Messina, finge di essere un Carabiniere e tenta di truffare un’anziana di 92 anni: arrestato

Santa Teresa di Riva (Messina): i Carabinieri hanno arrestato in flagranza un 40enne, di origini catanesi, ritenuto responsabile di una truffa compiuta ai danni di una 92enne con il metodo del “sedicente Carabiniere”

Nel pomeriggio di ieri, a Santa Teresa di Riva (Messina), i Carabinieri della Stazione del luogo hanno arrestato in flagranza un 40enne, di origini catanesi e già noto alle Forze dell’ordine, ritenuto responsabile di una truffa compiuta ai danni di una 92enne con il metodo del “sedicente Carabiniere”. L’intervento è scattato grazie alla tempestiva segnalazione telefonica della nuora della vittima, la quale – dimorando nello stesso condominio dell’anziana – era stata allertata da quest’ultima, in quanto poco prima aveva ricevuto una telefonata sospetta da parte di uno sconosciuto: in particolare, il chiamante le aveva riferito che il figlio aveva causato un grave incidente stradale, per cui era necessario consegnare con urgenza del denaro oppure dei gioielli – a titolo di cauzione – a un militare dell’Arma che a breve si sarebbe presentato a casa.

A quel punto la vittima, avendo intuito l’inganno grazie all’ausilio della congiunta, ha quindi finto di assecondare la richiesta, allertando nel frattempo i Carabinieri, che hanno immediatamente predisposto un apposito servizio per bloccare il malintenzionato nei pressi dell’abitazione della 92enne. Difatti, poco dopo, non appena il presunto truffatore si è presentato dinanzi alla porta dell’anziana, ha trovato ad attenderlo i Carabinieri. Nella circostanza, l’uomo ha cercato di divincolarsi e fuggire, ma è stato comunque bloccato dai militari, uno dei quali ha anche riportato lievi lesioni dovute al contatto ravvicinato.

Il 40enne è stato quindi arrestato per “truffa aggravata”

Alla luce di quanto accaduto, il 40enne è stato quindi arrestato per “truffa aggravata”, “resistenza a Pubblico Ufficiale” e “lesioni personali a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni”, venendo collocato agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il predetto episodio costituisce un’occasione propizia per sottolineare che le Forze di polizia non richiedono mai di consegnare denaro, gioielli o altri oggetti di valore. Pertanto, qualora pervengano richieste telefoniche di questo tipo, è fondamentale contattare subito il numero di emergenza “112 NUE” per verificare l’identità del chiamante e consentire un intervento tempestivo delle Forze di polizia. Difatti, la collaborazione delle vittime e di tutti i cittadini costituisce un ausilio fondamentale per prevenire e reprimere un simile fenomeno criminale.

“Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato, che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo al medesimo indagato”.