Sud chiama Nord, partecipata assemblea nel Lazio. De Luca: “saremo determinanti a livello nazionale”

Cateno De Luca rivendica il ruolo baricentrico del movimento nello scenario politico nazionale e rilancia il modello di buona amministrazione già sperimentato nei territori

Sud chiama Nord guarda al Lazio come a una nuova tappa del proprio percorso politico nazionale. A segnare il passaggio è l’assemblea regionale del Lazio, salutata con soddisfazione da Cateno De Luca, sindaco di Taormina e leader del movimento, che ha parlato di un avvio positivo e ha rivolto un riconoscimento al neo-commissario Roberto Marta per il lavoro svolto nelle ultime settimane. De Luca conferma “la volontà di consolidare la presenza del movimento anche fuori dai territori in cui Sud chiama Nord ha già ottenuto risultati amministrativi significativi. Il Lazio diventa così un banco di prova politico e organizzativo per una forza che rivendica un’identità autonoma rispetto agli schieramenti tradizionali“.

Il messaggio politico: “siamo baricentrici anche a livello nazionale”

Il passaggio centrale dell’intervento riguarda il posizionamento di Sud chiama Nord nello scenario politico italiano. De Luca rivendica infatti un ruolo baricentrico a livello nazionale, sostenendo che “il movimento possa essere determinante in una fase caratterizzata, secondo le sue parole, da un sostanziale equilibrio tra centrodestra e centrosinistra”. È su questo terreno che il leader di Sud chiama Nord costruisce la lettura politica dell’assemblea del Lazio. Non si tratta soltanto di una iniziativa territoriale, ma di un tassello dentro una strategia più ampia, che punta a rafforzare il movimento nelle regioni italiane e a presentarlo come soggetto capace di incidere oltre le tradizionali appartenenze di partito.

La sfida ai partiti tradizionali e ai “civici d’area”

Nel suo intervento, De Luca ha riservato un passaggio netto anche al tema del civismo. Il leader di Sud chiama Nord ha distinto l’esperienza del proprio movimento da quella di altri soggetti che, a suo giudizio, “oggi si definiscono civici per intercettare consenso proveniente dai partiti tradizionali”. De Luca sostiene che il civismo di Sud chiama Nord “sia stato dimostrato attraverso i risultati ottenuti e non attraverso una semplice collocazione elettorale”. Il movimento viene presentato come una realtà post-ideologica, capace “di scegliere di volta in volta percorsi autonomi oppure sostegni a candidati di centrodestra o centrosinistra, sulla base di programmi definiti”.

Il riferimento alle elezioni amministrative

Un altro punto centrale è il richiamo alle ultime elezioni amministrative. De Luca ha ricordato che Sud chiama Nord ha “vinto andando da solo, ma anche che in alcuni Comuni ha sostenuto candidati sindaco di centrodestra o centrosinistra quando vi erano programmi ben precisi”. Nella lettura del sindaco di Taormina, la fiducia degli elettori nasce proprio da questa impostazione: “un rapporto diretto con i territori, fondato sui risultati e sulla credibilità amministrativa”.

Sud chiama Nord punta a crescere oltre i confini locali

Con l’assemblea regionale del Lazio e il ruolo affidato al neo-commissario Roberto Marta, Sud chiama Nord apre dunque una nuova fase. Il messaggio di De Luca è chiaro: “il movimento rivendica autonomia, risultati amministrativi e capacità di essere determinante in un quadro politico nazionale che considera aperto e in equilibrio”.