Dedicato alla trascinante verve che innerva l’opera buffa, l’altra faccia della grande tradizione del teatro musicale. Domenica 7 giugno 2026 alle ore 17.30 al Teatro Sangiorgi è in calendario “Ti strappo un sorriso e una risata. L’opera buffa da Rossini a Menotti”, spettacolo fuori abbonamento in forma semiscenica, proposto dal Teatro Massimo Bellini con posto unico al prezzo simbolico di 5 euro, nell’ambito di una strategia volta a rendere la cultura sempre più accessibile e partecipata.
Un evento che conduce nel mondo dell’opera buffa attraverso alcuni dei suoi autori più significativi. Dalle irresistibili invenzioni teatrali di Rossini alla vivace satira di Donizetti, il programma riserva anche una rara incursione nel Bellini giovanile, tratta da Adelson e Salvini, unica esperienza del grande compositore catanese nel genere e preziosa testimonianza degli anni della sua formazione. Un omaggio al genius loci che si inserisce naturalmente nel percorso della locandina, completata dalla raffinata e ancora attualissima ironia di Gian Carlo Menotti.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello del percorso intrapreso dall’ente lirico catanese per favorire l’avvicinamento del pubblico al patrimonio operistico e musicale, abbattendo le barriere economiche e promuovendo una fruizione inclusiva e diffusa.
Di rilievo il cast artistico. Protagonista sarà l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini, diretta da Fabrizio Maria Carminati, bacchetta di chiara fama, con la regia di Alessandro Idonea, nome di spicco della scena nazionale. Sul palco anche i cantanti Josephina Hoogstad e Giovanni Romeo, interpreti di un itinerario che attraversa alcune delle partiture più brillanti e amate del repertorio operistico.
Lo spettacolo accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso il mondo dell’opera buffa, che ha saputo conquistare generazioni di spettatori grazie alla sua capacità di coniugare eleganza, ilarità e profonda osservazione della natura umana.
La prima parte si apre con il primo Bellini, attraverso l’aria di Bonifacio “Taci, attendi, e bedarraje?” tratta da Adelson e Salvini, opera semiseria concepita nel 1825 come saggio finale di conservatorio e rappresentata per la prima volta al Conservatorio di San Sebastiano di Napoli. E già lascia intravedere il talento melodico del futuro autore di Norma e I puritani, qui declinato in una vena brillante e teatrale.
Seguirà un ampio omaggio a Gioachino Rossini, maestro insuperato dell’opera buffa, con tre celebri sinfonie: quella de Il signor Bruschino, andato in scena per la prima volta al Teatro San Moisè di Venezia nel 1813, rinomata per le sue trovate orchestrali e il carattere frizzante; quella de L’Italiana in Algeri, rappresentata nello stesso anno al Teatro San Benedetto di Venezia e divenuta uno dei maggiori successi del pesarese; e infine la sinfonia de La Cenerentola, presentata al Teatro Valle di Roma nel 1817, autentico gioiello di eleganza e brillantezza teatrale.
Ampio spazio sarà dedicato anche a Gaetano Donizetti e alla sua esilarante satira del mondo dello spettacolo Le convenienze ed inconvenienze teatrali, lavoro nato dalla fusione di due farse scritte tra il 1827 e il 1831 e approdato nella sua forma definitiva al Teatro della Cannobiana di Milano nel 1831. Il pubblico potrà ascoltare la celebre cavatina di Agata “Lazzarune, scauzacane”, il divertente duetto fra Corilla e Agata “Ch’io canti un duetto” e la romanza “Assisa a’ piè d’un sacco”, brani che mettono in luce la straordinaria capacità del bergamasco di intrecci, caricatura e raffinatezza musicale, prendendo di mira con irresistibile verve capricci delle compagnie d’opera e il dietro le quinte del palcoscenico.
A completare questo percorso artistico sarà Il telefono, o l’amore a tre di Gian Carlo Menotti, brillante opera comica in un atto composta per il repertorio statunitense del dopoguerra e presentata per la prima volta nel 1947 all’Heckscher Theater di New York. Attraverso situazioni esilaranti e una raffinata scrittura, l’opera racconta i tentativi del protagonista Ben di chiedere in sposa l’amata Lucy, continuamente interrotti dalle telefonate che monopolizzano l’attenzione della giovane. Una vicenda leggera e divertente che affronta con ironia il tema delle interferenze della tecnologia nelle relazioni umane, offrendo al pubblico uno spunto di riflessione ancora oggi estremamente riconoscibile.
La produzione si avvale inoltre dei costumi di Noa Aretha Prealoni e dell’assistenza alla regia di Andjela Bizimoska, contribuendo a costruire un allestimento capace di valorizzare il carattere vivace e coinvolgente della proposta artistica.
Con questa iniziativa il Teatro Massimo Bellini conferma il proprio ruolo di protagonista della vita culturale cittadina e di promotore di una programmazione mirata a coniugare qualità artistica, divulgazione e accessibilità. Un appuntamento che promette di coinvolgere spettatori di ogni età, offrendo un’esperienza all’insegna della leggerezza, della qualità artistica e della straordinaria forza comunicativa dell’opera buffa.
