Una pressione fiscale locale insostenibile, balzelli comunali d’oro per l’occupazione di suolo pubblico e, adesso, il blocco totale di un intero comparto strategico come quello nautico e del diportismo. “Futuro Nazionale Comitato 1112 Reggio Calabria“, guidato dal referente cittadino Tito Galtieri, si schiera apertamente a difesa del tessuto produttivo locale e lancia il primo tavolo tematico aziendale, denunciando una crisi che sta soffocando le micro-imprese dall’entroterra fino alla costa.
“Chi fa impresa oggi sul nostro territorio compie un atto di eroismo civile, ma è lasciato completamente solo di fronte a costi fissi esagerati e tariffe comunali per il suolo pubblico ormai fuori mercato“, dichiara fermamente il referente Tito Galtieri. “A tutto questo si aggiunge la gravissima paralisi strutturale che stiamo denunciando in merito alla gestione dei porti turistici dell’area dello Stretto, una vicenda che ricalca il caos burocratico del porto di Villa San Giovanni. Le denunce pubbliche di questi giorni – che vedono contrapposti i ritardi amministrativi della sindaca Giusy Caminiti, le enormi difficoltà gestionali di Marina del Sud e i duri attacchi dell’ex sindaco Giovanni Siclari – fotografano una realtà drammatica: porti di fatto chiusi o a mezzo servizio, cantieri nautici storici bloccati nell’impossibilità di varare le barche dei clienti e un indotto economico totalmente paralizzato. Una situazione inaccettabile che favorisce le speculazioni, con i pochissimi gestori attivi che impongono prezzi alle stelle approfittando dello stato di necessità dei diportisti“.
Di fronte a questo scenario, il Comitato 1112 lancia una proposta strutturale per rompere i monopoli, richiamando la stessa visione che portò alla nascita dell’Autorità di Sistema Portuale. “Bisogna ricordare chiaramente che l’AdSP dello Stretto è nata proprio nell’ottica di uno sviluppo più turistico che commerciale“, spiega Galtieri. “Quando i sindacalisti Rogolino per l’Area reggina e Di Mento per l’Area messinese lanciarono la lungimirante proposta di istituire una nuova AdSP per i porti di Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Messina, Tremestieri e Milazzo, l’idea cardine per la sponda reggina era proprio l’incremento turistico legato alle barche da diporto e alle navi da crociera. Quella visione è stata tradita dall’immobilismo attuale. Lo Stretto di Messina è, a tutti gli effetti, l’equivalente dell’Autostrada A3 del mare, ma oggi è un’autostrada senza autogrill. Continuiamo a guardare la ricchezza passarci davanti: yacht e diportismo di lusso sfilano davanti alle nostre coste senza fermarsi perché non trovano attracchi disponibili e attrezzati, preferendo deviare verso le isole Eolie o le località della Sicilia che si sono organizzate da tempo.
Per questo chiediamo che il porto di Reggio Calabria torni alla sua vocazione originaria, diventando un porto turistico moderno, affidando concessioni e incentivi a diversi gestori autonomi per aprire il mercato a una sana concorrenza, far crollare i prezzi e rendere la nautica da diporto accessibile a tutti. Parallelamente, pretendiamo l’introduzione immediata di incentivi comunali economici e fiscali diretti a sostegno di tutte le micro-imprese del commercio e dell’artigianato che resistono sul territorio“.
