Vibo Valentia, “screening mammografici fermi da sei mesi”. Alecci furioso: “vergogna!”

Il capogruppo PD in Consiglio regionale annuncia un’interrogazione per chiedere la ripresa immediata del servizio e il recupero delle prestazioni non erogate

Screening mammografici fermi da sei mesi in tutta la provincia di Vibo Valentia. A denunciarlo è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, dopo una visita all’ospedale vibonese a seguito della segnalazione di alcune associazioni del territorio. Secondo quanto riferito da Alecci, nella provincia non sarebbe possibile per una donna effettuare una mammografia presso gli ospedali pubblici, nonostante si tratti di uno strumento essenziale per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al seno, previsto anche nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza.

Nella nota, il capogruppo PD denuncia la situazione e richiama l’importanza della prevenzione oncologica: “un’altra provincia, un’altra vergogna della sanità calabrese. Questa volta non volevo davvero crederci. Mi sono recato, a seguito della segnalazione da parte di alcune associazioni del territorio, presso l’Ospedale di Vibo Valentia per fare chiarezza su una situazione a dir poco scandalosa: in tutta la provincia di Vibo da sei mesi sono fermi tutti gli screening mammografici. Sembra incredibile, ma è così: in questa provincia non è possibile per una donna fare una mammografia presso gli ospedali pubblici. Stiamo parlando di uno strumento imprescindibile di prevenzione e diagnosi precoce il tumore al seno previsto, tra l’altro, all’interno dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)”.

“Occorre ricordare come quello al seno sia il tumore femminile maggiormente diagnosticato, rappresentando circa il 30 per cento di tutti i tumori femminili. Ogni anno sono circa 60.000 i nuovi casi di tumore al seno e se la sopravvivenza a questa malattia è aumentata negli ultimi tempi, il merito è proprio della frequenza con cui le donne si sottopongono a questo tipo di esame diagnostico. L’anticipo e la costanza con cui si effettuano le mammografie è decisivo per la sopravvivenza di una donna: sottoporsi in tempo ad una mammografia vuol dire spesso vivere o morire”.

A constatare la situazione durante l’ispezione all’Ospedale di Vibo Valentia, insieme ad Alecci, erano presenti anche Laura Pugliese, capogruppo PD in Consiglio comunale, Alessandra Grimaldi, capogruppo Democratici e Progressisti in Consiglio comunale, e Teresa Esposito, segretaria provinciale PD. Nel corso della visita, Alecci ha evidenziato anche lo spirito di abnegazione del primario del reparto e della sua squadra, che, pur in una condizione di sottodimensionamento del personale, continuano ogni giorno a impegnarsi per garantire tutte le prestazioni sanitarie possibili.

Per il capogruppo PD, anche in questo caso l’organizzazione del comparto sanitario dovrebbe sostenere medici e personale, assicurando condizioni di lavoro adeguate. Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha quindi presentato un’interrogazione per conoscere le cause specifiche che hanno determinato la sospensione degli screening mammografici, le eventuali responsabilità organizzative e gestionali accertate in relazione al disservizio e le misure urgenti che si intendono adottare per garantire la ripresa immediata e continuativa del servizio.

Nell’interrogazione vengono chieste anche le azioni previste per il recupero delle prestazioni non erogate e per la presa in carico delle utenti rimaste escluse dai programmi di prevenzione, oltre a eventuali interventi strutturali per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, con particolare riferimento alla prevenzione oncologica e alla salute della donna. Alecci conclude criticando la gestione sanitaria regionale e rivolgendo un appello al presidente Roberto Occhiuto: “non possiamo accettare che, ancora una volta, il diritto alla salute delle calabresi e dei calabresi venga così brutalmente calpestato. Il Presidente Occhiuto dovrebbe uscire dal fantastico mondo che vuole dipingere per i calabresi e scendere tra le persone per comprendere quali sono i reali disagi che ogni giorno essi vivono”.