La nomina di Laura Castelli a vicesindaco di Messina diventa per Cateno De Luca l’occasione per rivendicare il percorso compiuto da Sud chiama Nord, dalla nascita come forza politica siciliana fino all’ambizione dichiarata di diventare un soggetto meridionalista con peso nazionale. Il leader del movimento sottolinea il ruolo assunto da Castelli negli ultimi anni, ricordando il suo ingresso nel partito, l’impegno nelle campagne elettorali e il risultato ottenuto alle Europee.
Laura Castelli vicesindaco di Messina, la scelta di Federico Basile
Nel suo intervento, Cateno De Luca mette in primo piano la decisione del sindaco Federico Basile di coinvolgere Laura Castelli nella giunta comunale con il ruolo di vicesindaco di Messina. Una scelta che, secondo il leader di Sud chiama Nord, rappresenta il riconoscimento di un percorso politico costruito sul campo. La nomina assume dunque un valore che va oltre l’assetto amministrativo cittadino. Per De Luca, Castelli incarna un modello di impegno interno al movimento, fondato sulla disponibilità a mettersi in gioco, sulla presenza nelle competizioni elettorali e sulla capacità di contribuire alla crescita di Sud chiama Nord.
De Luca ricorda l’ingresso di Laura Castelli in Sud chiama Nord
Il leader di Sud chiama Nord ricostruisce poi l’inizio del rapporto politico con Laura Castelli, ricordando il momento in cui, nel 2023, le propose di entrare nel movimento come portavoce nazionale. All’epoca, sottolinea De Luca, Sud chiama Nord era ancora un partito fortemente legato alla Sicilia, ma già orientato a superare i confini regionali. “Ricordo ancora quando nel 2023 chiesi a Laura Castelli di entrare in Sud chiama Nord come portavoce nazionale. Eravamo un partito siciliano, ma avevo l’ambizione di esportare il nostro modello civico e post-ideologico oltre i confini regionali”. Secondo il racconto di De Luca, la risposta di Castelli fu positiva e inattesa, segnata da un atteggiamento che il leader del movimento descrive come disponibile e umile.
Il rapporto nato tra Messina e il Ministero dell’Economia
De Luca collega il rapporto con Laura Castelli anche alla precedente collaborazione istituzionale, quando lui ricopriva il ruolo di sindaco di Messina e della Città metropolitana, mentre Castelli era viceministro al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Da quella esperienza, spiega, sarebbe nato un legame politico e amministrativo destinato a proseguire negli anni. “L’avevo conosciuta quando io, da Sindaco di Messina e della città Metropolitana di Messina, e lei, da Viceministro al MEF, avevamo lavorato insieme per il territorio. Da lì è iniziato un percorso comune”. Nel racconto del leader di Sud chiama Nord, quel rapporto istituzionale si è trasformato progressivamente in una collaborazione politica. Castelli, dopo l’ingresso nel movimento, avrebbe dimostrato il proprio valore fino ad assumere un ruolo sempre più centrale.
Il risultato alle Europee e il peso delle preferenze
Uno dei passaggi più significativi del comunicato riguarda i risultati elettorali ottenuti da Laura Castelli alle Europee. De Luca rivendica il dato delle preferenze come prova concreta del radicamento dell’ex viceministro e della sua capacità di raccogliere consenso anche al di fuori dei ruoli di partito. Alle elezioni europee, secondo quanto riportato da De Luca, Castelli ha ottenuto oltre 36.000 preferenze in tutta Italia. Un risultato che viene valorizzato soprattutto in relazione al dato di Messina, dove avrebbe raccolto oltre 8.700 preferenze, risultando la seconda più votata in città dietro lo stesso De Luca. Il riferimento ai nomi nazionali citati da De Luca serve a sottolineare la portata politica del risultato messinese. Nella lettura del leader di Sud chiama Nord, quelle preferenze dimostrano la capacità di Castelli di competere con figure centrali della politica italiana, almeno sul terreno del consenso locale.
A Milazzo Sud chiama Nord seconda forza politica
De Luca richiama anche il risultato ottenuto a Milazzo, dove Laura Castelli, in meno di due mesi di campagna elettorale, avrebbe sfiorato le 3.000 preferenze. Un dato che, secondo De Luca, ha contribuito a portare Sud chiama Nord al 15%, rendendolo la seconda forza politica. Anche questo passaggio viene utilizzato per rafforzare il messaggio centrale: la crescita del movimento passa dalla capacità dei suoi esponenti di confrontarsi direttamente con gli elettori, costruendo consenso nei territori. Nel racconto di De Luca, Castelli diventa così un esempio di come si possa conquistare spazio politico attraverso il lavoro sul campo.
Sud chiama Nord alla Camera con Francesco Gallo
Nel suo intervento, Cateno De Luca allarga poi il ragionamento al percorso complessivo di Sud chiama Nord, ricordando che il movimento ha eletto due parlamentari e che oggi è rappresentato alla Camera dei Deputati da Francesco Gallo. De Luca rivolge quindi un ringraziamento diretto a Gallo per il lavoro svolto nelle istituzioni nazionali, sottolineando l’importanza di portare la voce del movimento oltre i confini regionali. Il riferimento alla rappresentanza parlamentare si inserisce nella narrazione di un movimento nato in Sicilia ma ormai orientato a giocare una partita nazionale, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza istituzionale e politica.
Il passaggio dall’1,5% al 3% nazionale diventa l’obiettivo strategico richiamato pubblicamente da De Luca
“Oggi siamo l’unico partito meridionalista nel panorama nazionale: con il nostro 1,5% concentrato principalmente in Sicilia, puntiamo dritti al 3% nazionale”, afferma De Luca. La prospettiva indicata è quindi quella della crescita elettorale e politica. Il passaggio dall’1,5% al 3% nazionale diventa l’obiettivo strategico richiamato pubblicamente da De Luca, che lega la crescita del movimento alla capacità di attrarre persone disposte a impegnarsi direttamente.
