Negli ultimi anni gli affitti in Italia sono aumentati in modo significativo. Tra il 2018 e il 2024 il valore medio dei canoni di locazione è cresciuto del 22,6%, mentre l’incremento medio ponderato ha raggiunto il 27,5%. In alcune aree del Paese, però, la crescita è stata molto più intensa, fino a superare il 40% e, nei casi più elevati, il 44%. È quanto emerge dal dossier La questione abitativa dell’Istituto per la finanza e l’economia locale, Ifel, presentato oggi, 9 luglio, e anticipato da Il Sole 24 Ore. La fotografia restituita dal rapporto evidenzia un mercato sempre più complesso, con forti pressioni sui bilanci di famiglie, studenti e lavoratori.
Se la media nazionale degli aumenti si ferma al 22,6%, nei capoluoghi la situazione appare spesso più critica. Secondo la mappa elaborata dall’Ifel, sono 34 i capoluoghi di regione e di provincia in cui i canoni sono cresciuti oltre la soglia del 25%. Il dossier distingue tra “crescita sostenuta”, quando l’aumento è compreso tra il 25% e il 36%, e “crescita alta”, quando si supera il 41%. In quest’ultima fascia rientrano cinque città: Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano.
Gli incrementi, sottolinea l’Ifel, presentano “intensità molto differenziate tra i capoluoghi”. Le crescite più elevate si concentrano in pochi casi, ma l’aumento dei canoni risulta diffuso in molte aree del Paese. In particolare, lo studio segnala una forte dinamica dei prezzi lungo l’asse adriatico, in alcune città del Nord-Est, in Emilia-Romagna e nel Mezzogiorno. Tra gli esempi più rilevanti figurano Trieste, con un aumento del 32,4%, Bologna, al 34,1%, Modena, al 31,3%, Matera, al 33,5%, e Bari, al 29,8%.
Guardando solo ai capoluoghi di regione, gli aumenti registrati tra il 2018 e il 2024 sono i seguenti, in ordine crescente:
- Trento: +11,6%;
- Reggio Calabria: +13,4%;
- Venezia: +15,9%;
- Palermo: +16,7%;
- Genova: +18%;
- Cagliari: +19,3%;
- Torino: +21%;
- Roma: +22,9%;
- Perugia: +24,1%;
- Ancona: +24,2%;
- Napoli: +24,8%;
- Bari: +29,8%;
- Campobasso: +30,8%;
- Trieste: +32,4%;
- L’Aquila: +34,1%;
- Bologna: +34,1%;
- Potenza: +35,1%;
- Milano: +41,1%;
- Aosta: +42%;
- Firenze: +44,2%.
Per l’Ifel, i dati confermano la gravità della questione abitativa. L’Istituto definisce la casa non solo una grande emergenza nazionale, ma anche uno dei temi decisivi per le prospettive di sviluppo economico e civile dell’Italia nei prossimi anni.
La situazione emergenziale riguarda oggi oltre 1,5 milioni di famiglie. Tuttavia, secondo il dossier, è molto più ampia la platea di persone che incontra difficoltà nel trovare un alloggio adeguato a costi sostenibili. L’aumento dei canoni, insieme alla scarsità di abitazioni accessibili e alla pressione della domanda nei centri più attrattivi, rischia così di accentuare ulteriormente le disuguaglianze sociali e territoriali.
