Un’ondata di sdegno e la ferma volontà di intervenire immediatamente sul piano legislativo dopo la strage di Amendolara. Il Senatore Tilde Minasi (Lega), capogruppo in Commissione Lavoro a Palazzo Madama, interviene con durezza sul terribile delitto in provincia di Cosenza, dove la piaga del caporalato ha mostrato il suo volto più feroce. “Quanto accaduto ad Amendolara non è semplicemente una tragedia, ma un atto di pura barbarie che lascia senza fiato e suscita un senso di sgomento e shock indescrivibili», dichiara la senatrice. «Sapere che dei lavoratori sono stati uccisi in modo così brutale, stando a quanto emerge dalle indagini, per il solo fatto di aver chiesto la giusta retribuzione per il proprio lavoro, è qualcosa che tocca il fondo della disumanità. Siamo di fronte al culmine drammatico di una situazione di degrado, illegalità e sottosviluppo che è totalmente inaccettabile in un Paese civile come vuole e deve essere l’Italia”, evidenzia.
Il Parlamentare esprime il profondo dolore legato al proprio territorio d’origine
Il Parlamentare esprime poi il profondo dolore legato al proprio territorio d’origine, sottolineando come la Calabria non possa e non debba essere identificata con queste dinamiche criminali di sfruttamento. “Da calabrese provo un dolore immenso, profondo e lacerante nel constatare che un crimine così efferato sia stato consumato nella mia terra», prosegue l’esponente della Lega. «La Calabria è una regione fatta di accoglienza, di agricoltura d’eccellenza e di lavoratori onesti; non possiamo e non vogliamo permettere che la piaga criminale del caporalato ne infanghi il nome, la storia e la dignità”, sottolinea.
Da qui la decisione, assunta proprio nelle ultime ore, di portare la questione direttamente ai tavoli istituzionali per una revisione profonda e strutturale delle norme attuali, giudicate ormai insufficienti a contenere il fenomeno. “Proprio oggi, alla luce di questo orrore, abbiamo deciso di agire con la massima urgenza e determinazione”, annuncia Minasi. “Ho voluto innanzitutto intervenire in Aula per stigmatizzare l’accaduto, chiedere con forza che la magistratura faccia giustizia ed esprimere la mia vicinanza alle famiglie delle vittime. Poi, come componente della Commissione Lavoro del Senato, ho assunto l’impegno concreto di prendere immediatamente in mano la situazione: abbiamo stabilito di avviare un percorso di revisione e inasprimento della legislazione vigente per il contrasto al caporalato. Le norme attuali evidentemente non bastano più a fermare i criminali che schiavizzano gli invisibili dei nostri campi. Dobbiamo potenziare i controlli, colpire duramente la catena dello sfruttamento e garantire tutele reali”, prosegue. “Lo dobbiamo alla memoria di queste vittime innocenti e al riscatto di un intero territorio che – conclude Minasi- dice definitivamente basta al sangue e alla schiavitù”.
