Nei giorni scorsi si è svolto nella nostra città, a distanza di 40 anni, il raduno degli uomini della Polizia di Stato che per primi hanno fatto parte del 1° Nucleo Prevenzione Crimine Calabria, con sede a Reggio Calabria. Un incontro fatto di emozioni e ricordi, di quegli uomini che per primi hanno fatto parte, molti all’inizio della loro carriera e provenienti da varie regioni d’Italia, di un Nucleo specializzato della Polizia di Stato, espressamente nato in un periodo buio della nostra provincia, conosciuta più per i sequestri di persona e per la guerra di ndrangheta che insanguinava le nostre strade.
Era il 1986 quando il Ministro degli Interni ed il Capo della Polizia dell’epoca decisero di destinare circa 40 uomini tra Agenti, Assistenti e Funzionari, provenienti da vari uffici di Polizia calabresi ed ospitati presso la famosa Caserma Cantaffio di Reggio Calabria, per aiutare a contrastare quella criminalità così crudele.
Un corso di formazione ed aggiornamento svoltosi per un mese presso la Scuola di Polizia di Vibo Valentia, iniziò a cementare un rapporto inizialmente professionale fino a diventare umano ed affettivo da riportarli in riva allo Stretto a distanza di decenni per solo riabbracciarsi. Un periodo intenso fatto di pattuglie per il controllo del territorio, operanti in tutta la provincia ed interessando spesso anche le altre città calabresi, posti di blocco, controlli amministrativi negli esercizi pubblici, rastrellamenti nel cuore dell’Aspromonte ed alla ricerca dei sequestrati e dei latitanti.
Tanti episodi da raccontare tra i ricordi, tanti rischi corsi assieme, tanti successi ma, allo stesso tempo, tanta sofferenza e tanti colleghi persi per strada. E’ stato a loro che sono stati dedicati i pensieri più intensi, alle loro famiglie, ai loro figli, alcuni dei quali hanno voluto intraprendere lo stesso percorso indossando la divisa dei loro genitori, quella che non ti togli più neanche quando l’età anagrafica ti congeda dal servizio operativo.
La memoria condivisa ed il legame nel tempo ha fatto sì che la nostra città diventasse un punto di ritrovo emotivo, di sguardi e di visi magari invecchiati ma non spenti perché quegli anni assieme hanno segnato poi il percorso professionale di ognuno. Legami che ti porti dietro, perché si condividono momenti di tensione e di pericolo. Unione umana ed affettiva, fatta di fiducia reciproca e cameratismo perché il supporto a vicenda diventa vitale.
Perché quella divisa la porti cucita addosso anche quando smetti di indossarla. Perché “non facciamo i poliziotti, ma siamo poliziotti”. Nell’autunno del 1996 il gruppo di Reggio Calabria venne poi sciolto per istituire i due nuovi uffici, con sede a Siderno, Rosarno ed in altre città d’Italia, e con la nuova denominazione di “Reparto Prevenzione Crimine”. Una giornata conclusasi con un passaggio dal luogo dove sorgeva la vecchia Caserma Cantaffio e dallo scambio simbolico di una medaglia ricordo ai partecipanti, mentre l’incantevole tramonto sullo Stretto suggellava i momenti vissuti e la promessa di rivedersi per custodire la bellezza di quei legami.
