L’estate meridionale sta per cambiare bruscamente marcia, proiettando il nostro territorio all’interno di una configurazione atmosferica di eccezionale intensità. L’espansione di un imponente promontorio di alta pressione di matrice nord-africana ha iniziato a far sentire i suoi primi effetti proprio in queste ore di lunedì 13 luglio. Le temperature sono in netto aumento su tutto il Meridione, tanto che già nel primo pomeriggio si sono registrati valori decisamente pesanti nell’entroterra e sui versanti occidentali, come dimostrano i ben +37°C già toccati a Partinico, nel palermitano, dopo i valori di oltre +40°C già raggiunti ieri nell’entroterra siciliano. Tuttavia, osservando la mappa termica attuale delle nostre due regioni, si nota una situazione apparentemente bizzarra ma spiegabile con un preciso meccanismo fisico.
Al suolo stanno infatti soffiano intensi venti orientali; l’aria che arriva direttamente dal mare mantiene il clima decisamente più fresco e sopportabile lungo le coste esposte a est. Al contrario, laddove il vento scavalca i rilievi montuosi dell’entroterra per poi fiondarsi verso le pianure occidentali e tirreniche, l’aria si riscalda rapidamente per compressione, dando vita al fenomeno del favonio. Ecco perché oggi si respira ancora ottimamente, con valori addirittura inferiori alle medie del periodo, in città affacciate a est come Catania, dove la massima si è fermata ad appena +30°C, o a Crotone, che si gode un incredibile pomeriggio a +28°C. Su tutto il litorale jonico calabrese e siciliano l’ondata di caldo non è ancora nemmeno iniziata, ma si tratta purtroppo solo di una temporanea illusione.
La settimana più calda del 2026: cosa significa l’isoterma di +30°C in quota
Quella che si è aperta oggi si preannuncia, dati alla mano, come la settimana più calda dell’anno per l’intero arco del 2026. Fino a questo momento la stagione estiva non aveva mai mostrato una simile aggressività e, guardando alle proiezioni future, difficilmente il mese di agosto saprà replicare una fiammata così potente, estesa e prolungata nel tempo. Il cuore pulsante di questo ammasso di aria calda subtropicale si posizionerà stabilmente sopra le nostre teste a partire da domani, martedì 14 luglio.
Dal punto di vista prettamente scientifico, l’elemento che più impressiona gli esperti è il transito di una eccezionale isoterma di +30°C alla quota di 850 hPa, che lambirà a più riprese la Sicilia e la Calabria da domani fino a sabato 18 luglio. Per spiegare questo dato in termini semplici e comprensibili a tutti, la quota di 850 hPa corrisponde a circa 1500 metri di altezza, un livello utilizzato in meteorologia per misurare la reale energia di una massa d’aria senza le interferenze del suolo. Immaginate questa isoterma come un gigantesco coperchio rovente sospeso sopra le nostre montagne: quando questa immensa massa d’aria calda viene schiacciata verso il basso dall’alta pressione, si surriscalda ulteriormente, trasformando le nostre pianure e le nostre vallate in veri e propri forni a cielo aperto.
Venerdì e sabato le giornate peggiori: attesi picchi fino a +45°C nelle zone interne
Il peggio di questo vero e proprio inferno africano si materializzerà nella seconda parte della settimana. Se tra martedì e mercoledì saranno soprattutto la Sicilia occidentale e l’entroterra sardo a subire i primi severi affondi della calura, le due giornate più roventi e pericolose per Calabria e Sicilia saranno senza dubbio quelle di venerdì 17 e sabato 18 luglio. In questo lasso di tempo la cupola africana raggiungerà la sua massima espansione peninsulare.
I termometri si attesteranno diffusamente sopra i quaranta gradi in quasi tutte le località interne del Sud, e si boccheggerà pesantemente anche in città costiere solitamente più miti come Napoli, Roma, Palermo e Reggio Calabria. Il vero allarme riguarderà però le grandi pianure e le vallate interne lontane dal mare: nella Piana di Catania, nelle aree interne del nisseno e dell’ennese, così come nella Valle del Crati, nella Piana di Sibari e nel profondo entroterra della provincia di Reggio Calabria, si attiverà il rischio concreto di registrare picchi di +45°C. Ci troveremo di fronte a una delle ondate di calore più intense degli ultimi decenni per il nostro territorio, con il serio pericolo di veder crollare alcuni storici record di temperatura massima.
Nessun catastrofismo: la normalità di luglio nel cuore del Mediterraneo
Nel descrivere un evento meteorologico così importante, che comporterà inevitabilmente temperature eccezionali e un forte stato di disagio per il corpo umano, oltre a un gravissimo rischio di incendi per le nostre campagne, è fondamentale mantenere la massima lucidità e sfuggire ai toni del catastrofismo mediatico. Questa ondata di caldo, pur configurandosi come un evento estremo e degno di massima attenzione da parte della protezione civile, non ha un legame diretto o una correlazione automatica con il cambiamento climatico. I mutamenti del clima globale si misurano infatti su scala planetaria e attraverso l’analisi di lunghissimi periodi di tempo, non certo basandosi su una singola settimana rovente.
Siamo nel cuore del mese di luglio, il culmine dell’estate, all’interno del bacino del Mediterraneo che, per sua stessa natura geografica, è costantemente esposto alle oscillazioni della vicina cella sahariana. La storia della meteorologia calabrese e siciliana ci ricorda che giornate simili, con termometri capaci di superare abbondantemente i quaranta gradi e sfiorare i quarantacinque nelle zone interne, sono già avvenute moltissime volte nei decenni e nei secoli scorsi, ben prima che si parlasse quotidianamente di emergenza climatica. È un fenomeno estivo potente e severo, che richiede prudenza e buon senso, ma che fa parte del DNA climatico della nostra terra.
La data della svolta: domenica sera arriva il crollo termico e torna il fresco
La notizia più attesa e rassicurante riguarda la durata di questa opprimente ondata di calore, che fortunatamente non sarà eterna e ha già una data di scadenza ben precisa. La campana d’oro dell’anticiclone africano verrà bruscamente spezzata nel corso del fine settimana. Dopo aver ripulito il Nord e il Centro Italia, una massa di aria decisamente più fresca e ventilata di origine nord-atlantica farà il suo ingresso trionfale sulle nostre regioni meridionali nella serata di domenica 19 luglio.
Il ricambio d’aria sarà a dir poco spettacolare e si manifesterà con un graduale e vistoso crollo delle temperature che spazzerà via l’afa nel giro di poche ore, accompagnato da una tesa ventilazione settentrionale. La svolta sarà definitiva: a partire da lunedì 20 luglio e per gran parte della settimana successiva, Calabria e Sicilia potranno godere di un clima splendido, ventilato e decisamente gradevole. Le temperature si attesteranno su valori pienamente accettabili e addirittura inferiori alle medie del periodo, specialmente lungo tutto il litorale jonico, mettendo definitivamente la parola fine a questa grande e faticosa parentesi sahariana.
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