Italia, chi al posto di Maldini e Pirlo? Chiellini si defila, spunta un nome importante. E per la panchina c’è sempre Mancini in pole

Malagò, contestualmente agli obiettivi più importanti (qualificazione a Europei e Mondiali, in preparazione agli Europei in casa del 2032), vorrebbe delle figure che possano quantomeno dare avvio a un progetto di 6 anni, che non si fermi alla prima squadra ma che coinvolga già da ora i settori giovanili azzurri

Punto e a capo. Tanto rumore per nulla. La situazione in casa Italia è tornata a due settimane fa circa, a prima che arrivasse Maldini. Malagò si trova di nuovo a dover scegliere il direttore tecnico, figura a cui tiene, che in azzurro non è mai esistita con le funzioni che il Presidente federale vorrebbe attribuirgli: un uomo di calcio che abbia voce in capitolo e potere operativo. Anche se poi, alla base delle frizioni con Maldini e Leonardo, c’è stata proprio questa condivisione che alla fine si è rivelata essere solo di facciata. Maldini voleva Pirlo, Malagò non era convinto. Guardiola avrebbe messo d’accordo tutti, ma era difficilissimo. E la vicenda Pirlo ha fatto il resto.

Con le dimissioni di Maldini e Leonardo, non ancora ufficiali ma definite ieri sera, torna il casting per le due figure: dt e ct. Da ieri si parla di Chiellini, ma l’ex difensore della Juve si è tirato fuori: vuole continuare in bianconero. E così, nelle ultime ore, prende piede un’altra ipotesi affascinante Claudio Ranieri. Ora è lui il nome forte. Dopo una vita in panchina, e dopo grandi imprese, ha intrapreso la carriera di dirigente alla Roma, ma è durata poco: divergenza di vedute con Gasperini, la società ha preferito il secondo. Adesso l’ipotesi Nazionale.

Per la panchina il nome forte resta sempre quello di Mancini, che poi è il primo da sempre, anche per lo stretto rapporto tra l’ex Samp e Malagò. Sullo sfondo Conte, scelta apprezzata dai club di Serie A, ma in lui c’è sempre l’incognita tempo: non è uno da progetti a lungo termine. Malagò invece, contestualmente agli obiettivi più importanti (qualificazione a Europei e Mondiali, in preparazione agli Europei in casa del 2032), vorrebbe delle figure che possano quantomeno dare avvio a un progetto di 6 anni, che non si fermi alla prima squadra ma che coinvolga già da ora i settori giovanili azzurri. La conferma di Mancini è arrivata direttamente da Malagò:sto parlando con Roberto Mancini perché sia il nuovo c.t., aspettiamo la firma ha detto il Presidente federale durante il Consiglio.