Avrebbe dovuto essere in carcere per lesioni aggravate. È questo l’elemento più rilevante emerso dopo l’omicidio di via Sampolo, dove Francesco Cusumano, 38 anni, originario di Milazzo, ha ucciso a coltellate il coinquilino Francesco Spataro, 53 anni. Il delitto è avvenuto ieri, domenica 5 luglio, sul pianerottolo dell’appartamento al secondo piano del civico 486 di via Sampolo. Secondo quanto riportato, Cusumano aveva sul groppone una condanna a 3 anni e dieci mesi, legata a una vicenda di lesioni aggravate.
Da Milazzo a via Sampolo, il profilo del 38enne
Francesco Cusumano, 38 anni, è indicato come originario di Milazzo. Il suo nome è ora legato all’omicidio di Francesco Spataro, ma anche alla condanna precedente per lesioni aggravate. La presenza di una pena da scontare pari a 3 anni e dieci mesi rappresenta il passaggio più significativo della vicenda sotto il profilo giudiziario. Il comunicato sottolinea che l’uomo avrebbe dovuto essere in carcere, elemento che inevitabilmente sposta l’attenzione anche sulle ragioni per cui si trovasse fuori al momento dell’omicidio.
