“Sono stati disposti 6 daspo a carico di 6 uomini che gravitano nel mondo degli Ultras milanisti e che aggredirono a calci e pugni il giornalista Klaus Davi l’8 marzo scorso in Piazza Axum, tradizionale luogo di ritrovo del tifo milanista. Lo apprende da fonti della Questura di Milano la testata ‘Spot and web’ . Come è noto i 6 uomini avevano accerchiato il giornalista domenica 8 marzo che stava realizzando una inchiesta a puntate sul mondo Ultras (alcuni suoi video sono andati in onda anche nel programma report di Sigfrido Ranucci, allo ‘Stato delle Cose’ di Massimo Giletti e sulla Tgr Rai Lombardia ) colpendolo con pugni e calci. Poco dopo aver sporto regolare denuncia, Klaus era stato sentito dalla Digos di Milano in via Fatebenefratelli per il riconoscimento dei presunti aggressori”. E’ quanto inviato alla stampa dal giornalista Klaus Davi.
Klaus Davi ha confermato la notizia: “Funzionari della Questura di Milano mi hanno confermato che tutti i daspo sono stati notificati. Vorrei però cogliere l’occasione per lanciare un messaggio al mondo delle Curve milanese . Mi rendo conto che il mio giornalismo è diverso, irritante, non lo svolgo solo in ufficio, non aspetto le ordinanze per scrivere, ma agisco sul campo e questo può apparire fastidioso in certi contesti. Precisato questo, pur avendo sporto denuncia querela verso ignoti ( a marzo ancora i sei aggressori non erano stati identificati ) sono disponibile a rimettere le querele come concordato con il mio legale Eugenio Minniti in cambio di scuse pubbliche da parte degli aggressori e del direttivo della Curva sud che mi ha duramente attaccato definendomi pagliaccio con un post ancora oggi visibile. Preciso che non sono interessato a risarcimenti. Ovviamente continuerò a fare il mio lavoro anche nella imminente prossima stagione sperando che non ci siano altri agguati”.
“Klaus davi è autore di una video inchiesta a puntate sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta nelle curve. Alcuni suoi servizi sono andati in onda nel programma di Sigfrido Ranucci in particolare i sopralluoghi al Baretto di Milano e le interviste a Berto Bellocco a San Ferdinando nell’ambito di un’inchiesta di Daniele Autieri. Ha partecipato a tutti gli eventi degli ultras milanisti e interisti dal giorno dell’omicidio di Antonio Bellocco. Ha incontrato e intervistato esponenti della famiglia Bellocco a San Ferdinando e Pesce a Rosarno. Attualmente si trova nelle Preserre vibonesi luogo in cui viveva e operava Pietro Simonicini suocero di Marco Ferdico e presunto coautore dell’omicidio Boiocchi per una serie di interviste” conclude Davi.
