Il Catanzaro ha già voltato pagina. Lo aveva fatto sin da subito, in realtà, dopo la triste vicenda Turati. Un comportamento eticamente non corretto, da parte dell’ex Siracusa, che ha cambiato idea e scelto La Spezia dopo aver addirittura firmato il contratto (anche depositato) con i giallorossi. Dai vertici non hanno nascosto il fastidio per la questione – ed è anche ovvio – ma probabilmente non solo dai vertici. Anche la procura dell’allenatore ha deciso di non seguire le decisioni del tecnico, che nel frattempo aveva ottenuto una proroga dalla Figc per poter allenare in Serie B in attesa del corso. Poco male, per lui: rimane in C.
Quanto al Catanzaro, ribadiamo, si volta subito pagina: nei pensieri di proprietà e direzione tecnica c’è Giorgio Gorgone. Profilo identico ai precedenti, molto simile a Turati. Poche esperienze in grandi squadre, pochi i risultati ancora ottenuti, ma anche poche le panchine in prima squadra, a dispetto – invece – di un’ottima formazione, così come quella di Turati con Italiano. La scelta, dunque, è chiara, sempre quella: non nomi di grido, ma allenatori umili, affamati, moderni, offensivi, sulla falsariga degli ultimi.
Con Gorgone è praticamente fatta, manca solo l’ufficialità. 49 anni, a ottobre 50, è stato un centrocampista con oltre 250 presenze in Serie B, protagonista anche della storica promozione in Serie A del Chievo. La gavetta da allenatore è iniziata nel 2011. Oltre dieci anni da vice o dietro ai giovani. Secondo di Stellone a Frosinone, dove ha ottenuto il doppio salto, è stato anche secondo a Palermo, nel 2018-2019, mentre prima di passare ai grandi è tornato a Frosinone, allenando la Primavera. Esordio da primo allenatore tre anni fa, nel 2023, alla Lucchese. La Serie B arriva subito, da primo allenatore, con l’esperienza al Pescara (era stato anche calciatore nel 2004), che però non riesce a salvare dalla retrocessione in Serie C nonostante la rimonta anche grazie all’arrivo di Lorenzo Insigne.
Gorgone ora rimane in Serie B, ma in una squadra fino a poche settimane fa a un passo dalla Serie A. L’obiettivo è confermare quelle caratteristiche che la società aveva già intravisto – azzeccandoci sempre – nei predecessori, tutti emergenti, affamati e vogliosi, con grandi capacità di adattamento e dinamismo tattico, ma sempre improntati al gioco moderno, veloce, verticale, offensivo, intenso, alto, improntato ai giovani, tutte caratteristiche che Gorgone ha già messo in mostra.
