Ci sono luoghi che sembrano raccogliere l’eredità del tempo, custodi di storie, più di quante la memoria stessa possa contenere. E ieri sera, in occasione dell’ufficializzazione della nomina di Gemma Gesualdi nella Consulta dei Calabresi nel Mondo, Palazzo Brancaccio a Roma si è fatto teatro di tutto questo. Tra i suoi saloni, sotto lo sguardo attento della storia, si sono incrociati destini, memorie e visioni. Sentieri un tempo distanti oggi convergono verso un’unica traiettoria: celebrare la Calabria nella sua centralità storica, quale terra capace di offrire un contributo straordinario all’umanità.
L’Eredità del Brutium e la missione di Gemma Gesualdi
La nomina di Gemma Gesualdi rappresenta un evento epocale, in cui le istituzioni si fanno custodi del fuoco della memoria collettiva, trasformando il patrimonio del passato in una visione del domani più radioso. Questo filo d’oro trae origine dalla lungimiranza di Giuseppe “Peppino” Gesualdi—avvocato, giornalista e storico fondatore del Brutium. Egli intuì la straordinaria ricchezza rappresentata dalla comunità calabrese nel mondo come un patrimonio vivente e un legame indissolubile. Gesualdi avviò una vera e propria fioritura identitaria, unendo i calabresi sparsi per il globo in un abbraccio ideale e trasformando il senso di appartenenza in autentico orgoglio culturale.
Oggi, quel testimone brilla nelle mani della figlia Gemma. Con determinazione e sensibilità moderna, Gemma guida il Brutium verso nuove frontiere, valorizzandolo come laboratorio permanente di crescita e coesione sociale. Sotto la sua guida, l’associazione si consolida come una rete costantemente attiva, un grande ponte sospeso tra generazioni, che offre ai calabresi nel mondo gli strumenti per una rinascita culturale. Un’architettura di anime, insomma, dove le radici più profonde sostengono l’intera comunità nella sua ascesa verso l’avvenire.
La sinergia Istituzionale
La serata di Palazzo Brancaccio ha sancito così un’alleanza storica tra la Capitale e i vertici della Regione Calabria. Tre le figure chiave: Roberto Occhiuto (Presidente della Regione Calabria) che, con il suo impegno quotidiano, eleva la gestione del territorio a visione strategica, promuovendo una straordinaria evoluzione dell’immagine della Calabria. Occhiuto sta affermando l’eccellenza e la credibilità internazionale della regione, facendo leva sulla fiera consapevolezza della propria identità. La sua è la visione di una Calabria audace, pronta a confrontarsi sui tavoli globali, forte della propria dignità e del proprio valore.
Orlandino Greco (Delegato per i Calabresi nel Mondo). Greco sta guidando il Turismo delle Radici come una straordinaria operazione di incontro globale. Il suo lavoro riannoda i fili del tempo tra la Calabria e i suoi figli lontani, elevando l’appartenenza a energia attiva. Attraverso questo viadotto, che si eleva alla grandezza, egli offre alle nuove generazioni di discendenti una cittadinanza consapevole, trasformando la memoria storica in un motore pulsante di sviluppo economico, scambio intellettuale e fioritura sociale.
Tilde Minasi (Senatrice della Repubblica). Presenza cardine per garantire la stabilità di questo nuovo corso, la Senatrice funge da raccordo decisivo tra la terra d’origine e il cuore legislativo della Nazione. Il suo costante impegno a Roma assicura che le istanze della Calabria trovino una voce forte e autorevole nei palazzi del potere, offrendo solidità istituzionale a un popolo fiero che avanza con passo sicuro nella modernità. Hanno presieduto l’incontro i vertici della Regione Lazio: Massimiliano Maselli, custode dell’Inclusione sociale e dei Diritti delle persone, e Luciano Crea, severo guardiano del Bilancio, affiancati dall’onorevole Marco Rizzo. Sotto i loro auspici, è stata schierata la falange che affiancherà la guida di Gemma Gesualdi al vertice del Brutium. Il nuovo direttivo vede l’ascesa del vicepresidente Pasquale Falduto, del segretario generale Fabio Federico, e di Raffaele Mastrota e Fabio Evangelisti.
La Calabria oltre i confini: una geografia dell’anima
L’incontro di Palazzo Brancaccio ha confermato una grande verità: la Calabria vive ed esiste ben oltre i propri confini geografici, mossa dalla forza della sua cultura. Essa risplende ovunque vi sia un cognome custodito con orgoglio, un dialetto tramandato con amore o la memoria fiera di una terra d’origine. In questo scenario, il viaggio di ritorno si rivela un passo consapevole verso un nuovo futuro. La Calabria di oggi dimostra di aver trovato il suo perfetto equilibrio: custode solenne della propria storia e, al tempo stesso, protagonista radiosa dello scenario mondiale. E non è forse questo ciò che il nostro popolo stava da secoli tanto ansiosamente attendendo?
