La tensione cresce a Messina in vista dell’edizione del Centenario della Vara 2026. I segnalatori e gli addetti alle manovre del sacro manufatto hanno annunciato la loro intenzione di non assumersi più alcuna responsabilità organizzativa, civile o penale per lo svolgimento della manifestazione, dopo un confronto con i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale che, secondo quanto riferito dagli stessi operatori, non avrebbe prodotto risultati concreti. La posizione è stata resa pubblica attraverso una nota nella quale gli addetti denunciano l’assenza di risposte operative e di garanzie formali. Una presa di posizione che apre un nuovo fronte di discussione sulla gestione della Processione della Vara di Messina, uno degli eventi religiosi e popolari più importanti della Sicilia, capace ogni anno di richiamare migliaia di cittadini e visitatori.
“A seguito di un recente incontro informale di confronto con i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, risolto con un totale nulla di fatto rispetto alle istanze presentate, i segnalatori e gli addetti alle manovre del sacro manufatto annunciano l’intenzione di non assumersi alcuna responsabilità organizzativa, civile o penale per lo svolgimento della manifestazione, dichiarando l’oggettiva impossibilità di operare in assenza di risposte concrete e tutele scritte”, affermano.
La sicurezza della Vara al centro della protesta: “Un carro di diverse tonnellate senza ruote, sterzo e freni”
Alla base della protesta vi sarebbe una questione principalmente tecnica legata alla gestione della sicurezza durante il percorso della Vara, una struttura di enorme peso e complessità movimentata dalla forza di migliaia di persone. Gli addetti sottolineano infatti come la particolarità del manufatto richieda un’organizzazione rigorosa e precise regole di comportamento. “La protesta poggia su un dato tecnico oggettivo che troppo spesso viene ignorato: la Vara è un carro pesante diverse tonnellate, privo di ruote, sterzo e freni, che scivola su pattini d’acciaio ed è trainato da una forza d’inerzia devastante generata da oltre 2.000 persone alle gomene”. Una situazione nella quale il margine di intervento è estremamente ridotto e nel quale il ruolo degli operatori incaricati del controllo assume un’importanza decisiva. “In questo scenario, l’unico controllo d’emergenza è affidato ai tre segnalatori e ai coordinatori”, evidenziano i rappresentanti degli addetti.
Le richieste degli addetti: un protocollo scritto per la sicurezza della manifestazione
I segnalatori della Vara chiedono ora che l’Amministrazione Comunale, in qualità di proprietaria del manufatto, e gli organi di vigilanza definiscano formalmente un protocollo con regole precise per garantire lo svolgimento dell’evento in condizioni di sicurezza. Tra le richieste avanzate dagli operatori figura il divieto assoluto di utilizzo degli smartphone per chi partecipa attivamente al traino della Vara. Secondo quanto riferito nella nota, proprio una situazione legata a un telefono avrebbe già provocato un momento di grave difficoltà. “Nel 2025 la caduta di un telefono ha causato un pericolosissimo fermo d’emergenza”. Gli addetti chiedono inoltre maggiori garanzie sul piano della sicurezza strutturale, con il divieto di stazionamento sulle stanghe e ai lati della Vara, zone considerate particolarmente delicate durante le fasi di movimento. Un altro punto riguarda la tutela dei più giovani e il rispetto delle distanze di sicurezza. La richiesta è quella di stabilire una distanza minima di 10 metri dal cippo e il divieto assoluto della presenza di bambini piccoli tra le gomene, per evitare situazioni di potenziale pericolo.
“Spazio ai segnalatori e ai Capi Corda”: la richiesta di maggiore controllo durante il percorso
Tra le criticità segnalate vi è anche la necessità di garantire la piena libertà di movimento agli operatori incaricati della gestione delle manovre. Gli addetti chiedono infatti uno “spazio sgombero attorno ai Capi Corda e ai segnalatori”, affinché coloro che hanno il compito di coordinare le operazioni possano intervenire senza ostacoli o interferenze esterne. Un ulteriore elemento riguarda la proposta di reintrodurre l’Albo dei Tiratori, con l’obiettivo di regolamentare maggiormente la partecipazione alle operazioni di traino e garantire una chiara distribuzione delle responsabilità. La richiesta comprende anche “l’esonero di responsabilità per gli addetti ed esclusione dei “finti tiratori” o figuranti che intralciano le corde per scattare foto”.
Il problema delle gomene tagliate e il rischio dell’effetto frusta
Nella nota viene sollevata anche una questione particolarmente delicata relativa ad alcuni comportamenti considerati pericolosi durante la manifestazione. “Alcuni incoscienti si spingono a tagliare le gomene con lame e taglierini con la Vara in movimento mentre la stessa si accinge alla fermata in Piazza Duomo, questa pratica scellerata rischia di far spezzare di colpo la corda, con un devastante “effetto frusta””. Un fenomeno che, secondo gli addetti, rappresenterebbe un grave rischio per l’incolumità delle persone presenti lungo il percorso e che richiederebbe controlli più stringenti e misure preventive.
Il nodo delle risorse economiche in vista del Centenario della Vara 2026
La protesta si inserisce in un momento particolarmente significativo per la città di Messina. L’edizione del Centenario 2026 rappresenta infatti un appuntamento storico per la Processione della Vara, destinato ad attirare un numero ancora maggiore di partecipanti, fedeli e turisti. Proprio la dimensione dell’evento viene richiamata dagli addetti per evidenziare quello che definiscono un problema di proporzioni economiche e organizzative. “La Processione della Vara è un evento monumentale che coinvolge l’intera città e attira un flusso enorme di turisti, è inaccettabile e paradossale che per gestire e mettere in sicurezza un evento di tale portata, che muove una massa oceanica di persone, l’Amministrazione Comunale continui a stanziare cifre ridicole ed esigue”. La richiesta finale è dunque quella di un cambio di approccio nella gestione della manifestazione, con investimenti adeguati e strumenti organizzativi capaci di accompagnare un evento che rappresenta una delle principali espressioni della tradizione e dell’identità messinese.
La Vara di Messina verso il Centenario: sicurezza e responsabilità al centro del confronto
La vicenda apre ora un confronto tra gli operatori coinvolti, l’Amministrazione Comunale di Messina e gli organismi preposti alla vigilanza. A pochi mesi da un’edizione destinata a entrare nella storia della città, il tema della sicurezza della Vara 2026 diventa centrale. Gli addetti alle manovre chiedono risposte ufficiali e protocolli condivisi, sostenendo che senza precise garanzie scritte non sia possibile affrontare un evento dalla complessità e dalla partecipazione della Processione della Vara. La prossima fase sarà quindi decisiva per comprendere se sarà possibile trovare un’intesa capace di tutelare operatori, partecipanti e pubblico, preservando al tempo stesso una tradizione secolare che rappresenta uno dei simboli più forti della città dello Stretto.
