“Ad Arghillà un pallone può servire a confondere le forze dell’ordine, oppure può insegnare a un bambino che esiste un’altra strada. È lo stesso oggetto, ma può raccontare due mondi completamente diversi”. Con queste parole Paolo Cicciù, presidente del CSI di Reggio Calabria, apre la sua riflessione dedicata alla Polisportiva Arghillà a Colori, realtà che da quasi dieci anni opera nel quartiere reggino attraverso lo sport come strumento di crescita, relazione e partecipazione. L’attività ripartirà il prossimo 7 settembre, con una nuova stagione sportiva all’insegna dell’impegno educativo. Un’esperienza che, secondo Cicciù, merita di essere raccontata perché Arghillà non può essere identificata soltanto con le difficoltà riportate spesso nelle cronache, come la dispersione scolastica, la criminalità, le problematiche sociali e gli incendi dei cumuli di immondizia. “Tutto questo esiste e va affrontato”, sottolinea il presidente del CSI.
Accanto alle criticità, però, esiste anche un’altra realtà fatta di persone che ogni giorno scelgono di esserci e di costruire opportunità. “Ma esiste anche un’altra Arghillà. Quella delle persone che ogni giorno decidono di esserci”. Per conoscerla davvero, spiega Cicciù, bisogna attraversare il quartiere, entrare nei comparti, incontrare le famiglie, parlare con i ragazzi e stare accanto agli educatori e ai volontari. È proprio questo il lavoro portato avanti dalla Polisportiva Arghillà a Colori, che da dieci anni utilizza il campo da gioco come spazio di aggregazione e responsabilità.
Sul piano sportivo i risultati non sono mancati: per due anni consecutivi la squadra ha raggiunto la finale del Campionato Nazionale – Fase Provinciale di calcio a 5 CSI. Ma il valore più importante, secondo il presidente del CSI, non è rappresentato soltanto dai risultati agonistici. “La vera vittoria è il percorso, è il ragazzo che arriva all’allenamento, è la squadra che ci crede, è l’adulto che mantiene una promessa, è il volontario che continua a dedicare tempo ed energie”.
Una squadra che diventa comunità: il ruolo dei volontari e della legalità
La Polisportiva Arghillà a Colori viene descritta come molto più di una semplice squadra: è un luogo di appartenenza e responsabilità costruito giorno dopo giorno grazie al lavoro di numerosi volontari. Cicciù cita in particolare Francesco, Miki, Giuseppe, Giovanni, Andrey, Mimmo e Ciccio, insieme a tutte le persone che hanno scelto di investire nel territorio e nei suoi ragazzi.
Un ruolo importante, negli anni, è stato svolto anche da alcuni magistrati che hanno deciso di affiancare i giovani non soltanto attraverso il proprio ruolo istituzionale, ma anche con momenti di incontro e condivisione sul campo. “Hanno incontrato i ragazzi sul campo, giocato con loro, condiviso momenti di sport e socialità. Il nostro capitano, il dott. Stefano Musolino, ci ha guidato in questo straordinario percorso”.
Per Cicciù la legalità, soprattutto quando riguarda le nuove generazioni, non può essere trasmessa soltanto attraverso parole o iniziative simboliche, ma deve diventare una presenza concreta e una relazione quotidiana. “Perché la legalità, soprattutto quando si parla di giovani, non si trasmette soltanto con le parole, i premi o le parate. Diventa concreta quando assume il volto di una persona, quando si trasforma in una relazione, quando diventa esempio e presenza”.
Le realtà che ogni giorno costruiscono opportunità ad Arghillà
Nel suo intervento Paolo Cicciù ricorda anche le altre realtà impegnate nel quartiere, con percorsi differenti ma unite dalla stessa volontà di creare presidi educativi e occasioni di crescita. Tra queste vengono citate RSC, il progetto promosso dal Ministero e dal Comune di Reggio Calabria; FATA, attraverso il servizio del Consorzio Ecolandia; e il Centro Diurno portato avanti da Il Tralcio e dalla Parrocchia Sant’Aurelio. “Esperienze diverse, unite da una stessa scelta: esserci”.
Secondo il presidente del CSI di Reggio Calabria, continuare a parlare di Arghillà è importante, ma è altrettanto fondamentale farlo conoscendo direttamente il territorio, incontrando le persone e ascoltando tutte le voci della comunità. “Commentare, suggerire, proporre è necessario. Prima, però, bisogna entrare nei luoghi, incontrare le persone, ascoltare tutti, nessuno escluso!”.
Una complessità, quella del quartiere, che secondo Cicciù non può essere raccontata soltanto attraverso analisi a distanza. “Perché la complessità di un quartiere non può essere restituita interamente da un’analisi fatta ‘a distanza’. Arghillà non è soltanto il luogo delle emergenze, è anche il luogo in cui, ogni giorno, un bambino può incontrare un adulto capace di indicargli una strada diversa”.
Nella parte conclusiva della sua riflessione, Paolo Cicciù sottolinea come non esistano soluzioni immediate per affrontare la complessità di un quartiere come Arghillà, ma esista una scelta precisa: la presenza costante. “Non esistono ricette semplici, nessuno può pensare di aver risolto la complessità di un quartiere come Arghillà. Esiste però una scelta: esserci! Esserci con continuità, coerenza e responsabilità”. E proprio da questa scelta nasce l’immagine simbolo con cui si chiude il messaggio della Polisportiva Arghillà a Colori: “Un bambino con un pallone tra i piedi. Corre… Non perché scappa, ma perché è in ritardo all’allenamento. Buon anno sportivo a tutti i ragazzi della nostra grande squadra!”.

