettivo di rafforzare la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica del settore agricolo.

Il testo comprende anche un pacchetto di semplificazioni amministrative pensato per ridurre i tempi burocratici e facilitare l’accesso ai fondi pubblici. Le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola diventeranno immediatamente esecutive per le pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali. La modifica punta a rendere più rapida ed efficiente l’attuazione degli interventi e a ridurre i tempi necessari alle aziende agricole per ottenere autorizzazioni e risorse.

Moratoria per le imprese colpite da epizoozie e fitopatie

Le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite nel corso del 2025 da epizoozie e fitopatie potranno beneficiare di una moratoria di dodici mesi sulla quota capitale di mutui e finanziamenti in scadenza nel 2026. Per accedere alla misura sarà sufficiente presentare un’autocertificazione che attesti una riduzione del volume d’affari di almeno il 20% oppure una diminuzione della produzione di almeno il 30%. Per le cooperative agricole sarà richiesta una riduzione di almeno il 20% delle quantità conferite o della produzione primaria.

Un milione di euro viene destinato al contrasto della Peste suina africana. Le risorse finanzieranno interventi di biosicurezza e sorveglianza, tra cui la realizzazione di recinzioni e strutture temporanee per limitare gli spostamenti dei cinghiali, considerati il principale vettore della malattia. Sono previsti anche sostegni alle imprese della filiera suinicola per le operazioni di congelamento e stoccaggio delle carni provenienti dalle zone sottoposte a restrizioni.

Pratiche sleali e controlli sui prodotti importati

In materia di pratiche sleali viene introdotta la possibilità per l’Autorità di controllo di emettere una diffida in caso di violazioni sanabili. L’azienda avrà sessanta giorni per regolarizzare la propria posizione e potrà chiudere il procedimento versando una sanzione ridotta pari a un terzo del minimo previsto dalla legge.

Il provvedimento assegna inoltre 1,79 milioni di euro per rafforzare i controlli sulle importazioni dei prodotti ittici, attraverso il potenziamento del sistema di verifica dei certificati di cattura e del Nucleo centrale Pesca marittima, formato da venti militari della Guardia Costiera. Ulteriori 650 mila euro saranno utilizzati per realizzare una banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, destinata a verificare l’origine geografica, varietale e compositiva dei prodotti agroalimentari.

Il Coltivaitalia rafforza infine la disciplina della raccolta dei tartufi all’interno delle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie. Ai gestori viene attribuita la possibilità di stabilire modalità e condizioni per lo svolgimento dell’attività. Sono introdotte specifiche sanzioni per chi raccoglie tartufi violando le disposizioni stabilite dalle aziende interessate. L’obiettivo è rafforzare i controlli e garantire una gestione più ordinata e sostenibile delle risorse tartufigene e degli habitat naturali.

La soddisfazione di Coldiretti

“L’approvazione del ColtivaItalia è un segnale importante di attenzione verso il mondo agricolo e un passo concreto per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, con oltre 1 miliardo di euro di fondi per sostenere le produzioni, dall’olio agli allevamenti, e fermare lo scandalo dell’italian sounding fatto in Italia che sottrae 20 miliardi al reddito degli agricoltori, a danno della salute dei cittadini, che finiscono nelle tasche dei trafficanti delle filiere produttive e di una parte delle industrie senza scrupoli. Una battaglia che riguarda da vicino anche la Calabria, dove, tra agropirateria, frodi, contraffazioni e italian sounding, il falso Made in Calabria provoca un danno stimato in circa 2 miliardi di euro, sottraendo valore alle imprese agricole e agroalimentari regionali. La banca dati dei controlli innovativi rappresenta quindi uno strumento decisivo anche per difendere le filiere calabresi, a partire da olio e produzioni certificate, garantendo più trasparenza sull’origine e più tutele per agricoltori e consumatori”.

È quanto afferma la Coldiretti Calabria nell’esprimere soddisfazione per il via libera della Camera al disegno di legge proposto dal ministro dell’Agricoltura Lollobrigida che recepisce molte delle richieste dell’organizzazione agricola. Si va dalla semplificazione burocratica al rafforzamento dei contratti di filiera, dal sostegno ai giovani e all’innovazione fino agli interventi per l’olivicoltura, la zootecnia e la ricerca. Visto anche il momento difficile in cui si trovano le imprese, tra danni da clima e aumento dei costi, è ora fondamentale arrivare rapidamente all’approvazione definitiva in Senato.

“L’istituzione della banca dati dei controlli innovativi, è un passo avanti decisivo nella trasparenza delle filiere agroalimentari rispetto alle truffe e alle speculazioni messe in atto dai trafficanti che minacciano la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Controlli che – sottolinea Coldiretti – devono ora valere come prove in giudizio nei procedimenti. Importante la destinazione di fondi per 300 milioni di euro al Piano Olivicolo Nazionale per il reimpianto e il recupero della capacità produttiva delle aziende, così come l’istituzione della struttura commissariale per la Xylella”.

Nella stessa direzione va la decisione di sostenere la linea vacca-vitello, destinando ulteriori risorse per 300 milioni a un modello allevatoriale italiano che rappresenta un’eccellenza sotto il profilo della sostenibilità e che andrà a beneficiare anche dell’istituzione della Banca dati unica zootecnica presso il Ministero della Salute, con l’inserimento nel Sian del fascicolo zootecnico. Questo garantirà semplificazione nella gestione dei dati degli allevamenti e pagamenti più rapidi alle aziende.

Tra le altre novità del provvedimento c’è il rafforzamento del ruolo dei Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa), chiamati a svolgere un ruolo centrale nella semplificazione amministrativa. Per tutte le pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali, le istruttorie saranno affidate ai Caa, consentendo di snellire le procedure, ridurre gli oneri burocratici e accelerare in modo significativo i tempi di risposta alle imprese agricole. Positiva anche la scelta di investire sui contratti di filiera, fondamentali per valorizzare le produzioni 100% italiane, rafforzare la sovranità alimentare e assicurare una più equa distribuzione del valore.

Poi vi è ancora la disciplina contro le pratiche commerciali sleali, una storica battaglia di Coldiretti. Le nuove disposizioni rendono più rapido il riconoscimento dei risarcimenti agli agricoltori danneggiati e rafforzano gli strumenti di tutela per garantire rapporti più equi lungo la filiera agroalimentare. Semplificazione anche sul versante lavorativo. Come richiesto da Coldiretti, la formazione obbligatoria sulla sicurezza per gli operai addetti a mansioni semplici potrà iniziare dopo l’assunzione o l’avvio del lavoro e dovrà essere completata entro 30 giorni (o entro un termine proporzionato nei rapporti più brevi).

Importante anche l’attenzione riservata all’innovazione tecnologica, con risorse destinate all’agromeccanica di precisione, all’intelligenza artificiale, alla sensoristica avanzata e alla meccatronica. Un intervento che si inserisce nel percorso già avviato da Coldiretti Next con il Polo Digitale realizzato nell’ambito del Pnrr, che ha promosso il primo grande censimento del livello di digitalizzazione delle imprese agricole italiane, coinvolgendo circa diecimila aziende.

Per favorire il ricambio generazionale sono particolarmente significative le misure che facilitano l’accesso al credito e alla terra per i giovani imprenditori agricoli, con 150 milioni di euro dedicati, intervenendo su due dei principali ostacoli che, insieme alla burocrazia, limitano l’ingresso degli under 40 nel settore.

Tra le altre misure, viene estesa alle imprese agricole la possibilità di svolgere attività di ospitalità nell’ambito dell’enoturismo e dell’oleoturismo, ampliando le opportunità di reddito e la valorizzazione dei territori. Prorogati inoltre i termini per l’adeguamento al deflusso ecologico dei corsi d’acqua. La normativa contro lo spreco alimentare viene estesa anche alle eccedenze florovivaistiche e orticole destinate alla donazione, mentre le quotazioni delle Commissioni Uniche Nazionali (Cun) diventano parametro di riferimento per l’erogazione di contributi alle imprese agroalimentari.