Coalizioni future, il sondaggio: Azione divisa tra centrosinistra e centrodestra | DATI

Campo largo o centrodestra unito? La scelta degli elettori di Azione resta aperta, con una lieve preferenza per l’area progressista

Un possibile scenario di alleanze future divide gli elettori di Azione: secondo il sondaggio riportato da AnalisiPolitica, tra gli iscritti al partito emerge una maggiore preferenza per un accordo tra le forze del centrosinistra rispetto a un’intesa tra i partiti del centrodestra. Alla domanda sulla possibilità che i partiti cerchino accordi con intere coalizioni, il 47% degli intervistati dichiara di preferire un’alleanza composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, a condizione che Giuseppe Conte non venga indicato come Presidente del Consiglio.

L’accordo tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia raccoglie il 40%

Un secondo scenario riguarda invece il centrodestra. L’accordo tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia raccoglie il 40% delle preferenze, con una condizione specifica: la sostituzione dell’attuale segretario della Lega Matteo Salvini. La distanza tra le due ipotesi è quindi contenuta, ma indica una maggiore apertura degli elettori di Azione verso una possibile collaborazione con le forze progressiste, purché vengano rispettate alcune condizioni sulla leadership e sulla composizione della coalizione. Solo una piccola parte degli intervistati preferirebbe evitare qualsiasi accordo: il 5% sceglie infatti l’opzione “nessun accordo”, mentre l’8% non esprime una posizione.

Il dato evidenzia il ruolo centrale delle alleanze nella politica italiana dei prossimi anni

Il dato evidenzia il ruolo centrale delle alleanze nella politica italiana dei prossimi anni. Per un partito come Azione, collocato nell’area centrista, la scelta tra dialogo con il centrosinistra o con il centrodestra rappresenta uno dei principali nodi strategici. Le condizioni poste dagli elettori mostrano infatti che eventuali accordi non sarebbero valutati soltanto sulla base degli schieramenti, ma anche sulla scelta dei leader e sull’equilibrio interno alle coalizioni.