Corruzione nel nisseno, domiciliari per il sindaco dimissionario e un imprenditore

L’inchiesta “Scacco” della Procura di Caltanissetta ipotizza tangenti su sagra, appalti e lavori pubblici. Disposte anche quattro misure interdittive e il sequestro di 15mila euro

Indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Caltanissetta, avrebbero fatto luce sull’esistenza di “una presunta rete di malaffare radicata all’interno del Comune di Sommatino, svelando dinamiche illecite che spaziavano dalla concussione posta in essere ai danni di piccoli commercianti locali e forestieri fino alla manipolazione delle procedure di affidamento dei grandi appalti pubblici“. E’ quanto emerge dall’inchiesta Scacco che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa del Gip, nei confronti di sei soggetti, indagati a vario titolo dei reati di concussione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità.

Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per il sindaco dimissionario Salvatore Letizia e l’imprenditore di Favara Diego Caramazza; la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per un anno del dipendente comunale Roberto Alotta; il divieto di esercitare la professione di architetto e di contrattare con la Pubblica amministrazione per un anno per Calogero Vendra, il divieto di esercitare l’attività di impresa nel settore edilizio per un anno per Luigi Pulci e il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, per la durata di 12 mesi, per Lorenzo Pulci.

Nei confronti di altri due indagati per concussione, la vice sindaca Castellano e l’assessore Rumeo, il Gip ha condiviso i gravi indizi di colpevolezza ma non applicato alcuna misura alla luce delle loro dimissioni. Nei confronti del sindaco è stato disposto il sequestro preventivo di 15.000 euro che avrebbe ricevuto dall’imprenditore Diego Caramazza. Le indagini erano state avviate da carabinieri dopo l’atto intimidatorio subito, la notte del 9 maggio 2024, dal sindaco pro tempore di Sommatino quando ignoti esplosero diversi colpi d’arma da fuoco contro la sua autovettura, e sviluppata da militari dell’Arma del nucleo Investigativo di Caltanissetta, tra luglio del 2024 e ottobre 2025, con attività tecniche di intercettazione e videosorveglianza, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, acquisizioni documentali, nonchè audizione di persone informate sui fatti.

Corruzione nel Nisseno, da sindaco e assessori ‘tangenti’ su sagra e appalti

L’allora sindaco, vicesindaco e assessore al Turismo del Comune di Sommatino, alla ‘Sagra dell’Agricoltura’ del novembre 2024 si sarebbero presentati a commercianti ed espositori e, “abusando sistematicamente delle proprie qualità e dei poteri istituzionali”, avrebbero richiesto “il pagamento in contanti di somme variabili, da 40 a 150 euro al giorno, per garantire l’erogazione dell’energia elettrica e lo svolgimento dell’attività“. In caso di rifiuto, i pubblici ufficiali avrebbero prospettato “il distacco della corrente elettrica e, implicitamente, ritorsioni o ostacoli futuri nell’organizzazione di successive manifestazioni“.

E’ quanto emerge dall’inchiesta Scacco della Procura di Caltanissetta, su indagini dei carabinieri, su presunti casi di corruzione al Comune di Sommatino. Il giro di contanti illecitamente accumulato nel corso della manifestazione si aggira, secondo una prima stima, intorno agli 11.000 euro. Un filone corposo dell’inchiesta riguarda la presunta gestione illecita del settore dei Lavori pubblici che ruotava attorno alla figura del responsabile pro tempore dell’area Tecnica, e Rup, Al funzionario pubblico vengono contestati in sede cautelare più episodi corruttivi: 50mila euro di tangente chiesti per i lavori di consolidamento del costone roccioso di contrada Sant’Anna da 981mila euro. euro. Il reato non si è consumato per il rifiuto di un imprenditore, tra l’altro destinatario di misura interdittiva per un’altra ipotesi di reato, che ha ritenuto la richiesta economica eccessiva. Una tangente di 5.000 euro sarebbe stata chiesta per la realizzazione di un asilo nido. Nell’ordinanza il Gip ha riconosciuto “i gravi indizi di colpevolezza su un presunto accordo corruttivo tra il sindaco, il responsabile dell’Ufficio Tecnico e un professionista esterno“.

I tre indagati, contesta la Procura, “avrebbero ricevuto una tangente di 45.000 euro, suddivisa in quote uguali da 15.000 euro ciascuno, da un imprenditore dell’agrigentino per lavori alla Villa Garibaldi e la promessa dell’affidamento dell’adeguamento del Cimitero. Per aggirare le norme del Codice degli Appalti avrebbero mantenuto separate le procedure d’appalto per superare la soglia di rilevanza comunitaria dei 150.000 euro”.