Boom del trading online, alfabetizzazione finanziaria al palo: crescono le truffe da falsi investimenti

Crescono gli investimenti fai da te e il ricorso alle piattaforme digitali, ma l’Italia resta in coda nell’OCSE per alfabetizzazione finanziaria: un divario che espone sempre più risparmiatori alle truffe, con 116 milioni di euro sottratti in soli otto mesi attraverso falsi trading online

Gli italiani investono online sempre di più, ma continuano a sapere poco di finanza. È la fotografia che emerge incrociando gli ultimi dati della CONSOB con le rilevazioni dell’OCSE rilanciate dal Financial Times. Mentre cresce il numero di piccoli risparmiatori attratti dal trading, la conoscenza di base dei prodotti finanziari resta tra le più basse dei Paesi avanzati. Un divario che, secondo la Polizia Postale, si traduce in un dato molto concreto: l’aumento delle truffe legate ai falsi investimenti.

L’Italia è ultima nell’area OCSE per conoscenze finanziarie

I numeri parlano chiaro. Secondo i dati dell’OCSE ripresi dal Financial Times, in Italia meno di quattro cittadini su dieci rispondono correttamente a domande di base sul denaro, contro una media dell’area OCSE di sei su dieci. È il risultato che colloca il Paese all’ultimo posto tra le economie avanzate, come già riportato su queste pagine a proposito del rapporto sull’alfabetizzazione finanziaria. Come sintetizza il quotidiano britannico, “in Italia la riservatezza verso il denaro si traduce in bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria, con conseguenze negative sia per gli individui sia per la società”.

Il problema non è solo culturale. Chi conosce poco gli strumenti finanziari fatica a valutare i rischi di un prodotto, a distinguere un rendimento plausibile da una promessa irrealistica e, di conseguenza, è più esposto a chi quei rischi li sfrutta.

Sempre più risparmiatori scelgono gli investimenti fai da te

L’interesse per gli investimenti autonomi, intanto, accelera. Il Rapporto 2024 della CONSOB sulle scelte finanziarie delle famiglie italiane rileva che la quota di risparmiatori attratti dal trading è salita al 41%, contro il 26% del 2022, mentre il 19% degli investitori al dettaglio opera già tramite piattaforme di trading online. Cambia anche il modo di informarsi: per il 67% degli intervistati la principale fonte di notizie sugli investimenti è ormai internet, davanti a banche e consulenti tradizionali. Una spinta amplificata dalle app di ultima generazione, che hanno reso l’accesso ai mercati immediato e, in apparenza, semplice.

Social e “finfluencer” spingono le promesse di guadagno

Una parte di questa crescita passa dai social network. Su piattaforme come Instagram, TikTok e Telegram si moltiplicano i cosiddetti finfluencer, creator che diffondono consigli di investimento senza essere iscritti ad alcun albo professionale. Molte delle frodi da falso trading, ricorda la Polizia Postale, nascono proprio da un annuncio sponsorizzato o da un gruppo di messaggistica in cui vengono mostrati guadagni fittizi. La stessa CONSOB ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di verificare le autorizzazioni prima di seguire qualsiasi suggerimento trovato in rete.

Falsi trading online: 116 milioni di euro sottratti in otto mesi

La facilità di accesso, però, ha un rovescio. Secondo i dati della Polizia Postale riportati da Milano Finanza, nei primi otto mesi del 2025 le truffe online hanno sottratto agli italiani circa 143 milioni di euro in oltre dodicimila casi accertati. La voce più pesante è quella dei falsi trading online, responsabili da soli di circa 116 milioni di euro. Il meccanismo è quasi sempre identico: piccoli guadagni iniziali per convincere la vittima a versare somme crescenti, fino al blocco improvviso del conto e alla scomparsa del sedicente consulente.

La CONSOB ha oscurato oltre 1.600 siti abusivi

Sul fronte della vigilanza la risposta si è fatta più decisa. Grazie ai poteri introdotti dal Decreto Crescita (legge 58 del 2019), la CONSOB ha ordinato l’oscuramento di 1.608 siti internet abusivi tra il luglio 2019 e il marzo 2026, di cui 136 collegati a cripto-attività. Il contatore, aggiornato quasi ogni mese, fotografa un fenomeno in continua espansione e la difficoltà di arginare piattaforme che spesso hanno sede all’estero e cambiano dominio con rapidità.

Come distinguere un intermediario regolamentato

La prima forma di tutela resta la verifica preventiva. Un intermediario in regola è autorizzato da un’autorità di vigilanza come la CONSOB in Italia, o dalle omologhe europee, nel quadro delle regole dell’ESMA e della direttiva MiFID II. Le stesse norme europee fissano limiti precisi alla leva finanziaria concessa ai clienti al dettaglio: al massimo 30 a 1 sulle principali coppie valutarie e appena 2 a 1 sulle criptovalute, proprio per contenere le perdite di chi ha meno esperienza. Per chi teme di imbattersi in un broker forex truffa, il punto di partenza è controllare che la società compaia negli elenchi degli intermediari autorizzati, un lavoro reso più semplice dai confronti aggiornati che raccolgono e verificano le condizioni dei migliori broker forex disponibili sul mercato italiano. Elenchi che una realtà come Truffa.net mantiene aggiornati, selezionando con attenzione soltanto gli operatori autorizzati a operare legalmente.

I segnali da non ignorare prima di versare denaro

Al di là della normativa, esistono indizi pratici che aiutano a smascherare le piattaforme fraudolente. Le associazioni dei consumatori segnalano da tempo alcuni campanelli d’allarme ricorrenti: promesse di rendimenti garantiti e fuori mercato, contatti telefonici o via social non sollecitati, richieste di versamenti sempre più alti per “sbloccare” profitti mai riscossi. Diffidare delle offerte troppo vantaggiose, non comunicare a nessuno le credenziali di accesso ai propri conti e verificare sempre l’identità della società prima di trasferire denaro restano le precauzioni più efficaci. In un mercato in cui la tecnologia corre più veloce delle competenze, l’informazione resta lo strumento di difesa più solido per il risparmiatore.