Reggio Calabria, processo “Propaggine”: in appello quattro nuove assoluzioni e condanne confermate

La Corte conferma diverse assoluzioni già pronunciate in primo grado e ridetermina a 12 anni la pena per Francesco Carmelitano; le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni

Si è concluso con la lettura odierna del dispositivo il processo d’appello comunemente denominato Propaggine. Quattro le assoluzioni rispetto alle condanne di primo grado: Alvaro Antonio (avvocati Maria Teresa Caccamo e Fortunato Schiava), Ascrizzi Alfredo (avvocati Luca Cianferoni e Fortunato Schiava), Luppino Francesco (avvocato Giovanni Piccolo) e Carmelo Versace (avvocati Antonino Lupini e Carmelo Antonio Pirrone).

Confermate anche le precedenti assoluzioni avverso le quali la Procura Generale DDA di Reggio Calabria aveva interposto appello nei confronti di Alvaro Carmelo (avvocati Luca Cianferoni e Sissi Barone), Penna Giovanni (avvocati Guido Contestabile e Silvia Forestieri) e Penna Carmela (avvocato Giacomo Iaria) e Rustico Maurizio (esclusione dell’aggravante di stampo mafioso e prescrizione del reato, avvocato Maria Grazia Salerno).

Confermate nel resto le precedenti statuizioni di condanna a carico di Alvaro Domenico (avvocati Tonino Curatola e Marina Mandaglio), Penna Antonino (avvocato Elisabetta Ascone), e Penna Carmine (avvocato Giacomo Iaria); pena rideterminata ad anni 12 di reclusione per Carmelitano Francesco (avvocati Giovanni Piccolo ed Elisabetta Ascone).

Il processo nasce da un’inchiesta della DDA di Roma in collaborazione con quella di Reggio Calabria che aveva ipotizzato l’esistenza di una associazione a delinquere di stampo mafioso imperante tra le province di Reggio Calabria e Roma, facente capo alla famiglia mafiosa definita “cosca Alvaro” e che ha visto alla sbarra numerosi membri asseritamente appartenenti al sodalizio. Un primo troncone è stato celebrato a Roma con numerose condanne tra gli esponenti della “propaggine” operante presso la capitale; il secondo troncone è stato celebrato in primo grado presso il Tribunale di Palmi e si è concluso con l’odierna sentenza, le cui motivazioni verranno depositate entro 90 giorni.