Bianco, l’arte di Michele Affidato e la magia del jazz: quando la notte si fa leggenda

Sotto la volta stellata di un teatro ancestrale, intriso di magia, il Maestro Michele Affidato ha ripercorso la sua epica ascesa ai vertici di un'arte che, attraverso le sue mani, ha saputo trasformarsi in una straordinaria ambasciatrice della Calabria nel mondo

Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha sentito vibrare le corde più profonde dell’anima? E chi non si è ritrovato al cospetto di luoghi all’apparenza umili, capaci d’improvviso di accendere la scintilla del cambiamento? È quanto è accaduto ieri sera a Pardesca Vecchia, frazione di Bianco: un lembo di terra custodito tra ruderi solenni e il fascino primordiale di un’epoca immortale. In questo contesto senza tempo e senza confini si sono intrecciate le meravigliose creazioni del Maestro orafo Michele Affidato con le note del concerto “Tra l’oleandro e il Baobab”, tributo a Paolo Conte, congiungendo in un unico insieme e in una sola notte due degli eventi più luminosi degli ultimi tempi per la comunità bianchese.

Protagonisti l’arte orafa di Michele Affidato e la musica

Sotto la volta stellata di un teatro ancestrale, intriso di magia, il Maestro Michele Affidato ha ripercorso la sua epica ascesa ai vertici di un’arte che, attraverso le sue mani, ha saputo trasformarsi in una straordinaria ambasciatrice della Calabria nel mondo. Conosciuto come “l’orafo dei Papi”, immergendosi nei ricordi del passato, ha saputo rievocare i primi passi di un sogno coltivato fin dall’infanzia, quando forse ancora non poteva immaginare quanto lontano lo avrebbe condotto quella passione che già allora ardeva dentro di lui. Il suo è stato un cammino segnato da rinunce e sacrifici, ma anche dalla forza incrollabile di chi ha saputo credere nel proprio talento e affidare al tempo, al lavoro e alla propria arte il compito di costruire una grande storia. Una storia divampata poi in una forza travolgente, capace di varcare i confini della Calabria, attraversare l’Italia e conquistarne la scena mondiale.

Michele Affidato incarna la figura del Maestro che plasma l’oro e gli conferisce forma e anima: è l’artista che ha saputo trasformare la materia preziosa in racconto, la creatività in identità, il talento in un messaggio capace di raggiungere le più alte vette della scena internazionale. Nelle sue opere vive la memoria, la storia e l’identità della nostra terra, la cultura di un popolo, la forza di una tradizione che, attraverso la sua arte, continua a rinnovarsi e a guardare al futuro. È proprio questa la grandezza di Michele Affidato: aver portato con sé, ovunque la sua arte lo abbia condotto, il cuore della Calabria e della Magna Grecia.

Un legame costruito nel tempo e custodito negli anni con nobile generosità e qualità che accompagnano il Maestro lungo un percorso ormai consacrato da riconoscimenti, prestigio e ammirazione. E se ieri sera il cielo sopra Pardesca ha brillato di nuova luce, è stato per il riflesso di quelle opere magnifiche con cui questo figlio diletto di Calabria continua a incantare il mondo intero. Perché (e questo va detto con assoluta certezza) quando il talento nasce dalla passione, cresce nel sacrificio e raggiunge le vette della consacrazione, non appartiene più solo all’artista: diventa patrimonio di una comunità, orgoglio di una Regione, memoria destinata a durare in eterno.

Una Calabria in marcia verso il riscatto

Risonanti e decisive le parole di Gemma Gesualdi, presidente del Brutium – Calabresi nel Mondo e componente della Consulta Calabresi nel Mondo. Erede di Giuseppe Gesualdi, avvocato cassazionista, giornalista d’assalto e fondatore del Brutium, ieri sera Gemma ha scolpito in poche potenti parole la necessità di una Calabria più forte, unita e fiera, pronta a imporsi da protagonista sul palcoscenico globale. Il suo tributo traccia una rotta incrollabile verso il futuro, riannodando i fili della storia per riportare la nostra terra al suo antico splendore. Sulla stessa scia si è mosso l’Assessore Orlandino Greco, delegato del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto per i rapporti con i calabresi nel mondo.

Figura istituzionale di grande levatura morale e culturale, combatte ogni giorno con incrollabile abnegazione e viscerale senso di appartenenza per la rinascita della nostra Regione. Insieme a lui, il senatore Tilde Minasi, il Consigliere regionale Domenico Giannetta, l’Assessore della Regione Calabria Eulalia Micheli, il Sindaco di Bianco Giovanni Versace e la giornalista Maria Teresa D’Agostino hanno levato un’unica voce per il riscatto di questa terra. È stato un po’ come essere riuniti attorno a una tavola rotonda, pronti a sguainare l’Excalibur della fratellanza calabrese per svelare e difendere la luce di una terra che merita di tornare a risplendere.

Un finale travolgente

A coronare la serata sono state le travolgenti note di “Tra l’oleandro e il Baobab”, vibrante omaggio a Paolo Conte. Un trionfo reso possibile dal prezioso e instancabile impegno dell’Amministrazione comunale al completo, guidata, in questo caso, con dedizione e amore dall’Assessore alla Cultura Teresa Catanzariti, ma anche dal fondamentale impulso dell’ideatrice della serata Consolata Ferraro. Insomma, tra il bagliore delle creazioni di Michele Affidato, la forza evocativa della sua arte, le vibranti parole d’ispirazione dei relatori, l’incanto del jazz e la solennità del luogo, dopo lunghi anni di silenzio, le antiche pietre di Pardesca Vecchia sono tornate a respirare l’inconfondibile profumo della grandezza e della gloria.