La tragica morte del piccolo Domenico diventa memoria, alla Camera (per la prima volta) il libro della madre. Siracusano: “guardo Patrizia con profonda ammirazione”

Per la prima volta in Parlamento, insieme al marito Antonio Caliendo, la madre del bambino morto dopo il trapianto al Monaldi di Napoli ha raccontato il calvario del figlio e la battaglia della famiglia per ottenere verità e giustizia. Siracusano: "le istituzioni hanno il dovere di fare di più"

Un lungo applauso, la commozione dei presenti e un silenzio carico di emozione hanno accompagnato, alla Camera dei deputati, la presentazione del libro “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare”, scritto da Patrizia Mercolino e pubblicato da Piemme. Al centro dell’incontro, il ricordo del piccolo Domenico e la richiesta della sua famiglia di arrivare alla piena verità sulla tragedia che ne ha provocato la morte.

Per la prima volta all’interno di un Palazzo delle Istituzioni, Patrizia Mercolino, mamma del bambino di appena due anni e mezzo morto lo scorso febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato, ha raccontato pubblicamente la drammatica vicenda che ha segnato per sempre la sua famiglia. Accanto a lei il marito Antonio Caliendo, papà di Domenico, con il quale continua a portare avanti una battaglia nel nome del figlio.

La presentazione del volume si è trasformata così in un momento di profonda riflessione sul valore della vita, sul coraggio di una madre e sull’impegno necessario affinché tragedie simili non abbiano più a ripetersi. Nel libro Patrizia Mercolino ripercorre il lungo calvario vissuto accanto al bambino, dalla diagnosi della grave cardiopatia alla speranza rappresentata dal trapianto, poi trasformata in un’immane tragedia.

Una lunga lettera d’amore al piccolo Domenico

“Un cuore bruciato” è una lunga lettera d’amore rivolta a Domenico, ma rappresenta anche un invito a non dimenticare quanto accaduto. Attraverso il racconto dei giorni trascorsi accanto al figlio, Patrizia Mercolino ricostruisce la storia di una famiglia che aveva affidato al trapianto tutte le proprie speranze e che oggi chiede di conoscere fino in fondo la verità.

Dopo la scomparsa del bambino, Patrizia ha dato vita a una fondazione dedicata al suo nome, con l’obiettivo di promuovere la ricerca della verità e della giustizia e di sostenere iniziative affinché nessun’altra famiglia debba affrontare un dolore simile. Il progetto nato nel ricordo di Domenico vuole trasformare una tragedia personale in un impegno civile rivolto alla tutela dei pazienti, alla sicurezza delle cure e alla responsabilità delle istituzioni.

Siracusano: “Domenico è entrato nel cuore di tutte le mamme italiane”

Ad aprire l’incontro è stata il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che ha voluto ospitare la presentazione del volume alla Camera dei deputati. Nel suo intervento, Siracusano ha ricordato il piccolo Domenico e ha espresso vicinanza e ammirazione nei confronti della madre e dell’intera famiglia.

“Domenico è entrato nel cuore di ciascuno di noi, nel cuore di tutte le mamme italiane. Io, da madre di un bambino piccolo, ho vissuto questa tragedia con un dolore enorme e guardo Patrizia con profonda ammirazione, per la forza, la determinazione e l’esempio che sta dando. Ha combattuto come una leonessa per salvare suo figlio e continua a farlo nella ricerca della verità. ‘Un cuore bruciato’ è un libro straordinario, che ho fatto fatica a leggere perché è un viaggio nel dolore, ma anche nell’amore e nel coraggio. Come istituzioni abbiamo il dovere di fare ancora di più per migliorare il sistema sanitario del nostro Paese affinché tragedie come questa non si ripetano mai più”, ha affermato Siracusano.

Patrizia Mercolino: “Attendiamo il processo per ottenere verità e giustizia”

Profondamente toccante l’intervento di Patrizia Mercolino, che ha ripercorso le ultime settimane di vita del piccolo Domenico e ha spiegato il significato del libro, nato per custodirne la memoria e trasformare il dolore in una testimonianza di speranza e responsabilità. La madre ha ricordato la lotta del figlio e ha raccontato le ragioni che spingono lei e il marito a continuare a chiedere verità e giustizia.

“Ho cercato di proteggere Domenico in ogni modo. Questo libro racconta la nostra storia, quella di una famiglia umile, ma soprattutto racconta chi era mio figlio. L’ho scritto pensando anche alle mamme che hanno vissuto o stanno vivendo drammi simili, perché possano sentirsi meno sole. Io e mio marito siamo qui oggi con forza e dignità per ricordare Domenico e per gli altri nostri due figli, che sono la ragione per cui continuiamo ad andare avanti. Nessuno ci ha mai chiesto scusa, non c’è mai stata una vera comunicazione con i medici e la verità ci è stata nascosta. Il mio bambino ha lottato per sessanta giorni e proprio la sua forza oggi ci dà quella necessaria per continuare questa battaglia di giustizia. Non voglio condannare la sanità italiana, che resta un grande patrimonio del nostro Paese, ma vicende come questa non devono accadere mai più. Attendiamo il processo con una sola speranza: ottenere verità e giustizia per il nostro Domenico”, ha concluso Patrizia Mercolino.

Gli interventi di Rita Dalla Chiesa, Simonetta Matone e Annalisa Imparato

Alla presentazione sono intervenuti anche Simonetta Matone, magistrato e deputata della Lega, Rita Dalla Chiesa, deputata e vicepresidente del Gruppo Forza Italia alla Camera, e Annalisa Imparato, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere. Nei loro interventi è stata sottolineata la forza della testimonianza di Patrizia Mercolino e la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, nel rispetto del lavoro della magistratura. “Ho letto il libro di Patrizia tutto d’un fiato: è una testimonianza di forza, dolore e rabbia. Il cuore ‘bruciato’ di Domenico ha toccato profondamente ciascuno di noi. Patrizia racconta suo figlio, ma racconta anche Antonio, un padre silenzioso, ma sempre presente, forte come una roccia. È il dolore autentico di una famiglia che nessuno dovrebbe mai essere costretto a vivere”, ha sottolineato Rita Dalla Chiesa.

Simonetta Matone ha ribadito il carattere umano e istituzionale dell’incontro, precisando che la presentazione non aveva l’obiettivo di anticipare valutazioni o decisioni giudiziarie, ma di manifestare vicinanza alla famiglia di Domenico. “Sono storicamente e autenticamente garantista. Non siamo qui per celebrare un processo né per anticipare le decisioni della magistratura. Siamo qui per stare accanto a Patrizia, manifestarle la nostra vicinanza e sostenerla. Ha affrontato con dignità la prova più atroce che possa colpire un essere umano: sopravvivere a un figlio”, ha affermato Simonetta Matone.

Annalisa Imparato ha invece richiamato la responsabilità di chi opera nella giustizia, nella politica e nelle istituzioni, sottolineando la necessità che il paziente e la persona restino sempre al centro del sistema sanitario. “Questo libro è un monito per tutti, soprattutto per chi rappresenta la giustizia, la politica e le istituzioni. I magistrati avranno un compito complesso, ma questa vicenda deve spingerci a riflettere anche sul nostro sistema sanitario e sulla necessità che il paziente resti sempre al centro. Dietro ogni pratica non ci sono numeri o statistiche, ma persone, che meritano attenzione, rispetto e tutela”, ha concluso Annalisa Imparato.

Nel corso della presentazione è stato evidenziato come “Un cuore bruciato” non sia soltanto il racconto di una tragedia familiare, ma anche un messaggio di responsabilità civile. Attraverso la storia del piccolo Domenico, il libro invita a riflettere sull’importanza della sicurezza delle cure, della tutela dei pazienti e della necessità di fare piena luce sulle vicende che segnano per sempre la vita delle famiglie coinvolte. L’incontro alla Camera dei deputati si è concluso con un lungo applauso dedicato a Patrizia Mercolino e al ricordo del piccolo Domenico. Un momento di intensa partecipazione emotiva, nel quale il dolore di una madre e di un padre si è trasformato in un messaggio collettivo di memoria, responsabilità e impegno, affinché la storia del loro bambino non venga dimenticata e tragedie simili non si ripetano mai più.