Dal 3 al 25 settembre torna a Reggio Calabria la seconda edizione di AGAPE, il festival dedicato a “Le sfumature dell’Amore” che attraverso le arti sceniche riporta al centro l’identità greca della Calabria. Un percorso tra teatro, danza, poesia, arti visive e laboratori che punta a riscoprire il legame tra persone, territorio e radici culturali, trasformando la lingua grecanica in una materia viva di creazione artistica. L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa”, finanziato dal Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, e presentata dalla Compagnia Teatrale BA17, con la direzione artistica di Angelica Artemisia Pedatella e la supervisione organizzativa di Silvana Esposito.
La seconda edizione di AGAPE è intitolata a Salvino Nucera, poeta e scrittore scomparso il 10 luglio 2025, traduttore e appassionato divulgatore della lingua greca di Calabria. Nella prima edizione avrebbe dovuto inaugurare le attività laboratoriali dedicate proprio alla lingua grecanica, diventando simbolicamente una delle figure di riferimento del percorso culturale del festival. Anche quest’anno AGAPE porterà avanti l’obiettivo di valorizzare il grecanico come espressione artistica capace di unire memoria storica e linguaggi contemporanei, grazie anche al contributo di realtà partner come il Circolo Culturale Apodiafazzi, GALBATIR, P.I.C. CASSIODORO, il Liceo Campanella-Preti-Frangipane, l’Associazione Muricello, l’Associazione FATA MORGANA, il Museo d’Arte Frangipane e il Comitato di quartiere Reggio Calabria Sud.
Teatro, danza e arti visive per raccontare la Calabria greca
Il festival si svilupperà in diversi luoghi del quadrante sud della Città Metropolitana di Reggio Calabria, con appuntamenti in particolare nella piazza Leopoldo Trieste, al Museo Frangipane e al Liceo Campanella-Preti-Frangipane. Il programma intreccerà teatro, danza, drammaturgia e arti visive, riportando al centro il patrimonio della Calabria greca e la lingua grecanica come strumento creativo contemporaneo. Un percorso realizzato anche attraverso la collaborazione con il Circolo Culturale Apodiafazzi e con la cantante e interprete Marinella Rodà.
La direttrice artistica Angelica Artemisia Pedatella spiega il senso profondo della seconda edizione di AGAPE, dedicata al rapporto tra identità, territorio e trasformazione. “AGAPE nasce dal desiderio di tornare a interrogare il rapporto tra le persone e la terra, fatto di appartenenza, amore, ma anche conflitto e trasformazione – spiega il direttore artistico Pedatella. – In questa seconda edizione abbiamo scelto di partire dalle radici non come qualcosa di immobile, ma come una materia viva, capace di generare linguaggi, relazioni e nuove forme artistiche. Dedicare il festival a Salvino Nucera significa anche riconoscere il valore di una persona che ha lavorato con passione affinché il greco di Calabria potesse tornare a essere percepito come una grande lingua d’arte. Così il teatro, la danza e la poesia diventano strumenti per mantenere viva una memoria e, nello stesso tempo, immaginare il futuro”.
Gli spettacoli in programma: tre appuntamenti in piazza Leopoldo Trieste
Il cuore teatrale del festival sarà rappresentato da tre spettacoli ospitati in piazza Leopoldo Trieste, lo stesso spazio all’aperto che aveva caratterizzato la prima edizione. Si parte il 3 settembre con “Zaleuco e Nosside. La prossemica dell’amore”, produzione della Compagnia Teatrale BA17 con Angelica Artemisia Pedatella e Gianluca Sapio. Il 4 settembre sarà la volta di “ASP – Armata Spaccamattoni”, di e con Angelo Colosimo per Wobinda produzioni, mentre il 5 settembre andrà in scena “KALI HOPE. L’urlo di Calliope”, di e con Gabriele Naccarato, produzione dell’Associazione Calabria Tribù.
Accanto agli spettacoli, AGAPE propone tre laboratori dedicati ai diversi linguaggi della scena contemporanea. Il 4 settembre, al Museo d’Arte “A. Frangipane”, si terrà “Storie di un treno locale”, laboratorio di drammaturgia e narrazione sull’interpretazione teatrale condotto da Angelica Artemisia Pedatella. Il treno diventerà metafora del viaggio e delle connessioni tra persone e territorio, mentre la parola sarà utilizzata come strumento per raccontare geografie, identità e differenze linguistiche.
Il 6 settembre, presso la palestra del Liceo “Campanella-Preti-Frangipane”, sarà invece la volta di “Danzare il grecanico”, laboratorio di teatrodanza contemporanea condotto dal coreografo e danzatore internazionale Gabriele Naccarato insieme alla coreografa e danzatrice Giada Guzzo. A chiudere il percorso formativo sarà il laboratorio di scenografia teatrale “Pietre sociali”, in programma il 25 settembre al Museo Frangipane e curato dalla scenografa e costumista Silvana Esposito. Pietre e materiali naturali diventeranno elementi narrativi per raccontare la Calabria greca attraverso immagini, parole ed emozioni anche in lingua grecanica.
Le novità: teatrodanza immersivo e poesia visiva
Tra le novità di questa edizione figura la performance di teatrodanza “I agricì piszilìa”, fruibile attraverso visori multimediali il 5 e 25 settembre, a turnazione e con ingresso libero, presso il Museo d’Arte “A. Frangipane”. La giornata conclusiva del festival, il 25 settembre, sarà dedicata alla performance di poesia visiva “Theòrema”, in lingua grecanica, con il poeta Gianfranco D’Aguì. La serata si concluderà con l’esposizione scenografica dei lavori realizzati durante il laboratorio “Pietre sociali”.
Attraverso spettacoli, laboratori e attività immersive, la seconda edizione di AGAPE costruisce un dialogo tra passato e contemporaneità, mettendo in relazione il patrimonio della Calabria greca con i linguaggi della scena moderna. Un percorso che non guarda alle radici come semplice memoria, ma come strumento per generare nuove forme di partecipazione, creatività e identità culturale, trasformando lingua, territorio e storia in una nuova possibilità di racconto artistico.

