Mosorrofa celebra emigrati e immigrati: tre serate tra memoria, cultura e “restanza” | DETTAGLI

La Festa dell’emigrazione si svolgerà dall’1 al 3 agosto nel centro storico del paese. In programma la presentazione di due libri, il progetto per la rinascita dell’antico Cinema Piazza Croce e una serata musicale dedicata agli anni Sessanta-Ottanta

Tre serate per riscoprire la storia di Mosorrofa, riflettere sull’emigrazione e valorizzare il legame con la propria terra. Dall’1 al 3 agosto la parrocchia San Demetrio e l’Azione Cattolica locale organizzano la Festa dell’emigrazione, dedicata sia agli immigrati sia agli emigrati. L’edizione di quest’anno avrà un’impronta prevalentemente culturale, senza rinunciare ai momenti musicali e ricreativi. Il filo conduttore sarà il tema della “restanza”, intesa come l’eterno dilemma tra “partire e restare”, ma anche come possibilità di trasformare la storia e la cultura del territorio in potenziali leve di sviluppo.

L’intera manifestazione si svolgerà nella parte storica del paese, in via Strapunti, Largo Leotta, nella piazzetta antistante il Salone parrocchiale dedicato al canonico A. Caridi. La facciata esterna dell’edificio è stata recentemente restaurata e arricchita da suggestivi murales. Ideatore e organizzatore delle tre serate è Pasquale Andidero, già presidente dell’Azione Cattolica locale e componente del Consiglio pastorale parrocchiale. Andidero coordinerà gli appuntamenti insieme al sacerdote Domenico Labella, parroco della parrocchia San Demetrio, e ad Antonino Crucitti, presidente dell’Azione Cattolica di Mosorrofa.

La storia di Mosorrofa tra Seicento e Settecento

La manifestazione prenderà il via sabato 1° agosto alle ore 21 con la presentazione del libro di Giuseppe Chirico “Mosorrofa tra Seicento e Settecento”, con il sottotitolo “Fonti storiche reggine su un casale di Sant’Agata”. Giuseppe Chirico è docente, genealogista, socio della Deputazione di Storia Patria della Calabria e autore di diverse pubblicazioni dedicate alla storia locale calabrese. A introdurre l’incontro sarà Demetrio Sorgonà, redattore capo del giornale parrocchiale L’Eco di Mosorrofa, da alcuni anni disponibile anche in edizione online. La pubblicazione raggiunge da oltre 56 anni i mosorrofani residenti nel paese o emigrati in ogni parte del mondo, con una tiratura di circa 1.200 copie.

Il volume sarà presentato da Orlando Sorgonà, docente, storico locale e componente della Deputazione di Storia Patria della Calabria, che dialogherà con l’autore ripercorrendo le fonti e gli avvenimenti legati alla storia del casale di Sant’Agata.

Il progetto per la rinascita dell’antico Cinema Piazza Croce

La seconda serata, in programma domenica 2 agosto alle ore 21, sarà dedicata alla presentazione del Progetto Nuovo Cinema Pristipino, nato con l’obiettivo di riqualificare l’antico Cinema Piazza Croce e restituire alla comunità uno spazio che ha segnato la vita culturale e sociale di diverse generazioni. L’Azione Cattolica e la parrocchia, in collaborazione con gli eredi della famiglia Pristipino, hanno redatto un progetto di riqualificazione presentato al XX Concorso nazionale di Progettazione sociale, promosso dal MLAC, Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, in collaborazione con Caritas, Ufficio nazionale per i Problemi sociali e il Lavoro della Conferenza episcopale italiana e Progetto Policoro.

Partner del progetto sono la Multisala “Lumiere”, il Liceo “Campanella Preti Frangipane”, il Conservatorio “Francesco Cilea”, l’Azione Cattolica della diocesi di Reggio Calabria-Bova, la Mediterranea Production e il Comitato di quartiere. Il progetto sarà illustrato dal referente Pasquale Andidero. Seguiranno gli interventi del professor Orlando Sorgonà, considerato uno dei più autorevoli storici locali della vallata del Sant’Agata, e del professor Paolo Cutrupi, studioso del territorio. Orlando Sorgonà affronterà il tema “Quando i mosorrofani incontrarono la “Settima arte”: La storia del cinema di Piazza Croce nella seconda metà del Novecento”, mentre Paolo Cutrupi approfondirà “Mosorrofa dal dopoguerra agli anni 80”.

La serata avrà anche una componente ricreativa, con un repertorio di musiche degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Lo spazio musicale sarà curato dal gruppo NN SENZA NOME, formato da musicisti e cantanti locali che, come ormai avviene tradizionalmente, si riuniscono in occasione dell’evento.

Il romanzo di Stefano De Luca e la scelta di rimanere nella propria terra

A chiudere la manifestazione, lunedì 3 agosto, sarà la presentazione del libro “Tra il mare e la montagna non c’è confine”, opera prima dell’ingegnere Stefano De Luca. Il romanzo, caratterizzato da numerosi accenni autobiografici, è ambientato nel periodo della cosiddetta Primavera di Reggio, legata alla stagione amministrativa dell’indimenticato sindaco Italo Falcomatà.

In quegli anni Stefano De Luca ricopriva il ruolo di assessore ai Lavori pubblici. Nel testo, insieme agli altri temi affrontati, emerge il desiderio e la determinazione di rimanere nella propria terra d’origine, nonostante le difficoltà e le occasioni che spesso spingono a partire. L’incontro sarà introdotto e condotto da Pasquale Andidero, che nel periodo storico nel quale è ambientato il romanzo viveva personalmente il conflitto tra la necessità di lasciare la Calabria e il desiderio di restare.

A presentare il libro sarà il dottor Demetrio Pellicanò, già assessore alla Cultura durante la giunta Reale e successivamente assessore alle Finanze nell’amministrazione guidata da Italo Falcomatà, oltre che collega dello stesso Stefano De Luca. Alla serata parteciperà anche l’autore, che dialogherà con il pubblico sui contenuti del romanzo e sull’esperienza politica, amministrativa e personale raccontata nell’opera.

Attraverso le tre giornate, la Festa dell’emigrazione proporrà dunque un percorso che parte dalle radici storiche di Mosorrofa, attraversa la memoria del suo antico cinema e arriva alla riflessione contemporanea sulla scelta di vivere e costruire il proprio futuro nella terra d’origine. Il tema centrale sarà quello della “restanza” e dell’eterno dilemma tra “partire e restare”, con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico più vasto un passato ricco di storia e cultura e di considerarlo non soltanto come patrimonio da custodire, ma anche come possibile risorsa per lo sviluppo del territorio.

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