Aeroporto Catania e Comiso, Urso: “la privatizzazione può migliorare efficienza e infrastrutture”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy all’Etna Forum 2026: “Un gestore privato può ottimizzare le risorse, aumentare le rotte e migliorare le performance degli aeroporti”

La gestione degli effetti provocati dalle eruzioni dell’Etna e le difficoltà legate alla funzionalità del sistema aeroportuale siciliano tornano al centro del dibattito istituzionale. A intervenire sul tema è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che, a margine dell’Etna Forum 2026, ha indicato nella privatizzazione degli aeroporti di Fontanarossa e di Comiso una possibile soluzione per garantire maggiore efficienza e potenziare le infrastrutture. Secondo il ministro, la situazione determinata dalle attività del vulcano richiede un cambio di passo nella gestione degli scali, con l’obiettivo di migliorare la capacità operativa e rendere più competitivo il sistema dei trasporti siciliano.

Urso: “la situazione problematica creata dalle eruzioni dell’Etna si risolve con una svolta di efficienza”

“La situazione problematica creata dalle eruzioni dell’Etna “si risolve innanzitutto con una svolta di efficienza che sicuramente può essere determinata dalla privatizzazione degli aeroporti di Fontanarossa e di Comiso, come io ho sollecitato sin dall’inizio di questa legislatura, così che ci possa essere un gestore privato che, come in altre parti d’Italia e d’Europa, ottimizza le risorse creando anche le infrastrutture necessarie a poter migliorare le performance dell’aeroporto”. Con queste parole, pronunciate durante l’Etna Forum 2026, il ministro Adolfo Urso ha ribadito la necessità di intervenire sulla gestione degli scali aeroportuali siciliani, puntando su un modello che, secondo il rappresentante del Governo, potrebbe favorire investimenti, sviluppo infrastrutturale e una maggiore capacità di risposta alle criticità.

Il ruolo di un gestore privato: più collegamenti e riduzione dei costi

Nel corso del suo intervento, Urso ha spiegato quali sarebbero, secondo la sua visione, i vantaggi legati all’ingresso di un operatore privato nella gestione degli aeroporti. “Un gestore privato ha interesse ad aumentare le rotte, i voli e quindi con aumento anche dei voli si riducono i costi per i singoli passeggeri e per le merci”, ha spiegato il ministro. L’obiettivo indicato è quello di costruire un sistema aeroportuale più competitivo, capace di attrarre nuove compagnie, incrementare i collegamenti nazionali e internazionali e favorire anche il trasporto delle merci. La crescita del numero di rotte aeree e dei collegamenti viene indicata come uno degli strumenti principali per migliorare l’accessibilità della Sicilia e sostenere lo sviluppo economico del territorio.

La prospettiva di una rete aeroportuale più ampia in Sicilia

Urso ha inoltre espresso l’auspicio che il processo di privatizzazione possa concretizzarsi in tempi rapidi, sottolineando l’interesse manifestato da importanti operatori del settore. “Io mi auguro che la privatizzazione sia realizzata nel più breve tempo possibile e mi rassicura il fatto che vi abbiano partecipato le più grandi, significative e importanti aziende aeroportuali d’Italia, d’Europa, del mondo. E ovviamente se lo fanno è perché credono nello sviluppo di questa rete aeroportuale”. Secondo il ministro, la partecipazione di grandi realtà aeroportuali rappresenterebbe un segnale di interesse verso le potenzialità del sistema siciliano e verso la possibilità di sviluppare una rete capace di competere a livello internazionale.

Da Catania-Comiso a Palermo-Trapani: il progetto di una rete integrata degli scali siciliani

Nel suo intervento, il ministro ha indicato anche una possibile evoluzione futura del sistema aeroportuale regionale, immaginando un coinvolgimento progressivo di altri scali. “Oggi Catania-Comiso, domani mi auguro anche Palermo-Trapani”, ha aggiunto. La prospettiva delineata è quella di una maggiore integrazione tra gli aeroporti siciliani, con l’obiettivo di creare una rete più efficiente e coordinata, in grado di rispondere alle esigenze di cittadini, imprese e settore turistico. Il tema della gestione degli aeroporti siciliani resta dunque al centro dell’agenda politica ed economica, con la sfida di coniugare le esigenze di continuità operativa, soprattutto nei periodi di criticità legati all’attività vulcanica dell’Etna, con la necessità di investire in infrastrutture e collegamenti per sostenere la crescita dell’Isola.