Temperature elevate per ore, impianti di climatizzazione guasti o insufficienti e lavoratori costretti a svolgere le proprie mansioni in ambienti che si trasformano in veri e propri forni. È la situazione denunciata dalla Fisascat CISL di Reggio Calabria, che chiede controlli immediati e sanzioni nei confronti delle attività commerciali che non garantiscono condizioni adeguate ai propri dipendenti. A intervenire è Anna Rosa Marrapodi, segretaria generale della Fisascat CISL Reggio Calabria, dopo le numerose segnalazioni ricevute da lavoratrici e lavoratori impiegati nei negozi del territorio reggino, soprattutto all’interno dei centri commerciali.
“Stiamo vivendo una situazione che ha dell’insostenibile e, permettetemi, anche del grottesco. In queste settimane di caldo torrido riceviamo segnalazioni a raffica da parte di lavoratrici e lavoratori di tantissimi negozi del territorio reggino e, in modo particolare, di quelli ubicati all’interno dei centri commerciali. Il problema è sempre lo stesso: manca l’aria condizionata, oppure è del tutto insufficiente. La giustificazione che ci viene data è sempre uguale: “si è rotto il motore”, “siamo in attesa del tecnico”. Ma è davvero credibile che, alle nostre latitudini, con un’estate rovente e lunghissima che conosciamo da sempre, si arrivi impreparati a luglio?”.
La denuncia sulle condizioni nei luoghi di lavoro
Secondo il sindacato, i problemi agli impianti di climatizzazione non possono essere considerati semplici imprevisti, perché tra una stagione e l’altra vi sarebbe il tempo necessario per programmare verifiche, manutenzioni e interventi. Le conseguenze ricadrebbero soprattutto sui dipendenti, costretti a rimanere per l’intero turno all’interno di vetrine, negozi e sale vendita esposti a temperature molto elevate.
“Ricordiamolo: fino a qualche anno fa i centri commerciali e i negozi venivano presi d’assalto proprio per la “gratuità” dell’aria condizionata. I clienti entravano “con la scusa del fresco” e poi acquistavano. Oggi quel servizio non c’è più, ma chi paga le conseguenze sono soprattutto i lavoratori, costretti a 8 ore dentro vetrine e sale vendita che diventano forni. C’è tutto il tempo, tra una stagione e l’altra, per fare sopralluoghi, manutenzioni e interventi sistematici. Non farlo significa scegliere consapevolmente di non tutelare chi lavora”.
Il richiamo alle norme sulla sicurezza
La Fisascat CISL richiama anche gli obblighi previsti dal Decreto legislativo 81 del 2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il sindacato, garantire un ambiente salubre e un adeguato comfort termico rappresenta una precisa responsabilità dei datori di lavoro. “E qui arriviamo al punto: è una questione di rispetto, prima di tutto della persona, e poi di legge. Il D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza, è chiaro: i datori di lavoro sono obbligati a garantire un ambiente salubre e condizioni di comfort termico adeguate all’organismo umano e al tipo di lavoro svolto. La normativa e l’INAIL indicano come temperatura ideale un intervallo tra i
24°C e i 26°C. Lavorare in ambienti con temperature estreme non solo è illegittimo, ma può diventare anche causa di infortunio sul lavoro”.
Nella nota viene inoltre avanzato il sospetto che, in alcuni casi, dietro la spiegazione del guasto tecnico possa nascondersi la volontà di ridurre i consumi energetici o di non affrontare adeguatamente la gestione del microclima. “Spesso dietro alla scusa del “guasto” si nasconde invece la volontà di risparmiare sulle bollette o di non gestire il microclima. Una scelta che scarica tutti i costi sulla salute dei dipendenti”.
La richiesta di controlli e l’appello ai cittadini
Il sindacato chiede quindi l’avvio di verifiche immediate nelle attività segnalate e l’applicazione di sanzioni nei confronti di chi non rispetta gli obblighi previsti. La Fisascat CISL rivolge anche un appello diretto ai cittadini, invitandoli a scegliere consapevolmente dove effettuare i propri acquisti e a boicottare le attività che non garantiscono condizioni dignitose ai lavoratori. “Per questo oggi, come Fisascat CISL, denunciamo pubblicamente questo stato di cose. Chiediamo controlli immediati e sanzioni per chi non si adegua”.
“E ci rivolgiamo anche alla cittadinanza: unitevi alla nostra protesta. Scegliete consapevolmente dove fare acquisti. Boicottate i negozi e i centri commerciali che non garantiscono condizioni di lavoro dignitose. Un “no” dei clienti è la risposta più forte che possiamo dare insieme. La salute e la dignità di chi lavora non sono in vendita, nemmeno d’estate”.
