“Sulla legge elettorale e sulle preferenze, è il momento della verità. Giorgia Meloni ha lanciato una sfida chiara e trasparente: chi dice di voler restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti lo dimostri con i fatti. Nessun voto segreto. Oggi sapremo chi sostiene davvero le preferenze e chi, invece, le ha usate soltanto come bandiera di convenienza”. Questo è il commento social dell’europarlamentare reggino Denis Nesci, che si è espresso sulle parole del Premier Giorgia Meloni in merito alle preferenze sulla legge elettorale.
Così si era espresso il Presidente del Consiglio: “Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari però, come riporta l’Ansa, la presidenza della Camera ha dato il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti alla legge elettorale su 200 presentati, e agli articoli 1, 2 e 3. La richiesta delle opposizioni di scrutinio segreto, ha spiegato il presidente di turno Fabio Rampelli, “può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti”. Rampelli ha quindi ha annunciato la distribuzione di una tabella “con l’elenco di tutte le votazioni a scrutinio segreto accolte, a cui si aggiungerà anche la votazione finale”.
