Contratto Sicurezza e Difesa, USIF apre al dialogo ma avverte il Governo: “il tempo delle promesse è finito”

L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri valuta positivamente i primi segnali di apertura della maggioranza su previdenza dedicata e rivendicazioni del Comparto, ma chiede risposte concrete, risorse adeguate e un rinnovo contrattuale dignitoso

L’Unione Sindacale Italiana Finanzieri sceglie la strada del dialogo istituzionale sul contratto del Comparto Sicurezza e Difesa, ma lancia un avvertimento chiaro al Governo: la fase delle promesse non può durare ancora a lungo. Il sindacato accoglie con favore i primi segnali di apertura arrivati dalla maggioranza sui temi della previdenza dedicata e delle principali rivendicazioni avanzate per il personale del Comparto, ma chiede che alle dichiarazioni seguano rapidamente fatti concreti. L’USIF ha deciso di non aderire alla manifestazione prevista nelle prossime settimane, preferendo verificare fino in fondo se gli impegni politici assunti si tradurranno in provvedimenti reali. Una scelta che il sindacato presenta come autonoma e responsabile, ma non come un’apertura incondizionata nei confronti dell’Esecutivo.

Il messaggio al Governo è netto: il dialogo resta aperto, ma senza risultati tangibili l’USIF è pronta a sostenere iniziative di mobilitazione. Al centro restano il rinnovo contrattuale, la valorizzazione economica del personale, il riconoscimento della specificità delle Forze di polizia e delle Forze armate, la previdenza dedicata e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Cutrupi: “un primo passo positivo, ma le aperture da sole non bastano”

Il segretario nazionale USIF, Giovanni Cutrupi, riconosce il valore dei segnali arrivati dalla maggioranza di Governo, ma sottolinea che il personale del Comparto Sicurezza e Difesa attende risposte misurabili e non semplici dichiarazioni di principio. “Si tratta di un primo passo positivo – dichiara il Segretario Nazionale USIF, Giovanni Cutrupi – che arriva al termine di un’intensa attività di interlocuzione istituzionale e sindacale. Tuttavia, siamo consapevoli che le aperture, da sole, non bastano. Il personale attende risposte concrete, risorse adeguate e riforme capaci di riconoscere realmente la specificità delle Forze di polizia e delle Forze armate”.

La posizione del sindacato si muove quindi su un doppio binario. Da un lato, USIF riconosce l’importanza del confronto avviato con le istituzioni. Dall’altro, chiarisce che le aperture politiche dovranno essere accompagnate da risorse e provvedimenti capaci di incidere realmente sulla condizione del personale.

Previdenza dedicata, specificità e rinnovo contrattuale al centro della vertenza

Il comunicato dell’Unione Sindacale Italiana Finanzieri richiama i principali temi portati ai tavoli di confronto negli ultimi mesi. USIF evidenzia di avere partecipato attivamente all’interlocuzione istituzionale e sindacale, presentando documenti tecnici e proposte su questioni considerate strategiche per il personale.

Tra i nodi principali ci sono la previdenza dedicata, la valorizzazione economica del personale, il riconoscimento della specificità del Comparto, la mobilità, la sicurezza nei luoghi di lavoro, il benessere organizzativo, le infrastrutture e le condizioni di impiego. Sono ambiti che, secondo il sindacato, incidono direttamente sulla qualità del lavoro e sulla tutela di chi opera nelle Forze di polizia e nelle Forze armate.

La richiesta di USIF è che il confronto produca risultati concreti e non si esaurisca in un passaggio formale. Il sindacato chiede un rinnovo contrattuale realmente dignitoso e interventi capaci di riconoscere il valore del personale impegnato nel Comparto Sicurezza e Difesa.

“Abbiamo scelto di lavorare nel merito delle questioni”

Cutrupi rivendica il metodo seguito dal sindacato, fondato sulla costruzione di proposte tecniche e sostenibili. La linea di USIF è quella di trasformare le esigenze del personale in piattaforme di confronto con le istituzioni, evitando una contrapposizione fine a sé stessa. “Abbiamo scelto di lavorare nel merito delle questioni – prosegue Cutrupi – perché riteniamo che il compito di un sindacato sia trasformare le esigenze del personale in proposte concrete e sostenibili. È su questo terreno che intendiamo continuare a confrontarci”. Il passaggio chiarisce la scelta dell’organizzazione: mantenere aperto il tavolo con il Governo finché ci sarà la possibilità di ottenere risultati. Per USIF, il confronto resta utile solo se collegato a risposte verificabili sui temi indicati dal personale e tradotti dal sindacato in proposte operative.

USIF non aderisce alla manifestazione prevista nelle prossime settimane

Alla luce del confronto istituzionale tuttora in corso, USIF ha deciso di non aderire alla manifestazione prevista nelle prossime settimane. La decisione rappresenta uno dei punti politici centrali del comunicato, perché differenzia la posizione dell’organizzazione rispetto ad altre iniziative sindacali annunciate. Il sindacato precisa però che la mancata adesione non significa disinteresse, arretramento o fiducia incondizionata. Si tratta, secondo l’organizzazione, di una scelta legata alla volontà di non interrompere un dialogo ancora aperto e di verificare se gli impegni assunti dalla maggioranza potranno trasformarsi in provvedimenti concreti.

“Rispettiamo pienamente le iniziative assunte da altre organizzazioni sindacali, così come rivendichiamo il diritto di compiere una scelta diversa. Riteniamo che, in questa fase, sia necessario verificare fino in fondo se agli impegni politici assunti seguiranno provvedimenti concreti. La nostra decisione nasce esclusivamente dalla volontà di non interrompere un confronto ancora aperto e di privilegiare ogni possibilità utile a conseguire risultati per il personale“, rimarca la nota. La linea indicata è quindi quella del dialogo vigilante. USIF riconosce la legittimità delle mobilitazioni promosse da altri sindacati, ma rivendica la propria autonomia nella scelta degli strumenti da utilizzare in questa fase.

“Il dialogo non è sinonimo di arrendevolezza”

Nel comunicato, USIF precisa che la scelta del confronto non deve essere interpretata come una concessione illimitata al Governo. Il sindacato mantiene una posizione ferma e avverte che, in assenza di risposte rapide e concrete, sarà pronto a sostenere ogni iniziativa di mobilitazione ritenuta necessaria. “Il dialogo non è sinonimo di arrendevolezza. Al contrario, rappresenta uno strumento che intendiamo utilizzare fino a quando sarà realmente utile. Ma vogliamo essere altrettanto chiari: il tempo delle promesse è finito. Se gli impegni assunti non si tradurranno rapidamente in interventi concreti e in un rinnovo contrattuale realmente dignitoso, USIF sarà pronta a promuovere e sostenere ogni iniziativa di mobilitazione ritenuta necessaria”, evidenzia la nota.

Le richieste al Governo: risorse, tutele e riconoscimento del personale

Per USIF, il confronto con il Governo dovrà produrre risultati tangibili. Le priorità indicate riguardano anzitutto la previdenza dedicata, tema particolarmente sentito dal personale del Comparto Sicurezza e Difesa, insieme al riconoscimento della specificità del lavoro svolto dalle Forze di polizia e dalle Forze armate. A questi punti si aggiungono la valorizzazione economica del personale e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Il sindacato accoglie favorevolmente le dichiarazioni di apertura al dialogo arrivate da esponenti della maggioranza di governo, ma chiede che si passi rapidamente dalle parole ai provvedimenti. La vertenza contrattuale, secondo l’organizzazione, non può essere separata dalle condizioni operative quotidiane del personale. Sicurezza nei luoghi di lavoro, benessere organizzativo, infrastrutture, mobilità e condizioni di impiego sono parte di una piattaforma più ampia che punta a dare risposte strutturali a chi opera nel settore.

La priorità di USIF: i Finanzieri e il personale del Comparto Sicurezza e Difesa

Nella parte conclusiva del comunicato, Cutrupi chiarisce che l’obiettivo del sindacato non è alimentare divisioni tra organizzazioni, ma ottenere risultati per il personale rappresentato. La priorità indicata sono i Finanzieri e, più in generale, tutto il personale del Comparto Sicurezza e Difesa. “La nostra priorità – conclude Cutrupi – non è alimentare polemiche o contrapposizioni tra organizzazioni sindacali. La nostra priorità sono i Finanzieri e, più in generale, tutto il personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Saremo giudicati per i risultati che riusciremo a ottenere, non per gli slogan. Continueremo quindi a lavorare con serietà, autonomia e determinazione, ma con la stessa fermezza saremo pronti a mobilitarci qualora il confronto non producesse le risposte che il personale attende da troppo tempo”.

La conclusione conferma la strategia dell’Unione Sindacale Italiana Finanzieri: mantenere il confronto aperto, evitare polemiche interne al mondo sindacale e misurare l’azione sui risultati. Allo stesso tempo, il sindacato lascia chiaro il messaggio al Governo: senza un rinnovo contrattuale dignitoso e senza interventi concreti sui temi centrali, la mobilitazione diventerà una strada possibile.