Inchiesta Doppia Curva, Klaus Davi: “i delitti ultrà portano anche in Calabria”

Il giornalista richiama il presunto ruolo delle cosche vibonesi nell’omicidio Boiocchi: “i clan delle Preserre sapevano, ora va chiarito il livello di coinvolgimento”

Gli Idà sapevano, i Monardo sapevano: i clan calabresi delle Preserre erano a conoscenza della verità che sta emergendo. I delitti milanesi non sono solo milanesi ma anche calabresi. Per me è stato evidente fin dall’inizio, come ho sempre detto e scritto“. Lo ha dichiarato Klaus Davi in merito a quanto sta emergendo dall’inchiesta Doppia Curva. “Secondo il racconto di Marco Ferdico, l’ex capo ultrà interista pentitosi in questi giorni, uno dei presunti esecutori materiali aveva informato “le famiglie calabresi”, ossia la ‘Ndrangheta, che avrebbero ucciso Boiocchi. E lui ne aveva parlato pure con due persone, “Idà e Monardo”. “Era evidente – continua Klaus Daviche il coinvolgimento di Simoncini per un omicidio così plateale non poteva escludere le cosche vibonesi con le quali Ferdico aveva rapporti stretti e consolidati. Lo dissi fin dall’inizio. Ora si tratta di capire quale fosse il livello di coinvolgimento“.

Il giornalista italo-svizzero si è recato più volte a Soriano Calabro, Ariola e Gerocarne perché da sempre convinto che “le cosche vibonesi fossero coinvolte. Nell’aprile 2025 Klaus pubblicò il video ‘OMICIDIO DEL CAPO ULTRÀ DELL’INTER, KLAUS DAVI A SORIANO: “MISTERI E SILENZI SUL DELITTO BOIOCCHI”‘ (https://www.youtube.com/watch?v=Y8-s8vbkc40) tratto da una sua trasferta appunto nel vibonese per approfondire il ruolo delle cosche locali. In un paese dal clima ermetico emersero spunti interessanti su Andrea Pietro Simoncini, uno dei presunti killer nonché suocero di Ferdico, e Daniel D’Alessandro, detto “Bellebuono” e presunto coautore dell’omicidio di Vittorio Boiocchi”.

“Per me era palese che l’implicazione di un soggetto delle Preserre coinvolto nelle guerre di ‘Ndrangheta non potesse avvenire senza informare i vertici dei clan vibonesi”, ha concluso Davi. “Klaus Davi, che fu interrogato dalla squadra mobile di Milano nel dicembre del 2024, confidò agli agenti, a margine dell’interrogatorio, la sua convinzione che sia l’omicidio Boiocchi che l’omicidio Bellocco avevano ricevuto in forma diversa un “via libera” dalla Calabria e che poco dopo sarebbe andato a Soriano Calabro a cercare riscontri”.