“Il nostro è un territorio da sempre ricco d’acqua ma la situazione sta cambiando a causa della grave siccità che interessa l’intero territorio nazionale. I dati dell’ISPRA sono inequivocabili: la disponibilità idrica media annua si è ridotta di circa il 20% nell’ultimo trentennio. L’assenza prolungata di piogge sta prosciugando anche le nostre sorgenti provinciali facendone una risorsa sempre più a disponibilità limitata e per questo preziosa. Per quanto attiene al consumo di acqua per uso domestico (il 15% circa del totale) è noto che l’Italia è il Paese dell’Unione Europea che ne preleva e consuma di più. Parliamo di oltre 9 miliardi di m³ annui, che si traducono in una media giornaliera di oltre 150 litri a persona. E l’acqua incide sempre di più nell’economia familiare, basti pensare alle tariffe, all’acquisto e la manutenzione e i consumi energetici delle autoclavi, e alla spesa per l’acqua in bottiglia”. Lo affermano in una nota Antonella Politi e Gerardo Pontecorvo – Europa Verde/AVS Reggio Calabria-
“Ma tutti noi possiamo dare un contributo a tutela dell’acqua. Rapportarsi alla risorsa ACQUA POTABILE in modo diverso è sempre più necessario usandola a scopi legati al fabbisogno umano, mentre, altri usi (irrigazione giardini pubblici, lavaggio strade…), vanno sostenuti con altre tipologie di acqua come quella riciclata dopo depurazione, piovana, desalinizzata, e prelevata dalle aste terminali delle fiumare; tutte operazioni che dovrebbero essere d’iniziativa del Comune e della Regione). Va ricordata l’importanza della collaborazione di tutti gli abitanti nell’evitare sprechi d’acqua e consumi non indispensabili, e che per questo devono mettere in pratica tutti quei semplici ma utili accorgimenti anche domestici. Ma per ottenere un risultato soddisfacente la popolazione andrebbe indirizzata dalle istituzioni con efficaci campagne di sensibilizzazione anche nelle scuole.”
“Le stime rivelano, che In Italia circa il 40% dell’acqua raccolta non arriva a destinazione perché si disperde a causa di scarsa o nulla manutenzione delle reti idriche. Non è un caso che il PNRR nella formulazione originaria e nella rimodulazione del 2024 ha assegnato ingenti risorse finanziarie da destinare alla modernizzazione e digitalizzazione delle reti di distribuzione. Come in altre parti d’Italia anche nel nostro territorio si disperde grossa parte della risorsa idrica immessa in rete. Significa che per la popolazione in litri di perdite al giorno si traducono in costi da milioni di euro l’anno”.
“Generalmente la dispersione idrica è riconducibile alle rotture nelle condotte, all’età avanzata degli impianti e agli allacci abusivi per irrigazione. Occorrerebbe portare avanti un urgente e capillare lavoro di ricerca delle perdite d’acqua e degli abusi dividendo il territorio in distretti e, senza perdere altro tempo, procedere alla sostituzione degli acquedotti inefficienti. La consapevolezza che l’acqua potabile non va sprecata dovrebbe sempre guidare l’azione di chi gestisce il servizio idrico. È pure necessario ottimizzare la raccolta e l’uso dell’acqua accumulata nel lago Menta grazie alla razionalizzazione delle derivazioni, all’aumento del numero di serbatoi e a una loro regolare manutenzione”.
“Dunque, la crisi idrica, e soprattutto la mancanza di acqua potabile, non sono un’emergenza imprevista, ma la cronaca annunciata di un sistema superficiale e “miope” che gestisce l’acqua come se fosse infinita, e che inevitabilmente porta disagi alle famiglie e razionamenti insopportabili. Appare evidente che il problema è innanzitutto di natura culturale/politica. Ed è incomprensibile e ingiustificabile che chi amministra il bene pubblico non lo metta in cima ai propri proclami di buon governo e non riservi ogni risorsa disponibile (trasferendola pure da altri settori non vitali) per cercare di risolverlo. Più impegno e attenzione. E meno sprechi!”
