“Altera Italia” è risultato vincitore di LYRA, la open call internazionale promossa da Ulteriore in collaborazione con il MArRC e rivolta ad artisti attivi nel campo delle arti visive contemporanee interessati a esplorare le relazioni tra immagine, linguaggio e comunicazione. Il progetto espositivo è stato selezionato da una giuria composta da Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina; Teodora Malavenda, direttrice artistica di Ulteriore; Sara Emma Cervo, visual editor di Vanity Fair; Camilla Valle Porlezza; Francesco Alati e Angela Pellicanò. La giuria ha premiato il progetto per la sua capacità di scardinare gli stereotipi legati al Sud Italia attraverso una potente narrazione visiva e antropologica.
Un viaggio nella cultura rituale del Mezzogiorno
Nato e sviluppato a partire dal 2019, “Altera Italia” è un viaggio fisico e temporale all’interno della cultura rituale del Mezzogiorno. L’artista parte da una critica profonda alla rappresentazione neorealista degli anni Cinquanta e Sessanta, avviata dalle spedizioni etnografiche di Ernesto De Martino, che ha spesso cristallizzato il Meridione in un immaginario arcaico, primitivo e subalterno, dominato da superstizione e irrazionalità. Il corpo di ricerca esposto al Museo Archeologico Nazionale si divide in due filoni tra loro dialoganti.
La manipolazione dell’archivio storico. Alessia Rollo interviene direttamente sui materiali d’archivio delle spedizioni demartiniane, utilizzando tecniche analogiche e digitali per restituire alle immagini quella dimensione magico-rituale spesso cancellata dall’approccio positivista dell’epoca. La documentazione del presente. Il secondo filone raccoglie scatti contemporanei dedicati ai riti sincretici ancora vivi nel Sud Italia. L’autrice rifiuta la pura catalogazione descrittiva per abbracciare uno sguardo interno, sensoriale e spirituale, capace di far emergere la percezione del “credente-partecipante” piuttosto che quella del mero osservatore esterno. L’immaginario che ne deriva è volutamente evocativo e non descrittivo. La mostra propone così al pubblico una riflessione su come la vita rituale rappresenti ancora oggi un amuleto comunitario necessario per abitare la contemporaneità.
Nato, pubblicato ed esposto negli ultimi anni con il titolo “Parallel Eyes”, il progetto cambia ora nome e diventa “Altera Italia” per il formato libro. La scelta del nuovo titolo accoglie un nome e una lingua, il latino, capaci di esprimere meglio la tensione decoloniale del progetto.
Alessia Rollo, nata nel 1982, è un’artista visiva originaria del Sud Italia, dove vive e lavora. Dopo la laurea in Comunicazione Visiva all’Università degli Studi di Perugia e il master in Fotografia Creativa all’EFTI di Madrid, ha sviluppato una ricerca che pone al centro il Mediterraneo come spazio culturale, sociale e simbolico. Attraverso la fotografia costruisce narrazioni contemporanee dedicate ai temi della memoria, dell’identità e della comunità, valorizzando storie e patrimoni visivi spesso marginalizzati. Le sue opere sono state esposte in musei, fondazioni e gallerie in Italia e all’estero e hanno dato vita a numerose pubblicazioni e progetti di ricerca internazionali.
