“In merito alla problematica riguardante la decisione di avviare il percorso dell’”Emodinamica Itinerante”, con tutto il dovuto rispetto per le professionalità che si sono espresse favorevolmente, da uomo libero di esprimere le proprie idee, ora e da sempre, sento il dovere di intervenire sulla questione, forte dell’esperienza maturata e delle battaglie intraprese nel rispetto della “Centralità del malato e del diritto alle cure”. Lo scrive in una nota il dott. Vincenzo Amodeo, già Primario della Cardiologia/UTIC e Cardiostimolazione del P.O. di Polistena. “Senza voler polemizzare con alcuno, è necessario che il lettore comprenda quali sono i passaggi necessari per effettuare una terapia salvavita nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta, che si può presentare come un “Infarto miocardico STEMI o NSTEMI con instabilità emodinamica”, forme morbose che necessitano di una immediata rivascolarizzazione miocardica, intesa come terapia Salva Muscolo tempo- dipendente, mediante l’esecuzione di una “Angioplastica Primaria”, che garantisce un immediato recupero”, rimarca Amodeo.
“In altri casi il paziente può arrivare in ospedale tardivamente, per cui si potrà effettuare solo una ”Angioplastica di Salvataggio”, cioè salvare il salvabile con la certezza che residuerà un danno del muscolo, spesso invalidante. In altri casi ancora la sindrome coronarica si presenza con caratteristiche di sub-acuzie, per cui il trattamento di rivascolarizzazione si potrà effettuare in tempi programmabili. Da quanto scritto si evince che il trattamento ideale rimane l’Angioplastica Primaria che, per definizione è tempo-dipendente ed è in questo caso che le Strutture Cardiologiche dotate del Servizio di Emodinamica e di Emodinamisti esperti, possono effettuare le procedure previste al fine di evitare complicanze come la morte aritmica ed esisti invalidanti del muscolo cardiaco riossigenato tardivamente”, evidenzia Amodeo.
Per quanto riguarda gli ospedali per i quali è prevista l’istituzione del Servizio di Emodinamica, bisogna prima pensare di dotarli e poi inviare gli “Emodinamisti itineranti”
“Pertanto, l’dea di inviare velocemente l’ ”Emodinamista Esperto” nelle Strutture dove già esiste una sala di Emodinamica è una scelta ragionata e condivisibile, ma solo se si tratta di quei casi per i quali è prevista l’angioplastica primaria (rivascolarizzazione precoce ), in assenza delle figure professionali dedicate, e non per le patologie non più tempo-dipendenti che, in quanto tali, possono aspettare o essere trasferite negli Ospedali provvisti del Servizio. Per quanto riguarda gli ospedali per i quali è prevista l’istituzione del Servizio di Emodinamica ( vedi Polistena, Locri e Vibo ), bisogna prima pensare di dotarli di questo Servizio e poi inviare gli “Emodinamisti itineranti”, in urgenza, per le patologie tempo-dipendenti, ai fini dell’effettuazione di un’angioplastica primaria e a scopo formativo per i Medici che fanno parte dell’organico di reparto ( Senza macchina, l’autista non serve!). Perdere ulteriormente tempo con la riorganizzazione della “Rete per l’Emergenza Cardiologica Coronarica”, senza potenziare gli ospedali Spoke sprovvisti del Servizio e senza promuovere la formazione di personale medico dedicato, in presenza delle arcinote difficoltà a reperire ambulanze medicalizzate o altri mezzi di trasporto dei pazienti acuti, significa non garantire gli stessi diritti, indistintamente, a tutta la popolazione calabrese”, conclude Amodeo.
