“Le recenti contestazioni online riguardo alla nuova scultura-fontana Ferma a Piazza De Nava, accusata di “destabilizzare” la storicità del luogo, meritano una riflessione più approfondita e meno superficiale. Se si analizza la nuova conformazione della piazza, si nota infatti come le critiche abbiano mancato il vero fulcro della questione. La scultura inamovibile, che simboleggia un ponte culturale con le sponde del Mediterraneo, sorge in un’area che un tempo era una strada aperta al traffico veicolare. È evidente, quindi, che la sua installazione non vada a intaccare o alterare lo spazio storico originario“. È quanto sostenuto in una nota stampa da Domenico Nava, presidente dell’Associazione culturale “Sensazioni Emergenti”.
“Al contrario, la scelta ha una sua coerenza culturale: dialoga perfettamente con il vicino Museo Archeologico Nazionale – anch’esso custode e “ponte” di storia – e crea un gioco di specchi geometrico e concettuale, con una fontana funzionante da un lato e una fontana monumentale ed emblematica dall’altro. – sostiene Nava – La vera nota dolente, ciò che davvero destabilizza l’identità della piazza, è un’altra scelta logistica: la collocazione della targa biografica di Giuseppe De Nava.
La memoria del nostro prestigioso concittadino è stata letteralmente esiliata in una zona remota, nella parte finale dello spiazzale, dove finisce per essere sistematicamente ignorata dai passanti. Per preservare davvero il valore storico del sito, quella targa dovrebbe stare al centro della piazza. Solo lì potrebbe diventare una reale occasione di approfondimento, permettendo a cittadini e turisti di leggere, comprendere e connettersi con la storia di chi quel luogo lo ha ispirato.
Se vogliamo difendere la storia di Piazza De Nava, accaniamoci meno sulle nuove opere d’arte e riportiamo, invece, la memoria del suo protagonista al centro del palcoscenico urbano“, conclude Nava.
