Catanzaro, Noto senza filtri: il simpatico esempio sull’obiettivo Serie A e l’annuncio sul centro sportivo, la nuova “casa delle Aquile”

Il Presidente del Catanzaro è intervenuto nel corso del Premio "Umberto Monteleone" a Cessaniti (Vibo Valentia) per parlare di presente e di futuro

Floriano Noto a 360 gradi. Il Presidente del Catanzaro è intervenuto nel corso del Premio “Umberto Monteleone” a Cessaniti (Vibo Valentia) per parlare di presente e di futuro. Una riflessione completa sul calcio italiano e sulle ambizioni del club, non solo in campo. Noto ha spiegato perché non bisogna avere l’ossessione della Serie A, solo sfiorata qualche mese fa. “Ci sono giovani sposati, trentenni, che non riescono ad avere figli. I genitori di entrambi chiedono: ‘ma quand’è che arriva il nipotino?’. A forza di sentirlo, ai ragazzi viene l’ansia da prestazione. Ecco, non vorrei che a noi arrivasse la stessa ansia per la Serie A, perché tutti ci chiedono: ‘quando andiamo in Serie A?’. La Serie A è un obiettivo importante, ma io e i miei fratelli abbiamo impostato la società su una crescita a medio-lungo termine”.

Per la Serie A, dunque, serve una struttura. Non solo organizzativa, e ormai il Catanzaro ce l’ha, ma una struttura fisica, nel vero senso della parola. “Serve una struttura fisica: un centro sportivo. Quando si arriva in Serie A, i calciatori chiedono sempre: ‘dove ci alleniamo?’. Oggi ci manca quel tassello, ma lo stiamo completando: abbiamo acquistato un terreno di 70 ettari e affidato la progettazione a uno studio milanese specializzato. Saranno realizzati sette campi: tre in erba naturale e quattro in sintetico. Diventerà la ‘casa delle aquile’, con foresteria per i giovani. Se un presidente programma questo, significa che l’obiettivo è la Serie A, magari con un po’ di fortuna anche prima del previsto”.

Sulla mancanza di continuità tecnica, con gli allenatori che fanno bene e vanno via, il Presidente giallorosso spiega i motivi:purtroppo non riusciamo a fare cicli lunghi con gli allenatori perché ce li rubano. Alberto Aquilani, dopo i play-off, mi ha detto di avere offerte dalla Serie A. Ho dato il via libera perché era giusto così. Ora iniziamo un nuovo ciclo con un allenatore romano, serio, con principi di gioco simili a quelli di Vivarini, che portiamo avanti da quattro anni”.

Poi, una riflessione sul calcio di oggi e sulla presenza di fondi stranieri: “oggi in Serie A ci sono fondi stranieri o gruppi internazionali. I Friedkin saranno anche ricchi, ma non sono tifosi come me, come Sensi, come Viola. Noi presidenti locali siamo animali in via di estinzione. Un presidente di un fondo non scappa una lacrima in campo, non abbraccia i ragazzi, non va nello spogliatoio. I fondi hanno i soldi, noi abbiamo la passione e il cuore”.