“Gli incidenti e le difficoltà che nelle ultime ore hanno coinvolto alcuni escursionisti in Aspromonte riportano al centro dell’attenzione un tema fondamentale: la sicurezza in montagna e la necessità di affrontare i percorsi con adeguata preparazione, informazioni aggiornate e strumenti appropriati. La recente vicenda delle gole del Furria, nel territorio di Roghudi Vecchio, dove una frana di sassi e detriti ha coinvolto un gruppo di escursionisti provocando quattro feriti, tra cui una ragazza di 16 anni, dimostra ancora una volta quanto l’ambiente montano possa presentare condizioni improvvise e difficili da prevedere. A questa vicenda si aggiunge quella del gruppo Scout Caserta 1, composto da 18 persone, di cui sette minorenni, che ha dovuto interrompere il percorso tra Polsi e San Luca a causa dell’impraticabilità del sentiero, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi”. Lo afferma in una nota il Presidente del Club Alpino Italiano Sezione Aspromonte, Giandomenico Posillipo.
“Il richiamo del Prefetto
A seguito di questi episodi, il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, ha richiamato l’attenzione di tutti coloro che intendono frequentare l’Aspromonte sulla necessità di acquisire preventivamente tutte le informazioni necessarie per affrontare le escursioni in sicurezza, anche attraverso il contatto con le guide presenti sul territorio. Il Prefetto ha inoltre richiamato l’attenzione degli Enti competenti, tra cui il Club Alpino Italiano, sull’opportunità di verificare l’aggiornamento delle informazioni relative alla percorribilità dei sentieri. Il CAI accoglie questo richiamo con attenzione e ne condivide pienamente lo spirito. Proprio per questo ritiene importante chiarire quale sia oggi la situazione di alcuni itinerari particolarmente frequentati dell’Aspromonte”.
“Due distinti itinerari attualmente impraticabili
Il CAI ritiene importante ribadire con chiarezza che attualmente risultano impraticabili due distinti itinerari di accesso e collegamento con Polsi. Il primo è il sentiero 103 nel tratto Polsi–San Luca, il cui percorso risulta interrotto in prossimità dell’alveo del Bonamico a causa dell’erosione provocata dalle recenti piene. La stessa scheda del percorso presente sulla piattaforma ufficiale del CAI segnala espressamente la cancellazione del sentiero in quel tratto. Anche il sentiero che da Montalto conduce a Polsi è attualmente impraticabile. Si tratta di un itinerario diverso dal sentiero 103 e la sua situazione deve pertanto essere considerata separatamente. È importante fare questa precisazione per evitare equivoci: non si tratta di un unico percorso, ma di due distinti itinerari che presentano attualmente condizioni tali da non consentirne la normale percorrenza.Per entrambi, il CAI invita gli escursionisti a non intraprendere il percorso senza una preventiva e puntuale verifica delle condizioni di percorribilità”.
“Il lavoro dei volontari CAI
I volontari del CAI esperti di sentieristica stanno valutando alcune possibili alternative ai percorsi attualmente impraticabili. È però importante precisare che queste alternative sono ancora in fase di studio e verifica. Non devono pertanto essere considerate, allo stato attuale, come percorsi alternativi ufficialmente fruibili. Il lavoro dei volontari ha l’obiettivo di verificare sul terreno eventuali soluzioni, valutarne le caratteristiche, la sicurezza e la reale percorribilità, prima di poter fornire indicazioni agli escursionisti”.
“Il CAI e il Parco Nazionale dell’Aspromonte: una collaborazione da rafforzare
In questo quadro, il CAI rivolge un invito anche al Parco Nazionale dell’Aspromonte, con il quale è stato intrapreso un virtuoso percorso di collaborazione e sinergia per la conoscenza, la valorizzazione e la manutenzione della rete sentieristica dell’Aspromonte. Il CAI ritiene importante che questo percorso comune possa estendersi anche alla comunicazione delle condizioni di percorribilità dei sentieri. Per questo il CAI invita il Parco, attraverso il proprio sito istituzionale e tutti i propri strumenti di comunicazione, a fornire agli escursionisti informazioni tempestive, chiare e facilmente individuabili sulle eventuali criticità, interruzioni o condizioni di impraticabilità dei percorsi presenti nel proprio territorio. L’obiettivo non è quello di attribuire responsabilità, ma di rafforzare una collaborazione già avviata, mettendo a sistema le competenze e le informazioni disponibili e garantendo a chi frequenta l’Aspromonte la possibilità di compiere scelte consapevoli prima di intraprendere un’escursione”.
“La montagna non è una traccia GPS
Gli ultimi episodi ricordano a tutti che andare in montagna non significa semplicemente seguire una traccia sul proprio smartphone. L’Aspromonte è un territorio straordinario, ma anche complesso. Fiumare, versanti instabili, vegetazione, condizioni meteorologiche variabili, assenza di copertura telefonica in alcune zone e difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso sono elementi che devono essere considerati nella pianificazione di un’escursione. Nel caso dell’incidente nelle gole del Furria, ad esempio, l’assenza di copertura telefonica all’interno del canyon ha reso più complesse le operazioni di soccorso. Analogamente, il gruppo Scout Caserta 1, partito da Polsi, non è riuscito a raggiungere San Luca proprio a causa dell’impraticabilità del sentiero e ha dovuto essere individuato dai soccorritori dopo una notte di ricerche”.
“Informarsi prima di partire
Il CAI invita pertanto tutti coloro che intendono percorrere i sentieri dell’Aspromonte a utilizzare le competenze e gli strumenti che il Club Alpino Italiano mette a disposizione, rivolgendosi alle proprie sezioni e, quando necessario, agli esperti di escursionismo e sentieristica.
Prima di affrontare un’escursione è indispensabile conoscere:
- lo stato e la reale percorribilità del sentiero;
- le condizioni meteorologiche;
- la difficoltà e la lunghezza del percorso;
- il dislivello e i tempi di percorrenza;
- eventuali tratti esposti o particolarmente impegnativi;
- le proprie capacità e il proprio livello di esperienza;
- l’attrezzatura necessaria;
- le possibilità di comunicazione in caso di emergenza.
Una traccia GPS, una carta o un’applicazione sono strumenti importanti, ma non sostituiscono la formazione, l’esperienza e la capacità di leggere il territorio”.
“Una responsabilità condivisa
Il CAI ritiene che la sicurezza degli escursionisti debba essere il risultato di una responsabilità condivisa tra istituzioni, associazioni, operatori del territorio e frequentatori della montagna. Il Club Alpino Italiano continuerà, attraverso l’impegno dei propri volontari, a contribuire al monitoraggio, alla conoscenza e alla valorizzazione della rete sentieristica dell’Aspromonte, mettendo a disposizione competenze e strumenti. Allo stesso tempo, è importante che chi frequenta la montagna assuma un ruolo attivo nella propria sicurezza, informandosi preventivamente e scegliendo itinerari adeguati alle proprie capacità”.
“Il richiamo del Prefetto Vaccaro va quindi nella direzione che il CAI considera fondamentale: informarsi prima di partire e affidarsi a competenze qualificate. Perché andare in montagna è un’attività che richiede formazione, conoscenze, esperienza e consapevolezza dei rischi. L’obiettivo non è impedire di frequentare l’Aspromonte, ma permettere a tutti di viverlo con maggiore consapevolezza e sicurezza. La montagna va conosciuta, preparata e rispettata. Solo così può essere vissuta pienamente”.
