Si è svolto presso il Parco della Mondialità di Gallico, sede del Servizio Terapeutico Residenziale del Cereso ETS, l’evento di presentazione del progetto “Reintegra – Dalla comunità al reinserimento sociale e lavorativo”. L’iniziativa propone un modello di presa in carico globale della persona, volto a coniugare percorsi terapeutici, formazione professionale e inclusione attiva. La tavola rotonda è stata moderata dalla Dr.ssa Maria Angela Ambrogio (Cereso ETS), che ha introdotto i lavori e facilitato il confronto tra i numerosi partner istituzionali e del terzo settore presenti.
Ad aprire gli interventi istituzionali è stato Don Matteo De Pietro, Presidente del Cereso ETS, il quale ha ripercorso la storica mission dell’ente, inserendo il progetto “Reintegra” come naturale evoluzione di un percorso che mette al centro la dignità umana.
Il progetto si sviluppa su una forte sinergia interregionale. Collegati a distanza, il Dott. Biagio Sciortino e il Dott. Luca Lo Piparo (Casa dei Giovani) hanno illustrato l’idea alla base della progettazione integrata che vede collaborare il Cereso ETS insieme alla Casa dei Giovani e a Casa Emmaus di Iglesias (Sardegna). I relatori hanno voluto valorizzare il concetto di una presa in carico totale dell’individuo, finalizzata a un reinserimento nella società che sia, al tempo stesso, operoso e dignitoso.
I dettagli operativi della misura sono stati illustrati dalla Dr.ssa Antonella Muscatello, responsabile del Servizio Terapeutico Residenziale del Cereso ETS, che ha presentato la concreta “messa a terra” delle azioni progettuali sul territorio intrecciandola fortemente con l’offerta terapeutico-riabilitativa che i servizi terapeutici del Cereso ETS offrono ai loro ospiti. “Ci piace immaginare – dice Antonella Muscatello – che il percorso di reinserimento sociale e lavorativo dei nostri pazienti inizi il giorno stesso del loro ingresso in struttura”
L’iniziativa ha incassato il pieno sostegno delle istituzioni locali. L’Avv. Lucia Fio, Assessore al Welfare del Comune di Reggio Calabria, ha espresso forte apprezzamento per il cuore pulsante del progetto, sottolineando il valore della “filosofia del prendersi cura delle persone” come pilastro delle politiche sociali cittadine. “A nome mio personale e del Sindaco del Comune di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro – sostiene l’Avv. Lucia Fio – plaudo a questa iniziativa che è in linea con le linee programmatiche sul welfare della neo insediata amministrazione comunale e garantisco fin da ora vicinanza e supporto alle istanze che nasceranno e saranno poste alla nostra attenzione. Crediamo fortemente che ridare dignità delle persone sia in capo a tutti gli attori sociali che hanno il dovere morale di lavorare in sinergia costante supportandosi sempre”.
Sul valore strategico delle sinergie si è espressa la Dr.ssa Marianna Passalacqua, Direttrice dell’UDEPE (Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna) di Reggio Calabria. La Dr.ssa Passalacqua ha valorizzato l’importanza del lavoro di rete e della presa in carico globale per ridare dignità alle persone: “in questo processo, il lavoro e la formazione professionale a monte diventano tappe fondamentali di un vero riscatto sociale, superando la logica della mera sussistenza o dell’assistenzialismo. E il nostro servizio si pone in piena disponibilità nei confronti degli attori del Progetto Reintegra dal momento che tra i beneficiari ci saranno alcuni dei nostri affidati”
A chiudere il cerchio delle competenze formative è stata la Dr.ssa Martina Labate, Responsabile del Cifap (Ente di formazione professionale di Reggio Calabria), che ha focalizzato l’attenzione sul ruolo della formazione professionale “che per noi – dice Labate – è da sempre intesa come vero e dinamico catalizzatore di relazioni umane attraverso lo sviluppo di competenze e la trasmissione di nuove conoscenze.”
Le conclusioni dei lavori sono state affidate all’Avv. Luciano Squillaci, Presidente Nazionale della FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche). Squillaci ha tratto la sintesi dell’incontro focalizzando il suo intervento sulla “necessità prioritaria che i beneficiari del progetto riacquisiscano una dignità che troppo spesso non viene loro garantita”. Per raggiungere questo obiettivo, il Presidente FICT ha rilanciato con forza il valore fondamentale del lavoro di rete: un’alleanza territoriale che non deve configurarsi come un intervento isolato, spot o estemporaneo, ma che deve essere strutturalmente messa a sistema e garantita con assoluta continuità nel tempo.
Il progetto “Reintegra” si attesta così come una buona pratica di welfare generativo, capace di unire territori e competenze sotto un unico obiettivo: trasformare il percorso di recupero in una concreta opportunità di vita autonoma, qualificata e continuativa.
