In Corea del Nord stanno guardando un Mondiale diverso da quello che sta guardando il resto del mondo. Sembra assurdo, ma è così. È una delle tante censure operate dal regime di Kim Jong Un, apparentemente smascherata dall’account X “Alerta Mundial”. Secondo quanto riportato, la Korean Central Television non possiede i diritti della Coppa del Mondo, quindi non potrebbe trasmettere nemmeno un minuto delle partite del Mondiale. Invece, circolano immagini della tv coreana con partite della Costa d’Avorio, della Svezia e della Tunisia.
Sembrerebbe che il regime usi il ‘pezzotto’: attraverso satelliti, probabilmente cinesi, la Corea del Nord si sta garantendo la trasmissione delle partite. Ma a modo suo. I match vengono trasmessi in differita, con ore o giorni di ritardo e, ovviamente, non può mancare la censura. Alle gare vengono applicati dei video-ritocchi per eliminare o aggiungere dettagli che fanno comodo al regime.
Uno su tutti? La Corea del Sud non esiste. I dirimpettai sono stati, letteralmente, esclusi dal torneo, ancora prima dell’eliminazione, di loro non c’è alcuna traccia. Non è la prima volta che la Corea utilizza questo sistema: era già successo nel 2022, col Mondiale in Qatar, con le gare della Champions League e con la Coppa del mondo femminile Under 20, vinta proprio dalla Corea del Nord.
Il clamoroso caso dei Mondiali 2010 vinti dal Portogallo… ma solo in Corea del Nord
Non è la prima volta che la Corea del Nord altera, in maniera clamorosa, la storia calcistica. Nel 2010, il Mondiale non l’ha vinto la Spagna, ma il Portogallo: ma questa cosa è successa solo in Corea del Nord. Il motivo? Dopo 44 anni di assenza dal Mondiale, la nazionale coreana era riuscita a qualificarsi per la fase a gironi del Mondiale, ma subì una cocente sconfitta per 7-0 (per la tv di Stato 3-0). Un’umiliazione censurata alterando anche un virgolettato di Cristiano Ronaldo per far credere che CR7 stesse esaltando la forza della Corea e la bravura dell’allenatore.
E non solo: quel Portogallo venne scelto come vincitrice del Mondiale per rendere meno amara la sconfitta contro la squadra che, alla fine, era diventata Campione del Mondo, dunque la più forte. Seppur solo in Corea del Nord. Ma non finisce qui. Sembra che al rientro in patria, la rosa coreana sia stata sottoposta a una sessione pubblica di critica durata 6 ore, davanti a centinaia di cittadini e membri delle istituzioni.
