Borgia, divieto di balneazione alla foce del Corace: Legambiente chiede interventi sulle cause dell’inquinamento

Dopo i controlli ARPACAL che hanno rilevato valori fuori norma di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali e il conseguente stop temporaneo alla balneazione a Roccelletta di Borgia, Legambiente Calabria richiama l’attenzione su una criticità che considera strutturale. Nel mirino anche la situazione ancora irrisolta del depuratore di Catanzaro

La foce del Corace e il tratto di costa di Roccelletta di Borgia tornano al centro dell’attenzione dopo le segnalazioni di cittadini e turisti e, soprattutto, in seguito ai controlli effettuati da ARPACAL, che hanno evidenziato valori decisamente fuori norma di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Dai risultati è scattato il divieto temporaneo di balneazione disposto dal Comune di Borgia, in attesa di ulteriori verifiche analitiche. Per Legambiente Calabria, tuttavia, sarebbe sbagliato considerare quanto sta accadendo come un episodio isolato o eccezionale. L’associazione ambientalista richiama infatti i risultati dei monitoraggi effettuati negli anni e punta l’attenzione sulle possibili cause strutturali dell’arrivo di contaminanti in mare, indicando tra le problematiche anche la situazione del depuratore di Catanzaro, definita ancora irrisolta.

“Quello che emerge in questi giorni non può essere liquidato come un evento improvviso. La foce del Corace rappresenta da anni un punto critico e i risultati dei nostri monitoraggi hanno più volte evidenziato la necessità di intervenire sulle cause che determinano l’arrivo di contaminanti a mare. Tra le problematiche è da annoverare la situazione del depuratore di Catanzaro ancora irrisolta”, sottolinea Legambiente Calabria. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, nell’ambito della storica campagna Goletta Verde, arrivata quest’anno alla sua 40ª edizione, Legambiente ha effettuato una serie di campionamenti lungo la costa calabrese. I risultati sono stati presentati il 13 luglio a Villa San Giovanni. Tra i punti sottoposti a monitoraggio figurava anche quello di Marina di Catanzaro, in corrispondenza della foce del Corace, risultato fortemente inquinato.

Secondo l’associazione, quel responso si inserisce in un quadro già noto e che tende a ripetersi nel tempo. La principale novità del monitoraggio del 2026 riguarda la posizione del punto di campionamento, oggi più spostato verso Roccelletta di Borgia rispetto agli anni precedenti.

Goletta Verde e le polemiche sui monitoraggi

Legambiente torna quindi sulle polemiche che periodicamente accompagnano la diffusione dei risultati di Goletta Verde, precisando finalità e limiti della propria attività di monitoraggio. “Gli accadimenti di questi giorni fanno comprendere ancora meglio quanto siano sterili le polemiche che periodicamente accompagnano i risultati di Goletta Verde. I nostri monitoraggi non hanno l’obiettivo di assegnare patenti di balneabilità ai territori, né intendono sostituirsi ai controlli ufficiali delle autorità competenti. Il loro scopo è individuare e segnalare situazioni critiche, in particolare in prossimità delle foci dei fiumi e dei canali di sbocco, dove possono concentrarsi problemi legati alla depurazione e agli scarichi”. Ed è proprio su questo aspetto che, secondo l’associazione, occorre concentrare l’attenzione: individuare l’origine degli apporti inquinanti e intervenire direttamente sulle cause, evitando di limitarsi alla gestione delle conseguenze soltanto quando le anomalie vengono rilevate attraverso i controlli.

Legambiente respinge inoltre l’idea che la segnalazione di un singolo punto critico possa essere interpretata come una valutazione negativa dell’intera costa calabrese o come un danno all’immagine turistica della regione. “Quando segnaliamo un punto fortemente inquinato non stiamo dicendo che tutta la costa calabrese sia inquinata e non stiamo certo cercando di danneggiare l’immagine della regione, tantomeno alla vigilia della stagione estiva. Al contrario, segnalare una criticità significa chiedere che quella criticità venga affrontata e risolta. È un atto di responsabilità verso l’ambiente, verso i cittadini e anche verso il turismo”.

I dati emersi in questi giorni dimostrano, secondo Legambiente, l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle foci dei corsi d’acqua e sulle acque di transizione, considerate punti particolarmente delicati dell’intero sistema costiero. L’obiettivo dovrebbe essere quello di impedire che i corsi d’acqua raggiungano il mare trasportando carichi significativi di contaminanti. “Le acque di transizione e le foci devono essere pulite. Non possiamo considerare normale che un corso d’acqua arrivi al mare trasportando carichi di contaminanti. Occorre lavorare sulla qualità dei fiumi, sul sistema depurativo, sugli eventuali scarichi e su tutte le possibili fonti di pressione che insistono sui territori”, evidenzia ancora l’associazione.

L’appello a Regione, Comuni e ARPACAL: “serve un lavoro serio e coordinato”

Legambiente Calabria ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per arrivare all’individuazione delle cause delle criticità e alla loro soluzione strutturale. L’associazione sollecita un’azione comune che coinvolga Regione Calabria, Comuni, ARPACAL, autorità sanitarie e tutti gli enti competenti, superando contrapposizioni e polemiche.

“Non servono contrapposizioni ma un lavoro serio e coordinato. Regione Calabria, Comuni, ARPACAL, autorità sanitarie e tutti gli enti competenti devono lavorare in sinergia per individuare le cause di queste criticità e intervenire in maniera strutturale. Noi continueremo a fare la nostra parte attraverso il monitoraggio, la denuncia delle situazioni problematiche e la collaborazione con le istituzioni”, conclude Legambiente Calabria.

Il divieto di balneazione disposto dal Comune di Borgia rappresenta, in questa fase, una misura cautelativa in attesa degli ulteriori risultati analitici. Per Legambiente, però, l’obiettivo deve andare oltre la verifica della balneabilità del mare in un determinato momento: bisogna individuare e rimuovere alla radice le cause dell’inquinamento. È questo, sottolinea l’associazione, il significato della campagna Goletta Verde: accendere i riflettori sui problemi per contribuire a risolverli, anziché nasconderli.

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