Catanzaro Pride, Bosco: “evento rivoluzionario, invito tutti a partecipare”

Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, invita la cittadinanza a partecipare al Catanzaro Pride

Il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, invita tutti, attraverso una nota stampa, a partecipare al Pride di Catanzaro, evento che definisce rivoluzionario per la città calabrese. “Il Pride di Catanzaro, il primo nella storia della città e il solo che verrà celebrato quest’anno in Calabria è un evento che non esito a definire rivoluzionario, il punto di arrivo di un percorso bello, straordinario, condiviso. – spiega Bosco nella nota – Un percorso che è stato costruito nel corso di un anno di lavoro, riflessione e confronto con l’associazione Arciequa Catanzaro, Arci Calabria, Arci Catanzaro e tutte le sigle organizzatrici che oggi compongono il comitato. Soprattutto, costruito con la gente, con le persone che hanno partecipato alle tante iniziative di avvicinamento all’evento; persone disponibili all’ascolto, sensibili al tema dei diritti, con la mente aperta, libera da paure e da fantasmi.

Il Pride di Catanzaro si annuncia quindi ricco e gioioso, inclusivo come sempre, contro ogni discriminazione possibile. Si annuncia anche molto partecipato. Con l’invito a esserci, che voglio rivolgere a tutte e tutti. Perché c’è ancora troppo bisogno di ritrovarsi e contribuire a rendere visibile l’invisibile. Ancora oggi in Italia ci sono centinaia di episodi di omolesbobitransfobia. Ancora oggi in Italia non esistono leggi che tutelino specificatamente le persone Lgbtqia+. Ancora oggi centinaia di Paesi nel mondo prevedono il carcere o addirittura la pena di morte per le persone Lgbtqia+.

Altro che carnevalata. Il Pride resta denuncia civile perché, come cantava De André, nessuno può credersi assolto e voltarsi dall’altra parte. Catanzaro, di sicuro, dimostrerà di non volerlo fare e anzi si rivelerà ancora più aperta e inclusiva, come sta facendo, coraggiosamente, sin dall’inizio del “Road to Pride”, avviato sin dall’anno passato, a ennesima riprova che spesso la società civile è più avanti dei suoi rappresentanti politico istituzionali“.