Una partita aperta alla città per promuovere i valori dello sport, dell’accoglienza e della solidarietà. È uno degli appuntamenti conclusivi di “Giovani senza confini”, l’esperienza promossa a Reggio Calabria da Attendiamoci, in collaborazione con Pro Terra Sancta e il Patriarcato Latino di Gerusalemme, che dal 9 al 21 luglio coinvolge nove giovani calciatori provenienti da Sebastia, in Palestina, accompagnati da tre responsabili. La “Partita del Cuore” si svolgerà venerdì 17 luglio alle ore 19 presso i campi di Viale Messina e vedrà coinvolti i ragazzi palestinesi e i giovani del territorio. L’iniziativa rappresenterà un’occasione di incontro per la comunità cittadina attorno ai valori della condivisione e della solidarietà.
Ospitati presso il Villaggio dei Giovani, i ragazzi stanno vivendo giornate dedicate agli allenamenti, allo sport, alla conoscenza del territorio e alla condivisione con la comunità locale. L’esperienza è nata per offrire loro un periodo di serenità e crescita, ma soprattutto per creare relazioni capaci di superare le distanze geografiche, culturali e linguistiche. Il calcio è il filo conduttore del campo, inteso non soltanto come competizione, ma come linguaggio universale attraverso il quale imparare a conoscersi, collaborare e costruire insieme. Il percorso sportivo è accompagnato dall’esperienza e dalla presenza dell’ex allenatore della Reggina Roberto Breda e dal contributo di professionisti e figure legate alla storia sportiva della città, che stanno mettendo le proprie competenze al servizio dei giovani.
Il programma proseguirà sabato 18 luglio al Villaggio dei Giovani. Alle ore 18.30 sarà celebrata la Santa Messa, mentre alle ore 19.30 si terrà la cerimonia di premiazione alla presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Sarà il momento per celebrare il percorso vissuto e ringraziare i volontari, i donatori e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. “Giovani senza confini” vuole testimoniare che, anche in un tempo segnato da conflitti e divisioni, è possibile costruire spazi concreti di incontro. Giocare insieme significa riconoscersi, condividere regole e obiettivi e imparare a fidarsi gli uni degli altri, nello sport come nella vita.
