“Continua la tendenza a trasformare ogni vicenda che coinvolge un Carabiniere in un processo mediatico contro l’intera Arma. È una deriva che respingiamo con assoluta fermezza. L’interrogazione presentata dal Senatore Ilaria Cucchi rischia di alimentare un clima di sospetto verso un’Istituzione che, dal 1814, serve lo Stato con onore, disciplina e assoluta dedizione. L’Arma dei Carabinieri non ha bisogno di essere messa sotto esame da chi sembra dimenticare che essa è la prima a pretendere legalità, trasparenza e rigore dai propri appartenenti”.
Riccio continua: “L’Arma ha sempre dimostrato di saper individuare e isolare eventuali responsabilità individuali, senza sconti per nessuno. Ma è inaccettabile che, ancora una volta, si tenti di far passare il messaggio che un singolo episodio possa mettere in discussione il prestigio di oltre due secoli di storia e il lavoro quotidiano di migliaia di Carabinieri che servono lo Stato con professionalità e spirito di sacrificio. Noi diciamo basta ai processi mediatici e alle generalizzazioni. Le responsabilità sono sempre personali, mai collettive“.
Riccio conclude: “UNARMA sarà sempre al fianco dei Carabinieri che operano con onestà e nel rispetto della legge. Difendere l’Arma non significa sottrarla ai controlli, ma pretendere che venga giudicata con equilibrio, sulla base dei fatti e non di pregiudizi. Mi auguro che anche le altre organizzazioni sindacali trovino il coraggio di prendere una posizione chiara a tutela dei colleghi coinvolti e dell’onorabilità dell’Arma dei Carabinieri. Nei momenti più delicati il silenzio non è una scelta di equilibrio: rischia di essere interpretato come una resa”.
