Caso liste a Messina, Russo (Pd): “scenario vergognoso, possibile paralisi amministrativa”

Il consigliere comunale del Partito Democratico Alessandro Russo interviene sulla vicenda delle firme per le liste a sostegno di Federico Basile e paventa uno scenario pesante per Messina

La vicenda relativa alla raccolta delle firme per le liste a sostegno di Federico Basile apre, secondo il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo, uno scenario potenzialmente molto pesante per Messina. Il timore espresso dall’esponente dem è quello di un possibile commissariamento, seguito da nuove elezioni comunali e da un lungo periodo di rallentamento dell’attività amministrativa. Una prospettiva che Russo considera particolarmente grave perché arriverebbe in una fase nella quale la città deve portare avanti la spesa e la rendicontazione dei fondi PNRR e mentre resta centrale il tema del Ponte sullo Stretto.

Russo afferma: “la notizia della necessità di raccogliere le firme per la presentazione delle liste a sostegno di Basile – come chiunque fosse mediamente informato sulle norme e fosse in buona fede sosteneva già ad aprile – apre uno scenario osceno e vergognoso per Messina. Quello di essere nuovamente vittima di un commissariamento lungo, di nuove elezioni comunali e di altri mesi, forse anni, di attività amministrativa paralizzata. Proprio mentre i fondi PNRR devoni essere spesi e rendicontati. Proprio mentre il Governo insiste con la follia del ponte sullo Stretto. La notizia della necessità di raccogliere le firme per la presentazione delle liste a sostegno di Basile – come chiunque fosse mediamente informato sulle norme e fosse in buona fede sosteneva già ad aprile – apre uno scenario osceno e vergognoso per Messina. Quello di essere nuovamente vittima di un commissariamento lungo, di nuove elezioni comunali e di altri mesi, forse anni, di attività amministrativa paralizzata”.

Russo contro De Luca e Sud Chiama Nord

La critica politica del consigliere del Pd si concentra poi direttamente su Cateno De Luca e su Sud Chiama Nord. Secondo Russo, la città starebbe pagando ancora una volta scelte compiute in funzione di obiettivi politici più ampi rispetto alla sola amministrazione comunale. “Un disastro politico per la città. Che paga ancora una volta la scelta di De Luca e di Sud Chiama Nord di utilizzare Messina per i propri interessi politici, per le proprie mire e ambizioni regionali e nazionali.” È una delle accuse più dure contenute nella dichiarazione. Russo non si limita a criticare la gestione della vicenda delle firme, ma inserisce il caso in una lettura più generale del rapporto tra Messina, De Luca e il progetto politico di Sud Chiama Nord.

“Una città usata per il tornaconto politico del Reuccio”

Il tono si fa ancora più duro nel passaggio successivo, dove Russo richiama anche le precedenti dimissioni di De Luca e parla di una concezione del potere improntata all’arroganza politica. “Ancora una volta, una città usata per il tornaconto politico del Reuccio. Dopo due dimissioni di seguito, anche la ýbris di presentare liste senza firme, modello “marchese del Grillo”, l’arroganza politica di pensare di potere tutto e comunque.” Le espressioni “Reuccio”, “ýbris” e “modello marchese del Grillo” sono usate dal consigliere per descrivere quello che considera un atteggiamento politico di eccessiva sicurezza e di sottovalutazione delle regole. Anche in questo passaggio, Russo mantiene il focus sulla responsabilità politica che attribuisce a De Luca e a Sud Chiama Nord.

Liste senza firme, Russo chiama in causa anche i controlli

L’esponente del Pd amplia poi la critica e chiama in causa anche chi avrebbe dovuto controllare le liste e interrogarsi sulla necessità o meno delle firme. “Una pagina grave, anche per chi quelle liste avrebbe dovuto controllarle e porsi almeno a livello teorico se le firme fossero necessarie o meno. Un andare serenamente avanti con atteggiamento che ora rischia di pagare la città.” Russo non indica nella dichiarazione soggetti specifici né attribuisce responsabilità giuridiche determinate, ma pone una questione di controllo e vigilanza sulla procedura.

Il rischio di mesi o anni di paralisi amministrativa

La preoccupazione torna quindi sulle conseguenze per Messina. Russo ipotizza che un eventuale nuovo commissariamento e una successiva tornata elettorale possano produrre altri mesi, forse anni, di rallentamento o immobilismo amministrativo. “Vedremo cosa succederà. Ma se Messina perderà altri due anni appresso a immobilismo e commissari, la responsabilità è chiara.” La frase lascia aperto l’esito della vicenda, ma assegna già una responsabilità politica precisa nel caso in cui lo scenario temuto dovesse concretizzarsi.

Russo: “non se ne può più di vedere questa città usata politicamente”

La conclusione della dichiarazione riassume il giudizio politico dell’esponente del Pd e il suo rapporto con la vicenda. “Non se ne può più di vedere questa città usata politicamente come fosse lo scendiletto di nessuno”. È il passaggio finale con cui Russo torna a mettere al centro Messina, descritta come una città che, a suo giudizio, rischia ancora una volta di pagare le conseguenze di scelte politiche compiute altrove o per obiettivi diversi da quelli strettamente amministrativi.