Valerio Antonini continua a pungere Claudio Lotito, che con l’acquisto della Reggina ha fatto “irruzione” in Serie D. Qualche giorno fa il Presidente del Trapani fa ha ufficializzato 16 acquisti, aggiungendo “altro che amaranto in salsa lotitiana”. Poi ha punzecchiato il patron della Lazio sulla multiproprietà, precisando che lui è d’accordo, ma solo se si evitano movimenti di mercato tra le due società di proprietà. A tal proposito va detto che nulla di tutto questo si è verificato, finora, tra Lazio e Reggina, e nulla si registra all’orizzonte. Toccato anche il tema della politica: secondo Antonini, a Lotito non interessa nulla della Reggina, ma solo della politica. Tralasciando il fatto che sia lui che Cannizzaro siano stati già abbastanza chiari in conferenza sul tema, va detto che lo stesso Antonini ha provato a fare lo stesso, tentando la strada della politica.
In una lunga intervista a TMW, annunciando l’intenzione di acquistare il Cesena, e parlando dei soliti problemi a Trapani e dei nuovi progetti a Palermo, Antonini è appunto tornato a parlare di Reggina e Antonini.
Come si pone rispetto alle multiproprietà?
“Oggi come oggi la multiproprietà considerata la carenza di imprenditori che investono è un fatto dovuto. Il problema è come regolamentarla, non posso avere due società e scambiarmi i giocatori tra loro, altrimenti significa violare i principi di regolarità e alterare i bilanci. Se si regolamenta e si creano due società completamente indipendenti sfruttando anche le capacità organizzative e strutturali di chi conosce la categoria da superiore, come Lotito e De Laurentiis, può portare benefici. Ma non è che prendi i giocatori della Primavera della Lazio e li presti alla Reggina… altrimenti bypassi le normative per finalità commerciali e contabili. Con una riforma che punta a regolarizzarla, ben venga la multiproprietà”.
Come immagina la sfida con la Reggina di Lotito?
“Apertissima, bellissima. Sarebbe divertente. Per Lotito ho una grande simpatia, ma deve fare una riflessione profonda su ciò che sta succedendo alla Lazio: duemila abbonati è umiliante per il sistema biancocelesti. Sento un grande dispiacere da tifoso della Lazio, i cui colori ricordano le Olimpiadi e l’Antica Grecia. Da uomo intelligente qual è deve cominciare a pensare a dismettere un impegno che rappresenta perdita di consensi e risorse. Da un punto di vista politico potrebbe creargli problemi: comincio a pensare che all’interno di Forza Italia tanto contenti della situazione della Lazio non lo siano”.
Qualcuno potrebbe pensare che Lotito ha investito sulla Reggina anche per ragioni politiche e per prendere i voti dalla Calabria.
“Credo lo abbia fatto solo per quello. A Lotito della Reggina e di Reggio Calabria non frega niente. Come non gli fregava niente della Salernitana. Lo fa per una situazione elettorale che probabilmente gli è stata garantita. Se si candidasse nel Lazio non riuscirebbe a prendere più dello 0,001%. Ma lo dico con grande simpatia: cerchiamo di mettere da parte le frasi fatte sulla Reggina”.
Siete entrambi bistrattati dalla tifoseria. E anche lei ha provato ad entrare in politica.
“La mia era più una forma di rottura verso un sistema che ho trovato a Trapani dove c’è impossibilità a crescere finché ci sarà questo sistema clientelare. Lotito ha voluto candidarsi al Senato con il chiaro obiettivo di essere tutelato. Io invece volevo cambiare ciò che avevo visto a Trapani nella politica locale”.
