Tony Esposito con il progetto “Il Viaggio di Ulisse” e l’Orchestra Filarmonica della Calabria con il sassofonista Dave Schroeder sono i protagonisti degli ultimi due appuntamenti di luglio di “This Must Be The Place”, la rassegna che unisce musica e archeologia nello scenario del Parco archeologico di Capo Colonna. La terza edizione della manifestazione è stata ideata e fortemente voluta dal direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma. L’iniziativa è promossa dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e realizzata dall’associazione culturale Picanto in joint venture con la venticinquesima edizione del Peperoncino Jazz Festival.
Dopo la partecipata inaugurazione di Isola Capo Rizzuto, ospitata nella fortezza di Le Castella recentemente ristrutturata e affidata ai Toca Tango, dal 23 luglio la rassegna è approdata nel suggestivo scenario di Capo Colonna. Il sito, tra i luoghi simbolo dell’antica Magna Grecia, ospita fino a domenica 26 luglio quattro giornate dedicate alla musica italiana e internazionale.
Tony Esposito celebra Pino Daniele con “Il Viaggio di Ulisse”
Il protagonista della serata di sabato 25 luglio sarà il leggendario Tony Esposito, storico percussionista di Pino Daniele e figura iconica della musica italiana e internazionale. Esposito porterà in scena “Il Viaggio di Ulisse”, uno spettacolo concepito come un omaggio profondo e appassionato alla memoria del cantautore napoletano. Attraverso le sue inconfondibili percussioni e sonorità capaci di fondere tradizione e modernità, l’artista racconterà e canterà l’essenza di Napoli, le sue radici profonde e la sua anima vibrante.
Ad accompagnarlo saranno tre musicisti: il chitarrista e cantante Tommaso Cavallo, il cantante e bassista Antonio Nicola Bruno e il batterista Claudio Romano. Il concerto, oltre a celebrare Pino Daniele, offrirà l’occasione per riscoprire le contaminazioni musicali e culturali che hanno reso Napoli un crocevia di creatività. Lo spettacolo punta a evocare emozioni e ricordi, collegando passato e presente attraverso il linguaggio universale della musica.
L’Orchestra Filarmonica della Calabria incontra Dave Schroeder
Domenica 26 luglio, per la quinta serata di “This Must Be The Place 2026”, il pubblico potrà assistere a una produzione originale realizzata in partnership con il Conservatorio Statale di Musica “Saverio Arlia”, già “P.I. Tchaikovsky”, di Nocera Terinese. L’appuntamento si svolgerà nei luoghi in cui sono visitabili i resti dell’Heraion, il santuario extraurbano dell’antica colonia achea di Kroton. La produzione è stata fortemente voluta dal direttore artistico Sergio Gimigliano.
Protagonista sarà l’Orchestra Filarmonica della Calabria, formazione composta da trenta elementi e diretta dal maestro Filippo Arlia. L’orchestra vanta collaborazioni con musicisti come Michel Camilo, Ramin Bahrami, Sergej Krylov, Ilya Grubert, Sergei Nakariakov, Yuri Shiskin, Giovanni Sollima, Danilo Rea ed Eugenio Bennato. Ha inoltre accompagnato alcune tra le voci più note del panorama lirico internazionale, tra cui Dimitra Theodosiu, Giovanna Casolla, Amarilli Nizza, Fabio Armiliato e Alberto Gazale.
Il maestro Filippo Arlia è stato premiato con la Medaglia d’Oro nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma “per la pregiatissima tecnica dimostrata nella direzione d’orchestra e per la distinta interpretazione del grande repertorio sinfonico del ‘900 sempre e ovunque con grande consenso di pubblico e di critica”.
L’Orchestra Filarmonica della Calabria ha pubblicato diversi album con alcune delle più prestigiose major discografiche internazionali, tra cui Warner Music Italy, Sony Classical, Dynamic, Naxos Records e Brilliant Classics. Ha inoltre registrato per Amadeus, Rai Radio 3 e Rai Uno e, nel 2023, è stata scelta per accompagnare i concerti di Andrea Bocelli al Teatro Greco di Taormina.
Special guest della serata sarà il sassofonista Dave Schroeder, già direttore della Sezione Jazz e direttore di tutte le Arti Performative della New York University. Nel corso della sua attività professionale ha suonato dal vivo e in studio con artisti della scena internazionale come Teo Macero, Larry Coryell, Airto Moreira, Oscar Castro-Neves e Kenny Werner.
Il viaggio nella canzone napoletana di Joe Barbieri
Ad aprire la sessione di Capo Colonna è stato Joe Barbieri, raffinato artista napoletano che ha costruito un percorso personale nella canzone italiana d’autore, contaminandola con il jazz e la world music. Il cantautore, produttore, arrangiatore e autore partenopeo fu scoperto giovanissimo da Pino Daniele, che lo produsse e lo avviò verso una carriera segnata da importanti collaborazioni.
Accompagnato dai chitarristi Nico Di Battista e Oscar Montalbano, Barbieri ha presentato al pubblico calabrese alcuni dei brani più rappresentativi del proprio repertorio, dedicando particolare spazio all’album “Vulío”, pubblicato nel 2024. Il disco rappresenta un viaggio personale e appassionato nell’intramontabile repertorio della canzone classica napoletana e conferma Barbieri tra i songwriters più sensibili e raffinati dell’attuale panorama italiano.
Da “Era de Maggio” a “Tammurriata nera”
Il concerto si è aperto con “Era de Maggio” di Salvatore Di Giacomo, considerata uno degli esempi più rappresentativi dello schema formale della canzone napoletana. Sono seguite una sofferta interpretazione di “Lazzarella”, scritta da Riccardo Pazzaglia e Domenico Modugno, e “Accarezzame”, nata dalla penna di Pino Calvi. Quest’ultimo brano ha restituito al pubblico il senso di appartenenza e familiarità proprio delle melodie capaci di attraversare il tempo e le generazioni senza perdere intensità.
Barbieri ha quindi proposto “Dicitencello vuje”, composizione del 1930 il cui fascino è rimasto immutato e nella quale è possibile cogliere alcune assonanze con “Te voglio bene assaje”, evergreen dei primi anni dell’Ottocento. Il concerto è poi entrato nel vivo con “Cammina Cammina”, composizione di Pino Daniele contenuta nel suo album d’esordio del 1977 e dedicata ai temi della vecchiaia e dell’attesa della morte.
La scaletta è proseguita con “Quantu tiempo ce vò”, scritta da Claudio Mattone e portata al successo da Edoardo De Crescenzo, “Cu mme” di Enzo Gragnaniello, composizione nella quale il mare diventa metafora di una profonda spiritualità, già interpretata da Mia Martini e Roberto Murolo, e “Munasterio ’e Santa Chiara”. A metà concerto sono rimasti sul palco soltanto Nico Di Battista, con la chitarra preparata, e Oscar Montalbano, con la chitarra manouche. I due musicisti hanno offerto una prova di grande talento strumentale e profondo interplay, ricevendo gli applausi del pubblico.
Una volta tornato sul palco, Joe Barbieri ha proposto una nuova sequenza di brani, mantenendo in equilibrio tradizione e modernità. Sono state eseguite “Passione”, “’Na Bruna”, “Vuless’ ’o cielo”, unico brano originale contenuto nell’album “Vulío”, e “Reginella”. Il concerto si è concluso con il richiestissimo bis di “Tammurriata nera”. Il pubblico ha accompagnato i brani cantando sottovoce, quasi a non voler interrompere l’atmosfera della serata.
Gianluca Guidi omaggia Frank Sinatra
Nella serata di venerdì 24 luglio, il palco allestito nell’area archeologica di Capo Colonna ha invece ospitato Gianluca Guidi. Il crooner e attore teatrale e televisivo ha divertito ed emozionato il pubblico con un tributo in musica e parole all’indimenticabile Frank Sinatra.
Dopo l’intensa sessione di luglio, il programma di “This Must Be The Place 2026” si completerà ad agosto con due visite guidate musicali all’interno del Museo archeologico nazionale di Capo Colonna. A condurre gli appuntamenti sarà il cantautore Sasà Calabrese. Nel pomeriggio del 7 agosto presenterà il progetto “Rino Gaetano, il Poeta Controvento”, mentre il 25 agosto sarà protagonista di “Pino Daniele, la Voce del Mediterraneo”.
